IL BLOG MILLEPIROETTE rende noto: Il trionfo della condivisione a Palazzo Valentini per il secondo volume di “Mille piroette”

Nella prestigiosa Sala Davide Sassoli di Palazzo Valentini, a Roma, si è tenuta la presentazione del secondo volume dell’antologia Mille piroette – I diversi volti dell’arte, un progetto culturale edito da PAV Edizioni che continua a crescere e a riunire artisti provenienti da esperienze, linguaggi e percorsi differenti. L’evento si è svolto su iniziativa dell’Associazione Artistica e Culturale Traiano di Civitavecchia, presieduta dal dott. Giacomo Costanzo, che ha ospitato la community artistica MILLEPIROETTE.COM in questa prestigiosa cornice istituzionale, offrendo uno spazio fecondo di confronto e dialogo dedicato all’arte, alla scrittura e alla cultura.

Il pomeriggio culturale è stato moderato con eleganza, profonda sensibilità e competenza da Ombretta Del Monte, pittrice e scrittrice, da anni in prima linea nella promozione dell’arte e della creatività. Con equilibrio e naturalezza, ha guidato gli interventi dei relatori, favorendo il confronto tra esperienze espressive diverse e restituendo al pubblico il senso più autentico del progetto: creare relazioni, condividere percorsi e valorizzare il talento in ogni sua declinazione. Proprio durante il suo intervento, Ombretta Del Monte ha voluto rendere omaggio alla coralità del progetto, citando con calore i protagonisti di questo secondo volume, anime creative che con i loro testi e la loro sensibilità animano l’antologia: Maria Carmela Brandi, Giusy Ciagola, Liliana Cinquegrana, Yuleisy Cruz Lezcano, Giacomo Costanzo, la stessa Ombretta Del Monte, Monica Di Folco, Elena Dreoni, Paolo Ferroni, Marina Korpusenko, Daniela Mancini, Maria Angelica Maoddi, Marinella Pucci, Marina Saladini, Francesca Scalzo, Marilena Tafuro (Maddy), Roberto Zoffoli e Favio Palazzina.

Al tavolo dei relatori, insieme alla moderatrice, sedevano Maria Letizia Gorga, Daniela Bartolomei, la prof.ssa Lucilla Bonavita, Giacomo Costanzo e Maria Carmela Brandi.

I lavori sono stati aperti da Giacomo Costanzo, presidente dell’Associazione artistica e culturale Traiano di Civitavecchia. L’attore, regista e scrittore, recentemente autore del volume dedicato a Massimo Troisi Il poeta del cuore (La Valle del Tempo), ha sottolineato con forza nel suo intervento l’importanza delle reti culturali e della collaborazione tra associazioni, artisti e realtà territoriali, capaci di promuovere la cultura come autentico strumento di crescita e partecipazione sociale.

Successivamente, la parola è passata a Maria Letizia Gorga, actress, cantante e docente di recitazione e dizione che vanta una lunga e stimata esperienza nel teatro, nel cinema e nella formazione artistica. Laureata in Lettere e formatasi presso la Scuola Internazionale dell’Attore di Alessandro Fersen e la scuola drammatica di Mosca diretta da Anatolij Vasiliev, ha arricchito la discussione con la sua competenza didattica e interpretativa. Nel commentare alcuni racconti di Maria Carmela Brandi, tra cui La piega e Rewind, Gorga ha individuato con acutezza riferimenti e suggestioni letterarie significative. Tra queste, spicca l’influenza di Raymond Carver, maestro della narrativa contemporanea capace di trasformare la quotidianità in racconto e la semplicità della vita in materia letteraria. Particolarmente gradito è stato anche il riferimento a un’altra importante fonte di ispirazione: la figura di Sharazad, l’indimenticabile narratrice delle Mille e una notte, evocata per sottolineare la capacità dei racconti della Brandi di prendere per mano il lettore e condurlo dentro le storie attraverso atmosfere, dettagli e immagini cariche di partecipazione emotiva.

Daniela Bartolomei, da tempo impegnata nell’attività teatrale e culturale, ha portato all’evento la sua straordinaria sensibilità espressiva. Uno dei momenti più intensi e apprezzati del pomeriggio è stato proprio quello affidato alla sua voce: Bartolomei ha interpretato con rara partecipazione alcuni testi presenti nell’antologia, tra cui le poesie Pace di Elena Dreoni e Passaggio di Marina Korpusenko, oltre al monologo teatrale Gelosia di Maria Carmela Brandi, già presentato nella rassegna “Monologando Dialogando” del 2026 al Teatro Petrolini di Roma. Ha inoltre dato voce a un emozionante brano tratto dal racconto Mille Piroette, il testo che dà il titolo all’intero blog.

Un contributo teorico e umano di grande valore è arrivato dalla prof.ssa Lucilla Bonavita, docente di Lettere presso il prestigioso Liceo Visconti di Roma, che ha offerto una riflessione profonda sugli obiettivi culturali di MILLEPIROETTE.COM. Nelle sue parole è emerso il tratto più prezioso della community: la straordinaria capacità di mettere in dialogo artisti diversi senza competizione né rivalità, favorendo invece la collaborazione, l’ascolto reciproco e la crescita comune. È questo il vero cuore pulsante del progetto: uno spazio aperto in cui la scrittura incontra la pittura, la musica dialoga con il teatro e ogni singola esperienza contribuisce a costruire un patrimonio condiviso. MILLEPIROETTE.COM riunisce infatti autori provenienti da percorsi differenti: figure già affermate nel proprio ambito creativo e professionisti che, dopo aver dedicato gran parte della vita ad altre attività, hanno scelto di coltivare con totale dedizione la propria passione per le arti, trovando nel blog un luogo di espressione e valorizzazione reciproca.

Tra il pubblico erano presenti numerosi amici e sostenitori inclusi nell’antologia, tra cui la dott.ssa Francesca Scalzo, il pittore Paolo Ferroni e la psicologa e psicoterapeuta Maria Angelica Maoddi, coautrice con Mariateresa Fiumanò del romanzo Terricomio. Con commovente dedizione, Maria Angelica continua oggi a custodire e promuovere questo progetto letterario nato insieme a Maria Teresa Fiumanò, recentemente scomparsa, mantenendone viva la memoria attraverso il lavoro e l’impegno culturale condiviso. Di grande rilievo la presenza dell’Associazione SOS Razzismo, intervenuta con la dott.ssa Angela Scalzo e il Presidente Fabio Boscagli. Presenti in sala anche la scrittrice Elena Dreoni, la pianista e musicista Marina Korpusenko e molte altre personalità del mondo dell’arte. Un plauso speciale è andato alla presenza di Katia Aloe, figura stimatissima negli ambienti culturali e musicali romani, da anni impegnata nel custodire e promuovere la memoria artistica di Franco Califano.

La presentazione è stata splendidamente arricchita dall’accompagnamento musicale dei giovani OXIDANE. Entrati da poco a far parte della community di Mille piroette, questi musicisti incarnano perfettamente uno degli obiettivi più nobili e cari al blog: offrire uno spazio concreto ai giovani che studiano, si impegnano e vogliono crescere, donando loro un trampolino di lancio ideale da cui spiccare il volo verso il proprio futuro artistico. Con il loro talento, la loro energia e una spiccata sensibilità, gli OXIDANE hanno saputo tessere un dialogo armonioso tra generazioni e linguaggi artistici differenti, conquistando i presenti.

L’appuntamento di Palazzo Valentini ha rappresentato un momento fondamentale di condivisione e di crescita per la community di MILLEPIROETTE.COM. Non un punto di arrivo, ma una splendida nuova tappa di un percorso che continua a svilupparsi nel segno dell’arte, della bellezza e della collaborazione autentica. Un viaggio che, come è emerso chiaramente dagli sguardi e dalle parole di questo pomeriggio, è solo all’inizio.

Il Blog MILLEPIROETTE invita: Presentazione ANTOLOGIA “MILLEPIROETTE” – ROMA, 5 giugno 2026 – ore 16:00

Sala Davide Sassoli, Palazzo Valentini via IV Novembre 119/a nei pressi di Piazza Venezia – ROMA

L’Associazione Artistica Traiano di Civitavecchia, in collaborazione con la community artistica MILLEPIROETTE.COM – I diversi volti dell’arte, è lieta di presentare la nuova antologia del blog, un progetto che unisce scrittura, pittura, poesia, immagini ed emozioni in un percorso condiviso tra artisti e sensibilità differenti.

L’antologia, pubblicata dalla Casa Editrice PAV, raccoglie i contributi di: Maria Carmela Brandi, Giuse Ciagliola, Liliana Cinquegrana, Yuleis Krutz Lezcano, Giacomo Costanzo, Ombretta Del Monte, Monica Di Falco, Elena Dreoni, Paolo Ferroni, Marina Corpusenko, Daniela Mancini, Maria Angelica Maoddi, Flavio Palazzina, Marinella Pucci, Marina Saladini, Francesca Scalzo, Marilena Tafuro Maddy, Roberto Zoffoli.

L’antologia è disponibile sul sito della Casa Editrice PAV e tutte le piattaforme editoriali 

Un incontro dedicato ai diversi volti dell’arte, tra parole, immagini, musica e condivisione, per raccontare il viaggio creativo di una community che continua a crescere e a creare legami attraverso la cultura.

Vi aspettiamo per condividere insieme questo momento speciale!

Per la partecipazione è necessaria la prenotazione all’indirizzo millepiroetteblog@gmail.com  

Capitolo 6: “KIMILELA: Sioux (Farfalla)”

Canada meridionale

Claudio mi ha dato appuntamento a Piazza dell’Orologio al bar del nostro primo incontro. Sono arrivata in anticipo, è un caldo pomeriggio di marzo. Sono venuta a piedi. Lungo il tragitto ho respirato l’aria primaverile di Roma, che ha conciliato la preparazione all’incontro.

Intanto scelgo il tavolino sempre un po’ isolato per poter parlare liberamente e senza interruzioni.

Claudio arriva puntuale, mi viene incontro e mi ruba lo sguardo, anche se cerca di mantenere le distanze appare emozionato, mi prende le mani, mi tira a sé, mi stringe forte. Mi accompagna alla sedia, è apparentemente interessato a pormi domande e a chiarire quanto avvenuto l’ultima volta a casa mia. Al telefono mi ha anticipato che vorrebbe chiedermi dei consigli su un progetto di lavoro e mi vuole raccontare come sono andate le cose con il suo amico, l’uomo delle “visioni”.

Siamo uno di fronte all’altra seduti al tavolino del bar, abbiamo ordinato due caffè mentre parliamo, vedo un’immagine di una giovane donna, è una giovane sioux in groppa ad un cavallo guidato da un ragazzo dalle spalle robuste, le braccia muscolose, la pelle olivastra, sul bicipite destro una fascia stretta di pelle nera, la testa è rasata.

La ragazza si tiene stretta ai fianchi del ragazzo, è molto bella, il viso da bambina innocente, è pensierosa.

Ha gli occhi grandi ben definiti, capelli lunghi neri, sciolti posti in avanti sul petto, intorno alle tempie un laccio di pelle marrone al quale è fissata una piuma bianca e nera di aquila.

I due sul cavallo bianco e beige, anch’esso muscoloso e possente, stanno attraversando un luogo privo di vegetazione, sembra deserto, ci sono delle grandi rocce intorno, fa molto caldo, il sole splende alto in cielo e all’orizzonte si perde un infinito misterioso.

            Inizio a sentire i pensieri e le sensazioni della ragazza, per un attimo il presente svanisce e io e Claudio siamo proiettati in un’altra dimensione e in un altro tempo.

            Inizio a raccontare e a descrivergli, la scena che ho davanti agli occhi dei due giovani e gli insinuo che i due siamo noi in un tempo antico.

            In un primo momento Claudio è confuso e si mostra incredulo alle mie parole, poi come è nella sua natura vuole ascoltare, si incuriosisce ed allora si lascia andare al suono delle mie parole e così io divento Shahrazad e lui il sultano.

KIMIMELA e ENAPAY

Riprendo il racconto, Claudio mi fissa come se volesse collegarsi ai miei pensieri e assistere come spettatore alla scena che sto descrivendo, gli dico che la ragazza si chiama KIMIMELA è una Sioux, il suo nome significa “farfalla”, il giovane si chiama ENAPAY che in lingua nativa allude al carattere di un uomo “senza paura”, siamo nel Canada meridionale, in un luogo isolato, pochi alberi e tutt’intorno rocce.

Sento la forza delle braccia di KIMIMELA che si stringe a ENAPAY, che tiene, deciso, le briglie del cavallo e lo sguardo dritto in avanti.

La fanciulla non riesce ad immaginare cosa le potrà accadere o cosa l’attenda, non è triste né preoccupata, ma è molto curiosa, osserva attentamente intorno, cerca particolari familiari, ma non scorge nulla che le faccia pensare ad un albero o roccia che possa riconoscere.

Porta la mano sulla piuma legata al laccio che le cinge la testa, accarezzandola, è il suo porta fortuna, per un attimo le viene in mente l’aquila da cui proviene.

Volteggia in alto nel cielo azzurro, forte, severa e sicura, gli occhi, dal colore giallo oro, attenti ad individuare possibili prede.

 Il suo popolo aveva in grande considerazione questo uccello e le sue piume. Nelle credenze religiose erano associate ai raggi del sole, all’energia irradiata dal Grande Spirito e al loro potere protettivo sui guerrieri che ne decoravano i loro copricapo e più ne erano adorni, più era grande il loro valore e l’onore.

KIMIMELA viene riportata alla realtà dalla luce del sole e dal forte calore, la mano che prima accarezzava la piuma ora è sulle spalle di ENAPAY, si stringe forte a lui, gli chiede se manchi tanto al villaggio delle donne anziane, lui risponde che sono vicini e che non deve temere nulla.

Lui l’ha scelta, ora lei deve prepararsi, sarà la compagna, la moglie, la consigliera e l’amante, sarà per sempre lei e ne dovrà essere degna. Le donne anziane penseranno, le insegneranno tutto quello che si addice alla moglie di un capo.

ENAPAY era stato indicato come il futuro capo del villaggio, ma il suo ruolo sarebbe stato ancora più importante, avrebbe dovuto governare più tribù che appartenevano al ceppo dei Sioux.

Si era svolto un convegno dei capi di tutti villaggi Sioux ed era stato indicato come il “prescelto”, il significato del suo nome: “senza paura”, esprimeva la qualità fondamentale che doveva possedere chi ricoprisse un ruolo così importante.

Sin da bambino aveva messo in evidenza doti sciamaniche e divinatorie, riusciva a collegarsi all’anima profonda della terra, degli alberi e degli animali, veniva soprannominato “aquila del sole”, perché ne rispecchiava il carattere fermo e deciso, ma soprattutto, come ad un’aquila, non sfuggiva niente. ENAPAY dimostrava di essere anche, molto comprensivo e tollerante, sembrava avere talvolta, una dolcezza femminile.

Tutte queste caratteristiche avevano colpito gli illustri guerrieri delle altre tribù, che avevano necessità ad individuare un futuro capo che unisse tutti i Clan Sioux. Il futuro si prospettava difficile per l’avanzare del popolo dei bianchi nei loro territori, così come era stato previsto dagli sciamani dei diversi villaggi.

Claudio segue il mio racconto con attenzione, vorrebbe farmi delle domande, ma si trattiene, sembra riconoscersi nel carattere del ragazzo.

Spiego che riesco a sentire anche i pensieri di ENAPAY. Il giovane aveva notato KIMIMELA durante la sua cerimonia dell’“Išnati awicalowan “, la festa delle prime mestruazioni, era questo un momento molto importante per tutte le bambine native, si celebrava il passaggio dall’infanzia alla pubertà.

Alla festa partecipava tutto il villaggio, il rituale sacro era scandito da momenti di delirio generale in cui la fanciulla veniva avvicinata allo spirito della Grande Madre e alla sua intima natura femminile.

La cerimonia era officiata dallo sciamano del villaggio, un anziano uomo dalla fisicità imponente, il viso lungo, il naso grande, la fronte alta contornata dai lunghi capelli bianchi, tirati indietro.

Ma il particolare che spiccava in volto erano i suoi occhi ipnotici, le pupille così nere che inghiottivano chiunque incrociasse il suo sguardo.

Il ragazzo porta il pensiero alla scena in cui il vecchio dà inizio al rito, ad un certo punto accende la pipa delle cerimonie e indossa un teschio di bufalo decorato e ad alta voce indica alla ragazza i suoi doveri da squaw.

Allora nel silenzio generale davanti al fuoco sacro con le braccia al cielo pronuncia come in una formula magica, queste parole:

«dovrai essere sempre operosa come il ragno, silenziosa come la tartaruga e allegra come l’allodola!»

ENAPAY ricordava l’espressione di spavento misto a curiosità e talvolta di sgomento della ragazza, come se ad ogni parola dello sciamano lei volesse essere inghiottita dalla terra. I suoi occhi sembrava riflettessero, con una certa nostalgia, le immagini dei giochi di bambina.

 Ma ciò che lo aveva turbato di più era stato quando l’anziano descriveva alla ragazza gli effetti della lascivia, mimando l’accoppiamento della bufala col toro nel periodo della monta, scena che i bambini Indiani conoscevano bene, perché vivevano in stretto contatto con gli animali.

La madre di KIMIMELA le sta accanto mentre tutto il villaggio resta immerso in uno strano silenzio, si leva dalle tapee solo la voce dell’anziano sciamano e tutti ancora in cerchio ad assistere alla scena che talvolta diventa grottesca.

ENAPAI si fa largo e si porta avanti a tutti, anche se ancora molto giovane ha un corpo agile, lunghe gambe, i muscoli del torace e delle braccia forti, era uno fra i più corpulenti dei ragazzi.

Lo sguardo è fisso sulla fanciulla che fa fatica a resistere alla forza bestiale del vecchio che continua una bizzarra danza intorno a lei. 

La fanciulla alla fine della cerimonia avrebbe dovuto comprendere il suo grande potere sessuale e l’importanza spirituale del concepimento, le gesta dello sciamano le avrebbero dovuto ricordare, poi di non concedersi ad accoppiamenti selvaggi e animalesche.

La cerimonia continua, il giovane osserva ogni scena e vorrebbe accorrere, perché si sente attratto dalla bellezza della fanciulla che mostra una strana trasformazione fisica: i tratti del viso da bambina assumono le sembianze di una donna sensuale e avvenente, soprattutto dopo la strana danza praticata dal vecchio intorno a lei.

L’uomo prosegue le pratiche magiche.

KIMIMELA lascia gli abiti da fanciulla aiutata dalle donne anziane che le stanno accanto, il suo corpo sinuoso e armonico viene vestito da una sorta di tunica ricamata di perline. È questo il segno del passaggio all’età della pubertà. Le donne acconciano i capelli della ragazza tagliandole la frangetta, una di loro le dipinge una striscia sulla fronte ed in fine le sciolgono i lunghi capelli neri e lucidi.

In questo momento il giovane comprende che lei sarà sua, il rito si conclude quando la madre della fanciulla va a prendere il fagotto delle mestruazioni che aveva nascosto nel prugno e lo sotterra davanti al tepee.

Solo a questo punto la celebrazione è finita.

Le donne esplodono in chiassose grida di gioia così la tribù inizia a festeggiare la ragazza.

Claudio è sorpreso della precisione della mia descrizione e dice:

«Continua! Come va a finire la storia dei due ragazzi, ENAPAY diventerà il capo e lei? Raccontami di lei!»

Claudio diventa il mio scrigno segreto, i momenti insieme intorno a quel tavolino e a quel caffè, diventano, il nostro angolo magico, l’angolo in cui esprimiamo i nostri desideri, descriviamo i nostri sogni, proprio attraverso quelle storie, cerchiamo insieme di interpretare la realtà che ci circonda, quella dei nostri giorni di ora, delle nostre vite separate, ecco riusciamo a far diventare quei desideri una nuova realtà piena di sorprese e delle grandi scoperte.

È proprio in questo momento che la nostra storia si trasforma: diventerò per claudio i suoi altri occhi.

Aspettano I Sogni

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Elena Dreoni.

Non è un tempo buono per i sogni.
Traditi e delusi
son rinchiusi nel fondo di un cassetto.
Un velo di tristezza li tiene insieme.
Tacciono e aspettano.
Non sanno fuggire via.
E aspettano.
Aspettano un giorno di sole e d’allegria.
Aspettano un sorriso per fare capolino.
Aspettano che la chiave sfugga di mano
al guardiano che li imprigiona.
Aspettano domani
che non può più tardare.

Gli amici di Civitavecchia ci hanno accolto con grande entusiasmo. Il progetto artistico e sociale della nostra Comunity ha trovato il favore di quanti ieri sera sono intervenuti alla presentazione del libro di Mille piroette-I diversi volti dell’arte.
Io, Ivana e Nerina ringraziamo di vero cuore la nostra amica e artista Ombretta Del Monte per aver parlato del blog e di aver dialogato con noi e con il pubblico presente.
Grazie anche allo staff di Re-Cycle via Monte Grappa 2 di Civitavecchia.