Capitolo 10

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
Oggi per la prima volta ho portato mia figlia Stella al circo, infatti in paese è arrivato con tanti animali e giocolieri, Lei si è divertita da matti, è la prima volta che esco da solo con lei, il lavoro adesso lo devono fare i figli maschi.

FABIO (figlio di Mario)
Ora che sono padre, sento tutta la responsabilità della famiglia, il bambino cresce bene, solo che io ora devo andare sempre nei campi perché mio padre dice che è stanco, però il tempo di passare con mia sorella Stella lo trova sempre, mia moglie fortunatamente, riesce sempre a calmarmi a non farmi litigare con lui o con mio fratello Luigi che da quando si è fidanzato passa più tempo con lei che nella vigna.
voglio vedere quando ci saranno da divedere i frutti della terra cosa si inventerà

FRANCESCA
Questi ragazzi non riesco più a tenerli, sono irrequieti, portano i capelli lunghi, sembrano degli straccioni, hanno i pantaloni larghi, che orrore.
La cosa più grave è vedere Marina sempre davanti allo specchio, vuole farsi la doccia tutti i giorni, invece che una volta alla settimana come mi hanno insegnato i miei genitori.
Questa gioventù moderna non la capisco, vorrei che Stefano fosse più energico con loro, invece quando mi lamento se ne va in un’altra stanza, non vuole sentire lagne, così dice, solo Marina riesce a sconfiggere la sua indifferenza, infatti sempre più spesso la uso come intermediaria.
Le cose tra me e Stefano non vanno tanto bene, inoltre mi sembra sempre più pallido, come se stesse male, solo che lui non si lamenta, e non so cosa pensare.

MARINA
Ieri parlando con una amica mi sono confidata, le ho detto che forse sono diventata “signorina”, mia madre non mi ha mai parlato di questo, come se fosse un tabù, ho dovuto scoprirlo da altre persone, non capisco perché lei non ne parla come se fosse una vergogna, io non so che pensare, alla fine mi sento sempre inadeguata, mi sgrida se mi lavo, mi sgrida se mi guardo allo specchio per controllare i cambiamenti del mio corpo, mi sgrida se mi vede parlare con i “maschi”, come dice lei, insomma non so mai come comportarmi, le amiche sono libere parlano di ragazzi, di mestruazioni , di gonne corte, figuriamoci se io posso portare una gonna sopra il ginocchio, ho addirittura ancora i calzettoni e le trecce.

ENRICO
Anche questa mattina mi sono svegliato con le urla di mia madre contro mia sorella, guardandola mi accorgo che sta diventando grande, le sono cresciuti i seni, ha perso il modo di comportarsi da maschiaccio, non rompe più le scatole per giocare con noi.
Non so perché litigano tanto quelle due, intanto io sto pensando di cercarmi un lavoretto, come si dice da noi “devi imparare un mestiere”, di studiare non ne ho voglia.
Mio padre, quando riesco a parlarci mi da ragione, anche mia madre è d’accordo.
Ho un fratello più grande oltre a Giulio che già lavoricchia, Paolo, ma lui si sente il capofamiglia e la fa un po’ da padrone, ma di lavorare non se ne parla, ha grandi idee in testa, chissà cosa vorrà fare da grande!

PAOLA
Ora che Maura si è sposata sono più tranquilla, anche Luisa sta preparando le nozze.
quando le avrò sistemate tutte e tre, andrò a fare visita a Francesca che vive a Napoli, è tanto che non la sento, sono preoccupata perché mi è arrivata voce che Stefano non sta bene, non so cosa abbia, ma se lei dovesse restare vedova sarebbe un bel guaio con quattro figli da crescere.

MARIO
LUIGI (figlio di Mario)
Sono innamorato, la ragazza dei miei sogni l’ho incontrata qui quando lei è venuta in vacanza, e si questo posto che era dimenticato da Dio ora è meta di turisti, viene tanta gente per il mare, per l’aria buona, per le montagne che contornano i nostri confini, sono felice, e quando Fabio mi rompe perché devo andare a coltivare la terra, lo picchierei, io ho tante idee per la testa, bisogna sfruttare il mare e il turismo, invece di spaccarsi la schiena a coltivare questa terra che a volte è avara.
In fondo lui ha un figlio da crescere io devo pensare solo al mio futuro e ad Annalisa che ha due occhi azzurri come il mare

FRANCESCA
Stefano mi preoccupa, lo vedo sempre più pallido, gli ho consigliato di andare dal medico, ma non ne vuole sapere, dice che sta bene, a me non sembra, è sempre più debole, ma lui è un uomo “duro” figurati se ammette di essere malato…speriamo bene…ho quattro figli da crescere…

PAOLO (figlio di Francesca)
Guardando mio padre, mi sembra di vederlo più pallido del solito, gli ho chiesto se stesse bene e lui si è pure arrabbiato, poi mi ha detto che devo trovarmi un lavoro e imparare un mestiere come già stanno facendo i miei fratelli più piccoli sia Giulio che Enrico.
Non si rende conto che il mondo sta cambiando, non siamo più nel paese, ora si ha voglia di novità di crescere, e non di andare in fabbrica per 12 ore al giorno con una paga da fame, una paga che ti da appena la sussistenza, io ho grandi ideali, non mi posso accontentare di questa vita di sopravvivenza!

GIULIO
Ho sentito mio padre sgridare a Paolo, era ora, solo perché è il più grande si sente in dovere di comandare a noi fratelli, la colpa è di nostra madre che lo vizia, lo sappiamo tutti è il suo preferito, il “cocco di mamma”, a lui è permesso tutto anche di non andare a lavorare come stiamo facendo io ed Enrico…meno male che esco da casa presto e torno tardi così ho poche occasioni di incontrarlo.

MARINA
Adesso ci si mette pure Paolo a sgridarmi, colpa di mia madre che lo istiga contro di me, mio padre mi lascia fare tutto ciò che voglio, invece lui sempre a controllarmi, non basta Enrico che vorrebbe sempre picchiarmi, fortuna che ho dalla mia parte Giulio, lo adoro, è il mio fratello preferito, con lui mi sento protetta e amata.

PAOLA
Domani prendo il treno e vado a trovare Francesca, le notizie non sono buone, Stefano sta peggiorando ogni giorno di più, non capisco perché non lo portano in ospedale, mia sorella è rimasta con la mentalità del paese.

Capitolo 9

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
Ho visto di sfuggita mia sorella Paola, che strano non sia venuta a trovarmi, lei è molto più tranquilla di Francesca, e non mi avrebbe mai chiesto di essere ospitata, forse perché ha saputo del bisticcio tra me e Francesca.
Io non ho tempo da perdere con loro, tra il lavoro, la famiglia che diventa sempre più grande non posso pensare anche a loro, in fondo sono andate via per cercare fortuna altrove e se non l’hanno trovata peggio per loro.

FRANCESCA
Marina mi preoccupa, mi sembra che diventi sempre più grande giorno per giorno e con la crescita devo sopportare il suo carattere che con il tempo non è certo cambiato, anzi direi che è peggiorato.
Ho come l’impressione che le stiano già crescendo piccole mele, spero che sviluppi più tardi possibile, è strana, a volte si chiude in camera a leggere, ma a cosa le servirà mai leggere tanto, non la capisco, a volte invece vuole sempre uscire, stare fuori con le amiche e con la vicina di casa, sono coetanee, ma sono così diverse.
Il mondo sta cambiando, ma io non sono pronta e non sono pronta ad affrontare i ragazzi che diventano anche loro ribelli e capelloni, dove andremo a finire.

PAOLA
Sono tornata a casa a Milano, anche se qui non c’è il mare, ormai mi sento più a mio agio, al paese non sopportavo tutta quella gente di città che si crede padrona, solo perché spende i soldi da noi, ma che ci consideravano comunque “Terrone”.
Mi figlia Maura si è fidanzata ieri mi ha presentato il suo ragazzo, mio Dio aveva i capelli lunghi, dicono che ora vanno di moda così, io non mi ci raccapezzo, Luisa invece aveva una gonna così corta che ho pensato subito “se ti vede tuo padre”, le arrivava sopra il ginocchio, meno male che l’altra Stefania è più tranquilla, lei pensa solo allo studio.

MARIO
Fabio sposato, Luigi fidanzato, Maria non so ma la vedo sempre parlare sottovoce con la madre, chissà cosa avranno da dirsi, spero non sia niente di compromettente, non vorrei cacciare di casa questa ragazza, ma se dovesse fare qualcosa di sconveniente non avrà scrupoli a cacciarla, invece Stella è proprio un amore, ho fatto bene a chiamarla Stella, sempre sorridente, allegra, non fa altro che abbracciarmi e baciarmi, mi sento sciogliere quando la vedo, sarà una magnifica ragazza.

FRANCESCA
Oggi per la prima volta Marina non è voluta uscire con me a trovare una mia lontana parente.

MARINA (figlia di Francesca)
Mia madre non la capisco, vuole sempre tenerti attaccata alle sue gonne, io non lo sopporto, mi sento grande e voglio stare con le mie amiche a giocare e a parlare dei ragazzi,
Oggi dovevo uscire con lei a trovare dei parenti che sono venuti ad abitare vicino a noi, ma mi annoiano, sono così vecchi dicono sempre le stesse cose “come sei cresciuta” come ti sei fatta bella! studi? come vai a scuola? che pizza e poi vogliono sempre sbaciucchiarmi, ma che schifo! Ma, visto che mia madre è molto severa devo fare buon viso a cattivo gioco, sorrido e non accetto mai caramelle se prima lei con lo sguardo non mi da l’approvazione.
Quanto vorrei essere grande e fare quello che voglio.

ENRICO (figlio di Francesca)
Questa mattina sono stato svegliato dalle urla di mia madre, che se la prendeva con Marina, chissà cosa avevano da gridare tanto, certo Marina ha una lingua!!, non posso darle torto del tutto, visto che nostra madre è severissima, ma lo è soprattutto con lei, la vorrebbe tutta femminuccia, ordinata con i capelli legati, silenziosa e ubbidiente.
Solo che lei è esattamente il contrario, gioca con noi come se fosse un maschiaccio, è sempre in disordine e spettinata, ha una lingua che spesso mi viene voglia di picchiarla, per sua fortuna Giulio la difende sempre, e guai a chi gliela tocca, che pizza, invece di dare ragione a me che sono maschio difende lei, è più protettivo di papà, forse perché lui è sempre al lavoro e quando è a casa si chiude in camera a cantare e a suonare, l’ho visto anche dipingere le pareti della camera da letto, boh.

GIULIO (figlio di Francesca)
Che baraonda in questa casa non si fa altro che urlare, mia madre sempre con Marina, Giulio che la vorrebbe sempre prendere per i capelli, devo sempre stare all’erta perché non le facciano del male, io adoro mia sorella anche se ha una lingua lunga, ma sono contento che sia così, il mondo sta cambiando, solo che mia madre non se ne rende conto e tratta Marina come se dovesse essere sottomessa a noi maschietti, non ha capito il vero carattere della bambina!

PAOLA
La prossima settimana Maura si sposerà meno male un pensiero di meno, ultimamente la vedo strana, dicono che sia il mondo che cambi, io ho paura che faccia qualche sciocchezza, mi sono tranquillizzata solo perché sta preparando le nozze,
invece quelle gonne corte su Luisa non mi vanno giù, ma oramai le ragazze fanno quello che vogliono, non ubbidiscono più, non ascoltano nemmeno più il padre, dove andremo a finire.

Capitolo 8

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
Sono diventato nonno da parte di Fabio, la famiglia cresce, ora anche Luigi è fidanzato, sto abbandonando la terra ormai coltivo solo quello che ci serve per vivere, sono stanco, mi vorrei riposare, e poi oggi ci mancava la chiamata di Francesca, vuole venire nel paese e mi ha chiesto una stanza dove poter soggiornare per la settimana che si vuole fermare.
Le ho risposto che la casa non è disponibile, una parte l’ho data a Fabio che ora ha un bambino, l’altra ala l’ho destinata a Luigi che sicuramente vorrà sposarsi come il fratello e mettere su famiglia.
Come le ho detto che non potevo ospitarla è diventata una furia, accusandomi di ladrocinio, come se non avessi fatto tanti sacrifici per avere questa casa, che se anche è spaziosa e ha tante stanze serve per la mia famiglia.

FRANCESCA
Mio fratello Mario diventa sempre più insopportabile, con Stefano avevamo deciso di andare a trovare i suoi parenti che abitano accanto al paese della mia nascita, pertanto ho chiamato Mario dicendogli che sarei venuta per una settimana, e che avrei gradito dormire nella casa dei nostri genitori, visto che non mi posso permettere un albergo
Mi ha risposto che lui non poteva ospitarmi, la casa era occupata dai suoi figli, e dovevo arrangiarmi in un altro modo.
Non ci ho visto più dalla rabbia, gli ho gridato per telefono che era un ladro, che si era appropriato dei beni dei nostri genitori e da questo momento avrei combattuto per avere ciò che mi appartiene per il bene dei miei figli.

PAOLA
Mi hanno riferito che Francesca voleva andare al paese a trovare i parenti di Stefano, e aveva chiesto la casa a Paolo, ma lui le ha risposto picche.
Posso solo immaginare la rabbia di Francesca.

MARIO
La mia bambina più piccola Stella, ha espresso il desiderio di andare a scuola, è molto intelligente, non ho dato a nessuno dei miei figli questo sfizio, ma con lei non riesco ad essere duro, in fondo le cose stanno cambiando anche in questo paese dimenticato da Dio.
La mia famiglia sta crescendo, io non ho più la forza di lavorare nei campi e nella vigna, ora ci vanno i miei due figli maschi che però devono pensare anche alla loro famiglia, Maria è ormai una signorina anche lei, aiuta molto la mamma nelle faccende, va bene così, non vorrei mi venisse a dire che vuole sposarsi, dovrei preparare il corredo e il denaro necessario per il matrimonio.
Non è che non voglia ma se penso a quanti soldi sprecati mi prende un colpo.
Eppoi c’è sempre Francesca che quando meno te lo aspetti, mi chiama e ha delle pretese. ma io sono un duro non cederò di certo.

FRANCESCA
Oggi affacciandomi alla finestra mentre sciorinavo il bucato, ho visto i miei ragazzi giocare nel cortile, mi sono resa conto di quanto erano cresciuti, ho visto i loro pantaloncini sempre più corti, sono tutti sani è una bella soddisfazione vederli crescere così.
Anche la bambina Marina cresce a vista d’occhio, con lei mi sbizzarrisco a metterle dei bei vestitini da femminuccia, ma per la miseria, non c’è verso di tenerla in ordine e pulita, mi sembra quasi di avere quattro maschi, gioca sempre con loro anche se si picchiano lei è la peggiore, ha un carattere di ferro.
Ammetto che io non sono tenera, sto educando questi ragazzi con il pungo di ferro, ma lei è capace di sfidarmi ogni volta, non so se usare la cinghia o le buone maniere.
Marina si scioglie solo con il padre che stravede per lei, allora la vedi che diventa femmina, fa due moine, due smorfie e Stefano cade ai suoi piedi.
Mi farà disperare!

PAOLA
Avevo voglia di tornare al mio paese, sono andata ma non ho chiesto ospitalità a Mario, tanto lo so che non mi avrebbe accolta, ricordando la risposta che aveva dato a Francesca.
Il paese sta cambiando, dove una volta era desolato, ora vedi frotte di turisti che si recano al mare, in fondo abbiamo un mare cristallino proprio a due passi dal paese.
Mio marito Sergio, non ha fatto che criticare le giovani donne che passavano per la piazza del paese, ma si sa lui è rimasto indietro con i tempi, e non accetta che ci sia questo cambiamento, che sta accadendo in tutto il mondo, siamo negli anni 60, tutto cambia meno che lui e mio fratello.
volevo andare a trovarlo, ma la paura di essere accolta in malo modo mi ha frenata.
Le mie figlie non sono venute con noi ormai sono grandi e indipendenti, e non amano questo paese, il mio paese.

Sono Ricca

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

Questa mattina mi sono svegliata con una strana sensazione, c’era il sole ma era come soffocato da una nebbia leggera.
Mi devo alzare, devo andare a scuola, frequento il secondo liceo, non sono una secchiona, ma nemmeno l’ultima della classe; questo cielo è strano questa mattina, sono pensierosa oggi ho un’interrogazione, chissà come andrà.
Sul mio comodino c’è il biglietto della lotteria, ho chiesto a mia madre di comperarmelo, è il mio unico vizio e mi ha accontentata.
Prima di andare a scuola voglio controllare se sono usciti i miei numeri, lo so che è difficile, ma ogni anno non posso fare a meno di tentare la fortuna.
Ho grandi sogni per il mio futuro, mi piace disegnare abiti e vorrei tanto poter diventare una grande stilista, e diventare così tanto ricca da potermi permettere di avere un atelier tutto mio, con il mio nome scritto a caratteri cubitali, certo non con il mio di nome Clara Bianca, ma con un nome adatto alla moda.
Mi piacerebbe disegnare abiti per persone come me, io non sono magra ma piuttosto in carne, per non dire grassa, ma non per questo non amo vestirmi bene ed elegante.
Purtroppo per colpa della mia “ciccia”, mi sento un po’ discriminata, infatti anche se non lo dicono forte, quando passo a scuola, le mie compagne di classe, ridacchiano e mi chiamano la “cicciona”, anche se non lo sento chiaramente, so che lo dicono, specie quando ci sono in giro i maschietti della nostra classe, specialmente con Alessio, a cui ho donato il mio cuore, senza essere corrisposta.
Certo lui nemmeno si sogna di uscire con me, anzi quando si trova con le altre ragazze, sono sicura che mi prende in giro pure lui.
Io soffro, vorrei tanto poter far parte del loro gruppo, ma non mi vedono nemmeno se non per prendermi in giro.
A volte fantastico sulla ricchezza, su come potrei spendere tanti soldi, oltre che comperarmi tanti vestiti, li disegnerei.
Va beh mi vado a preparare, però prima controllo i numeri sulla TV.
Incredibile sono uscite le prime due lettere, sono le mie, comincio a sospirare, poi escono gli altri numeri, il 5, è il mio, che bello, e poi esce il 2, anche quello è il mio, sorrido scettica, esce il 7 oddio , il mio cuore manca un colpo! e poi ancora il 7 , comincio a tremare, non sarà!!! non illuderti, aspetta gli altri numeri, esce il 9, ora veramente il mio cuore ha smesso di battere!, manca un numero, comincio a pregare, fa che sia così, io non prego mai, ma questa volta Gesù ti prometto che verrò tutte le domeniche a messa.
Esce di nuovo il 2, oddio è il mio! Ho vinto davvero, non so se gridare o stare zitta, sento il cuore che batte all’impazzata.
Ho veramente vinto 500milioni di euro? lo devo dire a mia madre, no meglio di no, che faccio? a scuola oggi non vado, si ma dove vado e cosa dico a mia madre? anche se non vado la professoressa è capace che chiami in casa, no, non posso rischiare.
Mi faccio una doccia per cercare di calmarmi, ho la mente in subbuglio, non riesco a decidermi, e poi, penso, certo che vado a scuola e voglio guardare i miei compagni con altri occhi, con la consapevolezza che IO SONO RICCA e quando avrò finito la scuola, li potrò rincontrare e mostrare a loro tutto il mio splendore, anche con un po’ di ciccia.
Sì, ma loro non sanno della mia ricchezza e continueranno a prendermi in giro.
No, questa volta mi mostrerò a loro, non con gli occhi bassi, come ho sempre fatto, ma con una nuova coscienza e consapevolezza.
Io non sono meno di loro e poi che Alessio, Dio quanto è bello! lo sogno di notte e so che quando sarò ricca mi guarderà con nuovi occhi e si innamorerà di me, ma io allora lo snobberò, che soddisfazione!
E l’insegnante? non posso dire che è cattiva, però mi interroga sempre quando non sono preparata, ma che mi legge nel pensiero?
Ecco ora sono pronta, prendo lo zaino e penso freneticamente che faccio con il biglietto, non posso lasciarlo incustodito, ma nemmeno lo posso portare con me,
Dovrei portarlo in una banca? e affidarmi ad un avvocato che mantenga il mio anonimato? Ma forse dovrei dirlo a mia madre, e se poi lei me lo toglie per metterlo da parte per quando avrò 18 anni, e no, non posso permetterlo, io li voglio subito, devo realizzare tutti i miei sogni.
Ahhhhh vedo il mio Atelier, vedo già i vestiti appesi, le commesse che cercano di fermare le tante clienti che si affannano a comperare i miei vestiti; ed io li a guardare e a complimentarmi con me stessa per il successo.
Senza falsa modestia sono brava a disegnare abiti di moda mi sono sempre cimentata a cucire e a disegnare abiti per le mie bambole, è una mia dote naturale
Almeno quella non me la leva nessuno, non sono nemmeno molto alta, sono sovrappeso e ho un viso e un portamento banale, ma so che ho una grande mente e una grande fantasia.
Questo mi aiuterà a sopportare questo momento della mia crescita, così difficile e complicata.
Spalanco la finestra, che luce strana questa mattina, entra come una nebbia che mi avvolge, mi sento un po’ strana, sarà per la vincita o per il tempo?
Ora devo affrettarmi per andare a scuola, dovrò affrontare Stella, quella strega che fa gli occhi dolci ad Alessio, la picchierei, ma lei me lo fa apposta a sorridere a lui e a bisbigliare quando entro in classe.
Clara, Clara, ma non sei ancora pronta, ecco la voce di mia madre, mi arriva soffocata, come se venisse da molto lontano,
Boh!
Clara, Clara, ma sei ancora a letto? Lo sai che ora è, sbrigati ad alzarti, ti devi ancora preparare, muoviti che fai tardi a scuola.
Quella voce così ovattata che arriva da lontano, ma che dice, io sono pronta! perché vuole che mi svegli e mi prepari?
Clara, Clara, insomma, mi tira via le coperte…Le coperte!!, ma io sono già pronta.
Ora la stanza è piena di sole, mia madre ha aperto la finestra, non c’è più la nebbia che mi avvolge.
Mi sento strana, mi alzo dal letto me sembro uno zombi, che mi succede? Tutto mi sembra irreale, mia madre, la stanza, il mio letto, la finestra, il sole,
Un pensiero improvviso! corro dal mio biglietto vincente! o NO era tutto un sogno, non sono ricca e non lo sarei stata con la vincita del biglietto.
Mi metterei a piangere, tutti i miei sogni infranti in un momento.
Avevo fatto solo un sogno, che delusione, guardo mia madre e mi viene di nuovo da piangere, non sono ricca, non sono famosa, non sono bella e ben vestita.
Sono solo io, una ragazza che sta crescendo, che ha fatto un sogno ma da cui si deve svegliare.
Ebbene che questo sogno si realizzi.
Da oggi tutti i miei sforzi saranno concentrati sul mio obiettivo.
Voglio essere e sarò una stilista di moda, molto famosa, non so se con questa professione diventerò ricca, ma sicuramente sarò più sicura di me.
Accetterò il mio corpo per quello che è e lo amerò senza desiderare di essere diversa.
Credo che il mio sogno di vincita e di ricchezza si sia avverato, infatti anche se non di denaro posso dire che sono molto RICCA dentro di me e con una nuova consapevolezza del mio valore come persona e non come involucro,
Ecco i miei numeri vincenti
AB 527792

Capitolo 7

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
E si Fabio è innamorato, la ragazza la conosco è una brava figliuola, solo che se lui va via mi rimane solo un figlio per aiutarmi nei campi.
Sto pensando anche di lasciargli una parte della casa dei miei genitori, se vuole mettere su famiglia, lo aiuterò come posso.
In fondo le mie sorelle hanno capito che con me non c’è trippa per gatti e non si sono più fatte sentire per reclamare “la roba” e comunque avrei fatto quello che ritengo giusto per me.

FRANCESCA
Mi sono giunte voci dal paese, che Mario ha dato una parte della casa dei nostri genitori al figlio maggiore Fabio.
Non si è curato nemmeno di avvertire me e mia sorella Paola, come se non esistessimo, e non avessimo nessun diritto
PAOLA
Mi ha chiamato Francesca, quando lei chiama è per lamentarsi di qualcosa, ma questa volta aveva ragione, mi ha messo al corrente che Paolo infischiandosene di noi ha dato una parte della casa al figlio Fabio che vuole sposarsi,
Era furiosa, lo sono anch’io ma non me la prendo più di tanto, lo so che Mario è sempre stato un despota.
Da una parte penso alle mie figlie dall’altra non voglio litigar con nessuno, poi Sergio se sente parlare della mia famiglia…lasciamo perdere…io sto qui buona buona vedrò come si comporta Francesca

MARIO
Oggi si è sposato Fabio sono contento spero facciano figli maschi, anche se ultimamente le cose sono cambiate, i giovani fanno sempre meno figli, dicono che costano troppo, ai miei tempi queste cose nemmeno ci passavano per la testa.
Sono sempre più stanco la terra mi toglie tutte le forze, a volte mi porto sui campi Stella, non certo per farla lavorare, io l’adoro, ma per viziarla e stare con lei quando nessuno mi vede, mi sento in imbarazzo se mi vedono giocare con lei, invece quando siamo nei campi riesco anche a rotolarmi sull’erba con lei, è un amore è bella e simpatica, sarà la mia gioia.

FRANCESCA
Avrei voluto una sorella più decisa, Fabio mio nipote si è sposato e suo padre non si è nemmeno degnato di chiamarci per il matrimonio, è proprio uno zotico, Paola poi piagnucola quando le dico le cose come stanno.
Vorrei tornare al paese per reclamare quello che ci appartiene ma con una sorella cosi vigliacca mi riesce difficile lottare, a parte che sono talmente stanca, con quattro figli e una casa da mandare avanti è veramente dura, con un marito che di casa se ne infischia, i figli sono per lui solo un passatempo, con la piccola è diverso, anche se lei è indemoniata, lui quando la vede non riesce ad ignorarla ci gioca l’abbraccia, la porta a spasso, certo bella è bella, è una miniatura tutti ci fermano per strada per farci i complimenti, peccato che non sta ferma un minuto.

PAOLA
Mi è giunta voce che Fabio si è sposato, Mario non si è degnato di chiamarci per farcelo sapere, l’ho saputo da una vecchia conoscente del paese, e da Francesca, che sa sempre tutto, chissà come fa, visto che ha poco tempo con quattro figli da crescere.
Io al matrimonio di mio nipote sarei andata, ma non so perché Mario non ci ha avvertiti, forse aveva paura di dover di nuovo parlare della “roba” dei nostri genitori, o forse aveva paura di doverci ospitare visto che non abbiamo nemmeno più un posto dove pernottare, incredibile, tornare al paese e non sapere dove andare, questo fratello è assurdo, ha ragione Francesca.

Capitolo 6

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
E’ nata una femmina, sono molto arrabbiato con Teresa, che non riesce a darmi un altro maschio, però è carina non assomiglia all’altra bambina questa ha gli occhi chiari come mio padre è l’unica della famiglia con questi occhi celesti come il cielo, ma sempre femmina è , non vorrei affezionarmi troppo, ma ha un boccuccia a forma di cuore che ti viene voglia di baciarla ogni momento, ma non posso farmi vedere così tenero con Teresa, specialmente con gli altri figli, penserebbero che mi sono rincitrullito e non mi porterebbero più il rispetto che mi devono. la bimba la chiamerò Stella perché sembra davvero una stella.

FRANCESCA
Questa nuova nata mi sta facendo impazzire, non fa altro che piangere e lamentarsi, non so più come fare con lei, Stefano è sempre al lavoro e non mi aiuta e quando è in casa la fa da padrone pensa solo a divertirsi con gli amici, io sono sempre nervosa non facciamo che litigare ultimamente.
Devo darmi una calmata, so che essendo donna devo sopportare ma il mio carattere ribelle me lo impedisce, avrei voglia di strozzarlo, ogni tanto ci provo a mettergli in braccio questa ultima nata, Marina, che è indemoniata, ma lui mi ripete che curare i figli è compito della donna e mi lascia con la rabbia in corpo e con una stanchezza che non riesco a recuperare.
Sarebbe stato bello avere qui mia sorella per poter condividere con lei i miei crucci, ma dal funerale di nostro padre non l’ho più sentita né vista, sembra che mi sfugga, come se avesse paura di me.
Beh, forse da piccole non sono stata tanto gentile con lei, la picchiavo spesso ma lei era troppo piagnona e io non la sopportavo, anche perché dovevamo difenderci da nostro fratello, ma se non lo facevo io, lei subiva silenziosamente.

PAOLA
Oggi volevo chiamare Francesca e farle gli auguri, finalmente è nata una femmina, ma poi ci ho ripensato, non abbiamo mai avuto un buon rapporto da bambine e poi non la sento da quando ci sono stati i funerali di nostro padre.
Chissà se ha sentito Mario, e se gli ha chiesto ancora della divisione della casa e della “roba”.
Io non ho più sentito nessuno come se non avessi una famiglia, a volte mi spiace, mi sarebbe piaciuto parlare del più e del meno con Francesca senza arrivare ad alzare la voce, ma lei è sempre stata prepotente e non credo sia cambiata con il tempo.
Ora ha quattro bambini, immagino la fatica per crescerli, vorrei confortarla un pò
Magari un giorno la chiamo…

MARIO
la bambina più piccola è la mia gioia, vuole sempre stare con me, mi sono quasi rimbambito, i maschi ora lavorano assieme a me alla terra, mi sembra che Fabio inizi ad interessarsi troppo alle ragazze, meno male che è un maschio, se fosse stata una delle bambine l’avrei già rinchiusa in un collegio di monache, con me non si scherza, devono filare tutti dritti.

FRANCESCA
Ecco volevo tanto una bambina ed è venuta bella come il sole ma indemoniata, è sempre agitata, mi fa impazzire piange, si lamenta, vorrebbe essere già indipendente, ma non si regge ancora sulle gambe, i fratelli l’adorano e la viziano il padre poi pende dalle sue labbra, anche se poi gli chiedo di guardarla fa finta di non capire.
Quando la bambina, Marina, l’abbiamo chiamata così, si agita più del solito lui che fa? ride si diverte specie quando lei gli fa gli occhi dolci, sarà la mia disperazione ne sono sicura.

PAOLA
Oggi ho chiamato Francesca, volevo sapere come andavano le cose da lei in fondo ha quattro figli, non sono pochi, ed ho saputo che l’ultima è una vera peste, non la tieni con nulla, se lo merita in fondo per come mi ha sempre trattata.
Così mi ha raccontato un po’ delle sue disavventure familiari, e di come Stefano diventa sempre più distante.
Io non mi posso lamentare ho due figlie ormai grandi di cui sono proprio orgogliosa, un marito lavoratore che non mi fa mancare nulla, mi manca solo un po’ di libertà, mi piacerebbe avere delle amiche ma con il marito che mi ritrovo la vedo dura…

Capitolo 5

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
Finalmente se ne sono andate, l’aria di questa casa è rimasta irrespirabile, anche mia moglie Teresa mi guarda come se fossi un mostro, i miei figli non hanno il permesso di parlare, anzi da domani lasceranno per sempre la scuola e tutti a lavorare la terra con me.
Non voglio più sentire parlare di eredità e di divisioni.

FRANCESCA
Stefano ha curato i nostri bambini in mia assenza, ma è scocciato, lo sento lontano, per un po’ non parlerò più dei miei fratelli, devo risolvere la situazione tra di noi.
Sa che ho chiuso con i miei familiari, sembra quasi contento, anzi mi sollecita perché mi avvicini sempre di più ai suoi parenti, che vengono spesso a trovarlo.
Io li sopporto a malapena, quando stanno insieme fanno tanto di quel baccano, cantano, ridono, bevono, suonano, senza pensare ai due bambini che magari dormono.
È un po’ maschilista è rimasto con le idee del paese, non si rende conto che qui in città la vita è diversa.
Noi donne siamo più libere, ma che…. parlo di libertà!!!! ma se tutto il giorno devo accudire alla casa, ai pasti, al bucato e a quei tre marmocchi che mi fanno impazzire.
Quello che mi preoccupa è questo ritardo, magari dovuto allo stress del viaggio e dell’incontro al paese, non oso pensare di essere di nuovo incinta!!

PAOLA
Voglio dimenticare questa brutta esperienza che ho avuto con i miei familiari, anche se le mie figlie mi chiedono come è andata, preferisco tacere, e poi non vorrei che Sergio fosse in ascolto, lui è sempre così stanco e nervoso.

MARIO
Oggi Teresa mi ha dato la notizia, aspetta un altro figlio, spero sia maschio così da grande potrà aiutarmi e posso lasciare tutto a loro.
Se dovesse nascere una bambina mi arrabbierei veramente, un’altra bocca da sfamare inutilmente non la vorrei proprio, già così è dura, poi le femmine si sposano e devi procurargli anche la dote, va beh speriamo bene.
Intanto Teresa è sempre più stanca e non mi prepara più i pasti buoni come una volta è sempre svogliata.
Boh, chi le capisce le donne!

FRANCESCA
Le mie paure non erano infondate, aspetto un altro figlio, spero almeno che sia femmina, Stefano desidera tanto una bambina.
Non ho più sentito né Mario né Paola sono troppo impegnata a non soccombere dalla stanchezza, ora ci mancava solo un altro bambino, mah…dicono che sia una benedizione del cielo, speriamo, però intanto non è che io sia così devota
In chiesa non ci vado quasi mai, solo qualche domenica se mi rimane un po’ di tempo!

PAOLA
La vita qui è tornata alla normalità, le mie figlie vanno a scuola, voglio che non siano ignoranti come me, desidero che non siano paurose ad affrontare la vita ma che siano forti a prendere di petto il loro futuro con consapevolezza e decisione.
Sergio, almeno su questo è d’accordo non fa nulla per ostacolarle, anzi le sprona a fare sempre meglio.
È sempre un po’ geloso e possessivo, ma con loro si trasforma

Capitolo 4

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
Ecco siamo alla resa dei conti Francesca ha la pretesa di chiedere cosa ha lasciato nostro padre e come mi voglio regolare per la divisione della sua Roba.
Sono stato forse troppo duro ma le ho detto chiaramente che tutto quello che avevano i nostri genitori è mio, sono io il figlio più grande e sono anche l’unico maschio.
Dove erano loro quando c’era da zappare la terra? dove erano quando potavo la vigna, dove erano quando nostra madre è caduta e l’abbiamo dovuta curare noi fino alla sua morte e dove erano quando nostro padre si è allettato e ci siamo trasferiti presso la sua casa per curarlo meglio…e dove erano quando con i soldi della sua pensione abbiamo rimesso a nuovo la casa?
Ora pretendono l’eredità ma se si ripresentano in questa casa le caccerò via, mi rimproverano che ho dato la casa mia vecchia a mio figlio Luca, ma che dovevo fare secondo loro lasciarlo per la strada visto che si era sposato e aveva un bambino.
Fortuna che domani ripartono non le voglio più vedere.

FRANCESCA
Sono rimasta di stucco, Mario mi ha letteralmente cacciata di casa di mio padre, come ho iniziato a parlare di eredità è diventato una bestia, ha sostenuto che lì è tutto suo, noi siamo femmine e non c’entriamo nulla con l’eredità, mi sa che è impazzito
Mi ha preso per un braccio e mi ha strattonata gridandomi qui voi non c’entrate nulla.
Ma io dico nostro padre aveva dei soldi che fine hanno fatto, abbiamo un po’ di terra, sarà da dividere, abbiamo una vigna grande sarà da dividere, e poi la casa è grande come pretende che sia tutto suo? ci rinfaccia che ce ne siamo andate dal paese, ma questo non significa che noi dobbiamo essere escluse dal testamento.
Ho provato a parlarne con Paola, ma come al solito mi trovo davanti ad un muro, non capisce, mi guarda e non sa cosa fare né cosa dire, per lei va bene tutto, ma non pensi ai tuoi figli le ho detto? allora si è un po’ riscossa e mi ha dato ragione, ma come al solito è una fifona e l’unica cosa che le interessa è tornare alla sua città.
Domani ripartiremo e una volta a casa ne parlerò con Stefano, lui è un uomo e saprà consigliarmi meglio per ora devo andare via amareggiata e delusa.

PAOLA
Mamma mia che situazione, mio fratello ci ha praticamente buttate fuori di casa, Francesca era furibonda, si sono quasi picchiati, io sono rimasta di sasso, non mi aspettavo una reazione così feroce nei nostri confronti.
Come abbiamo iniziato a parlare di eredità è diventato un altro uomo, no che sia stato mai gentile e generoso ma in questo caso ha dato il peggio di sé stesso.
Francesca ha ragione quando dice che dobbiamo dividere ma lui fa orecchie da mercante e non ci pensa proprio, cosa dirò alla mia famiglia quando domani torno a casa? che sono stata buttata fuori dalla casa dei miei genitori, sono disperata.
Vorrei tanto parlarne serenamente con Paola ma pure lei è sempre super agitata, io sono una persona tranquilla e tutta questa rabbia non la concepisco e non la capisco.
Appena a casa ne parlerò con mio marito lui è un uomo mi saprà consigliare, per ora parto con la morte nel cuore.

MARIO
Ieri ho letteralmente buttato fuori di casa le mie sorelle, lo sapevo che volevano la “roba” dei nostri genitori, figuriamoci.
Qui è tutto mio, ci provassero a chiedere, non le voglio più vedere, mia moglie ha provato a dirmi di parlare con loro serenamente, ma io sono irremovibile, devo pensare alla mia famiglia.

FRANCESCA
Oggi riprendo il treno e torno a casa con le pive nel sacco e con tanta rabbia.
Ho lasciato i miei figli a Stefano, per poter essere qui e concludere qualcosa, invece niente, mio fratello è proprio un despota, chissà invece a casa cosa troverò e cosa dirò a Stefano.

PAOLA
Sono finalmente a casa, Sergio mio marito al solito mi rimprovera che sono stata troppo tempo fuori casa, come se fossi andata a divertirmi e non al funerale di mio padre.
Volevo parlargli dell’eredità, ma lui è sempre così nervoso non ho il coraggio di affrontarlo.
So che ha ragione Francesca per quanto riguarda i beni di papà ma non ho voglia di mettermi a litigare con Mario, anche se tolgo qualcosa alle mie figlie non voglio fare una lotta.
Intanto sto qui buona buona e aspetto le prossime mosse di Francesca.

Capitolo 3

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO

Mio padre è morto dopo la morte della moglie non ha resistito e ora solo dopo 6 mesi se ne è andato anche lui, devo chiamare le mie sorelle

FRANCESCA

I miei genitori sono morti, a distanza di sei mesi, devo tornare al mio paese, dobbiamo fare la divisione delle poche cose che ci hanno lasciato.
Vorrei avere almeno una stanza per potermi rifugiare ogni volta che torno al paese, almeno lascerò qualcosa ai miei figli, anche se poco, un luogo dove tornare, in fondo è pur sempre la mia terra.

PAOLA

Mi ha chiamato Francesca, vuole che andiamo assieme al paese per i funerali e per parlare con Mario delle terre e della casa che hanno lasciato i nostri genitori.
È la prima volta che mi chiama dopo tanto tempo, ci voleva la morte di nostro padre per fare in modo di sentire la sua voce e il suo desiderio di vedermi di nuovo.
Tra di noi non scorre tanto amore, ma neppure provo rancore nei suoi confronti, in fondo è sempre mia sorella, il tempo mi ha fatto dimenticare quanto era prepotente nei miei confronti, quante volte me ne ha date.
La vedrò volentieri, anche perché partirò senza marito e senza figlie, respirerò un po’ di libertà, quella che mi è sempre mancata in famiglia, con mio padre e con mio fratello poi, aggiungerei anche con mio marito, bravo per carità ma geloso e possessivo non mi lascia andare nemmeno dalle poche amiche che ho conosciuto in questa Milano fredda e inospitale.

MARIO (Eugenio)

Le mie sorelle sono qui per il funerale, tutti a piangere, ma sono veramente dispiaciute?
Sono venute senza i mariti e i figli, voglio proprio vedere se parleranno della “roba” di nostro padre.
Ci mancherebbe solo che accampino delle pretese, io sono il fratello maggiore e spetta di diritto tutto a me, io ho curato i genitori mentre loro erano altrove con la famiglia a cercare fortuna fuori dal paese, io ho curato la terra, io ho curato la vigna, io ho curato la casa dove vivo io con la mia famiglia che era dei nostri genitori.
Spero che non ne parlino proprio, qui comando io ora che mio padre non c’è più, qui è tutto mio, spero che siano così brave da non creare problemi.

FRANCESCA

Mario è strano, più strano del solito, non mi aspettavo che mi abbracciasse, ma nemmeno che avesse questo atteggiamento così freddo sia con me che con Paola.
Quasi non ci ha ospitati per il funerale nella casa dei nostri genitori, chissà cosa le passa per la mente.
Prima di ripartire voglio dei chiarimenti con lui e con Paola, che sembra sempre più spaesata, sembra la “bella addormentata”, non s’è nemmeno risentita per il trattamento che abbiamo subito da lui, in fondo è la casa dei nostri genitori.
Domani dopo il funerale ne parleremo.

PAOLA

Non so se sono dispiaciuta per la morte di mio padre, da tanto non lo sentivo più nemmeno per telefono, qui l’aria che tira è tesa, mia sorella continua a criticarmi come faceva da bambina, mio fratello è la persona più fredda che conosco, non vedo l’ora di tornare a Milano dalla mia famiglia, ormai qui mi sento fuori luogo. Francesca mi gira attorno vuole parlare con me di che non lo so, conoscendola le sto alla larga il più possibile, ma tanto so che se non ottiene quello che vuole non mi lascerà in pace

Capitolo 2

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
Sono stanco, il lavoro nei campi diventa sempre più faticoso, sarà anche per l’età che aumenta, la terra è arida, dà pochi frutti.
Francesca è partita con suo marito e i figli, bocche in meno da sfamare.
Paola ha conosciuto un ragazzo e anche loro hanno deciso di andare via da questa terra, meglio così, tanta gente in meno, rimangono i miei genitori da accudire, ma a quelli ci pensa mia moglie.
Ora i figli piano piano crescono e tra un po’ avrò il loro aiuto.
Non ho un rapporto di grande amore con le mie sorelle, forse perché sono delle femmine ed io essendo il più grande in famiglia e per giunto maschio, ho nei loro confronti una responsabilità ma per quanto riguarda l’affetto, non so cosa sia, in fondo anche i miei genitori sono stati aridi di carezze e baci, e questo retaggio me lo porto dietro anche con i miei figli, che sto crescendo con rigore e ordine.

FRANCESCA
La vita nella grande città è caotica, non sono abituata a tutta questa gente che corre corre e non si sa dove va, qui l’unica cosa positiva è che le persone non le conosci tutte e quindi non stanno sempre lì a spettegolare.
Io poi non ho tempo di badare alle chiacchiere è da poco che abito in questa città e sono di nuovo incinta, fa caldo ed è faticoso.
Fortuna che Stefano, ha trovato un buon lavoro, infatti è nel comune di questa città e si occupa dei bagni del mercato comunale, guadagna quel tanto per mantenere questa famiglia decente.
Forse dalla grande città mi aspettavo di più, io poi essendo donna non posso andare a lavorare devo badare ai figli, che tra un po’ saranno tre.

PAOLA
Ora che mi sono allontanata dalla mia famiglia, mi sento sola, mi mancano i miei genitori anche se non sono mai stati prodighi di carezze e di affetto, mi manca persino mia sorella, le sue sfuriate, le sue litigate, la città è del nord e qui le persone sono fredde, non riesco a fare amicizia con nessuno, mi vedono come una bestia rara mi chiamano “terrona”, io soffro molto, mio marito è sempre in fabbrica a lavorare ed io sono sempre più sola, spero di rimanere presto incinta, così potrò occupare il mio tempo con un bambino.
Qui a Milano ora è qui che vivo, è tutto grigio mi manca la visione delle campagne e il mare che si vede in lontananza, mi manca la vigna dove mi andavo a nascondere quando dovevo scappare da quella furia di mia sorella, mi mancano le amiche della scuola, anche se ho frequentato solo la terza media, amavo studiare e a fare di conto, purtroppo la scuola era per noi un lusso che non potevamo permetterci, meno male che almeno ci hanno permesso di imparare a leggere e a scrivere.

MARIO
Oggi ho portato mio figlio più grande nei campi, meglio se impara subito come è dura la vita, non voglio che diventi una femminuccia, è sempre in giro a giocare con la sorella, la quale dovrebbe aiutare la madre nelle faccende, ma questi figli moderni non li capisco proprio, ma ci penserò io ad addrizzarli con la cinta se ce né bisogno.
Mia moglie è sempre troppo debole.
Purtroppo, sono fuori quasi tutto il tempo e quando torno devo subire il baccano che fanno e mi innervosiscono, da domani le cose cambieranno, oltre a Fabio ormai novenne, penso di portare anche Luigi 8 enne nei campi.
Avranno meno voglia di giocare e di rincorrersi dopo che saranno tornati dai campi.
Luigi vorrebbe andare a scuola, ma figurati ha frequentato già la terza elementare basta e avanza per quello che serve nella vita.

FRANCESCA
È nato un altro maschio, Enrico, avrei tanto voluto una bambina, da grande mi avrebbe potuto aiutare, invece la vita è dura.
Ho fatto amicizia con la mia vicina di porta, questo palazzo è alto cinque piani, ed io abito all’ultimo, fare le scale con tre bambini è faticoso.
Stefano sempre di più invita amici e parenti, è una persona socievole e generosa, la casa è sempre piena di allegria, non si accorge della mia stanchezza, basta che suoni la chitarra e canta ed è tutto felice.
La mia vicina sposata anche lei ha un solo figlio, maschio, ma abita con la sorella che ha un marito e due figlie.
Mi chiedo come entrano due famiglie in una casa di due stanze da letto, una cucina e un solo bagno, ma si sa qui in città e in questo quartiere le case scarseggiano, le famiglie si devono arrangiare.
Io sono contenta di avere un appartamento tutto per me, per me e i miei tre figli, anche se devo dire che stiamo un po’ stretti anche noi, ma certo non posso lamentarmi.

PAOLA
Ho nostalgia della mia terra, qui mi sento discriminata, mi chiamano “Terrona”, forse non davanti a me, ma li sento sussurrare appena possono.
Pensare di far crescere le mie figlie in questo ambiente mi spaventa, e sì perché ora ho due figlie, per loro voglio una vita diversa dalla mia, voglio farle studiare e voglio vederle realizzarsi come non ho potuto fare io nella mia amata terra.
So che un giorno tornerò lì e finirò lì i miei giorni assieme a mio marito.