Gli artisti del blog “Mille Piroette – I Diversi Volti Dell’Arte” e la Casa Editrice PAV vi propongono una strepitosa novità da oggi 23 novembre 2023:

inserendo il codice autori2022 sul sito PAV Edizioni (clicca qui) potrete usufruire di uno sconto del 10% solo per pochi giorni ed acquistare così il libro “Mille Piroette – I Diversi Volti Dell’Arte“, la storia di come è nato il blog che riunisce gli artisti di diverse specialità e un’antologia delle opere di Ivana Tersigni, Maria Carmela Brandi e Nerina Piras.

I racconti e le poesie sono accompagnati da alcune opere pittoriche di Rosella Marcovaldi, autrice del logo del blog, di Anna Cristino e di Paolo Ferroni.

Buona lettura

Il 7 dicembre 2022 dalle ore 15.00 alle ore 19.00 presso la Nuvola all’Eur a Roma (Stand A67).

Un grazie speciale alla Casa Editrice PAV.

Il 7 dicembre 2022 dalle ore 15.00 alle ore 19.00 presso la Nuvola all’Eur a Roma (Stand A67).

Un grazie speciale alla Casa Editrice PAV.

È con grande gioia che le ideatrici del blog Mille Piroette – I diversi volti dell’arte presentano il loro primo libro che racconta la storia della community di artisti e della loro amicizia nutrita dall’arte.

Il 7 dicembre 2022 dalle ore 15.00 alle ore 19.00 presso la Nuvola all’Eur a Roma (Stand A67).

Un grazie speciale alla Casa Editrice PAV.

Le ideatrici: Maria Carmela Brandi, Nerina Piras e Ivana Tersigni.

Convegno tenutosi a Bologna su Romana Guarnieri, Nerina Piras ha avuto il privilegio di intervistarla due settimane prima della sua dipartita, e di scrivere una tesi su di lei. per il suddetto motivo la tesi è stata donata all’archivio che si terrà a Bologna e di cui Francesca Barresi si sta occupando.

Il Circolo Acrase Maria Lai omaggia Grazia Deledda con la presentazione del libro di Maria Elvira Ciusa ” Grazia Deledda, vita culturale e familiare nella Roma del Primo Novecento”.
Maria Elvira Ciusa, completa in parte (sono in progetto altri scritti) la sua indagine su Grazia Deledda dopo i precedenti scritti” Grazia Deledda, una vita per il Nobel” e ” Deledda-Biasi, il visibile narrare”. È considerata una trilogia in quanto in ciascun libro l’autrice esplora la complessa esistenza di Grazia Deledda rispecchiando lo spirito del tempo, (Zeitgeist) collegati con i fermenti innovativi del mondo artistico e culturale della società del Primo Novecento. (Weltanschauung).
Il libro descrive la vita quotidiana condotta dalla nuorese Grazia Deledda nella Roma dal Primo Novecento fino alla sua morte avvenuta nel 1936.
Il presente libro è articolato in tre capitoli:
-Vita culturale ed affettiva attraverso le lettere al marito e ai figli;
-La panchina all’ombra del cedro del Libano sede delle quotidiane conversazioni in nuorese con le sorelle Peppina e Nicolina;
-Lo sguardo di Grazia sulla Roma Contemporanea. Lo scenario culturale italiano conosce una fase di grande trasformazione grazie alle spinte di rinnovamento che in tutta Europa stanno ridisegnando il volto della società e della letteratura.
La narrazione scaturisce dall’esame dei carteggi documentali inediti, in possesso dell’autrice e le lettere scritte da Grazia Deledda, sia al marito Palmiro Malesani, sia ai figli Sardus e Franz, come pure alle sorelle Peppina e Nicolina, stabilitesi a Roma al seguito della sorella Grazia. Si evince dal racconto che la scrittrice ebbe un’intensa vita ricca di affetti e partecipò attivamente alla vita culturale ed artistica della novella Capitale d’Italia., Frequentò i salotti culturali della Capitale, luoghi-chiave per prendere parte al dibattito culturale, «spazio del confronto e dello scambio» Ella, insignita di premio Nobel per la letteratura nel 1926, non trascurò di portare orgogliosamente l’identità ed il bagaglio culturale della Sardegna facendola conoscere in tutto il mondo.
L’autrice del libro Maria Elvira Ciusa è profonda conoscitrice di Grazia Deledda, sia perché sono entrambe nuoresi ed appartengono per affinità all’ambiente artistico intellettuale dell’Atene sarda e sia per i legami di amicizia condivisa con i nipoti Malesani-Deledda.
Vediamo come la Biografia di Grazia Deledda sia è intrecciata a quella dell’autrice Mariaelvira Ciusa. Innanzitutto, il progetto di scrivere questa trilogia è nata negli anni 80 e realizzata nel 1987 quando le fu affidato il compito di scrivere per l’Enciclopedia Italiana una 1 biografia da cui tutti a seguire hanno attinto per scrivere aneddoti e letture sulla scrittrice (anche in modo spregiudicato) senza dare nessun riconoscimento alla studiosa che generosamente aveva accolto le persone che intendevano condurre la ricerca ulteriore. In Psicologia noi lo chiamiamo “furto di pensiero” al fine di eludere o screditare alcune fonti. Le stesse osservazioni che la Deledda ebbe nei confronti di alcuni esponenti del tempo invidiosi del suo successo.
Nel 2012 mia ospite in Barbagia facemmo una tappa presso la fonte di San Santi Cosma e Damiano, inaugurata il 27 settembre 1871 e che riporta ancora l’iscrizione scolpita sulla pietra, data che sicuramente aveva ispirato il padre di G. Deledda e sostammo per recitare alcuni brani che Mariaelvira conosceva a memoria di “Cosima”. Mariaelvira allora era commossa e le sembrò una premonizione che risvegliò nuove energie e diede vita a diversi scritti. Ne riparlammo anche durante le vacanze al mare in Costa Smeralda dove avevamo dato vita insieme a diversi progetti sia a Golfo Aranci che ad Olbia.
Ho seguito in itinere le ricerche biografiche e gli scritti di Mariaelvira che in amicizia mi comunicava.
Mariaelvira Ciusa, critica letteraria e critica d’arte, per dieci anni editorialista della pagina culturale dell’Unione sarda, docente in varie Università da Cagliari di altre università europee e di Filadelfia, deve essere considerata l’unica testimone vivente dell’eredità lasciata dalla Deledda poiché la sua famiglia d’origine era depositaria dell’opera critica di Grazia Deledda. Il padre di Mariaelvira il prof. Mario Ciusa Romagna negli anni 30 intervistò direttamente Grazia Deledda nella casa di Roma in via Imperia allora via di Porto Maurizio per la sua tesi di Laurea in Lettere presso l’Università di Firenze.
Altri documenti citati nel presente libro sono stati forniti dal nipote Alessandro Madesani figlio di Franz, e di Nanda Maggi che divenne intimo amico di Mariaelvira che collaborava nel reperire le fonti dirette ed indirette della vita familiare della nonna ed infine le lettere delle sorelle Peppina e Nicolina.
Mi ha incuriosito l’accenno all’eccidio di sa Ferula, l’episodio di banditismo, avvenuto nel settembre del 1950 dove 3 carabinieri della scorta al furgone che portava le paghe degli operai impegnati nella lotta alla malaria ecc. I fatti criminosi riportarono una nemesi nei confronti dei sardi considerati criminali e banditi. Per iniziativa del prof. Mario Ciusa e di E-Macciotta (P.C.I.) assessore provinciale del Turismo di Nuoro fu istituito a Nuoro il Primo premio Grazia Deledda, al quale partecipavano numerosi esponenti del modo culturale nazionale ospiti di casa Ciusa. L’iniziativa culturale fu promossa in funzione di un contrasto alla propaganda nefasta della stampa che tendeva a criminalizzare con una nemesi la zona del nuorese e della Sardegna pregiudizi che generalizzavano sui sardi tutti i fatti criminosi del banditismo e tendeva a sottolineare la presenza di dibattiti culturali che tendessero a risvegliare l’orgoglio di aver avuto l’illustre cittadina premio Nobel. Nei fatti fu una proposta di giustizia sociale e da allora si valorizzò il territorio e si parlò di Nuoro come di un'”Atene sarda”. Anche nei romanzi di Grazia Deledda si descrive una Sardegna impregnata di dolore ma anche di giustizia sociale. Il dibattito aperto durante le giornate del Primo premio Deledda fu orientato dai maggiori intellettuali nazionali, giornalisti e vide la presenza dell’editore Mondadori.
In occasione del premio soggiornarono a Nuoro i familiari di Franz, secondogenito della Deledda, c’è una foto in possesso di Mariaelvira che ritrae la preadolescente Grazia, detta Pittì, con la piccola Mariaelvira. Le due bambine strinsero amicizia che purtroppo cessò con la morte precoce di Pittì avvenuta a 33 anni per un tumore al seno, stessa patologia che portò alla morte la nonna. Altro aneddoto pone l’accento sulla moglie di Franz, Nanda Maggi detta Pimpinella da Sardus, primogenito della Deledda (morto prematuramente) che divenne intima amica ritrovata della madre di Mariaelvira, Marialuisa Valle. Si apprese che la moglie di Franz, Nanda, era originaria di Alatri dove il nonno di Mariaelvira, piemontese e noto filologo (sono suoi i primi studi sulla struttura poetica dei muttos) era preside del liceo di Alatri, frequentato sia da Nanda che da Marialuisa Valle sposata Ciusa che divenne in seguito prof.ssa di Latino e Greco al liceo Asproni di Nuoro.
INFINE:
“Ognuno di noi ha una storia del proprio vissuto, un racconto interiore, la cui continuità il cui senso è la nostra vita. Si potrebbe dire che ognuno di noi costruisce e vive un racconto, e che questo racconto è noi stessi, la nostra identità.
Per essere noi stessi, dobbiamo avere noi stessi…Dobbiamo ripetere noi stessi, nel senso etimologico del termine, rievocare il dramma interiore, il racconto di noi stessi.
L’uomo ha bisogno di questo racconto, di un racconto interiore continuo, per conservare la sua identità, il suo sé”.
(O. Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello)