IL BLOG MILLEPIROETTE rende noto: Il trionfo della condivisione a Palazzo Valentini per il secondo volume di “Mille piroette”

Nella prestigiosa Sala Davide Sassoli di Palazzo Valentini, a Roma, si è tenuta la presentazione del secondo volume dell’antologia Mille piroette – I diversi volti dell’arte, un progetto culturale edito da PAV Edizioni che continua a crescere e a riunire artisti provenienti da esperienze, linguaggi e percorsi differenti. L’evento si è svolto su iniziativa dell’Associazione Artistica e Culturale Traiano di Civitavecchia, presieduta dal dott. Giacomo Costanzo, che ha ospitato la community artistica MILLEPIROETTE.COM in questa prestigiosa cornice istituzionale, offrendo uno spazio fecondo di confronto e dialogo dedicato all’arte, alla scrittura e alla cultura.

Il pomeriggio culturale è stato moderato con eleganza, profonda sensibilità e competenza da Ombretta Del Monte, pittrice e scrittrice, da anni in prima linea nella promozione dell’arte e della creatività. Con equilibrio e naturalezza, ha guidato gli interventi dei relatori, favorendo il confronto tra esperienze espressive diverse e restituendo al pubblico il senso più autentico del progetto: creare relazioni, condividere percorsi e valorizzare il talento in ogni sua declinazione. Proprio durante il suo intervento, Ombretta Del Monte ha voluto rendere omaggio alla coralità del progetto, citando con calore i protagonisti di questo secondo volume, anime creative che con i loro testi e la loro sensibilità animano l’antologia: Maria Carmela Brandi, Giusy Ciagola, Liliana Cinquegrana, Yuleisy Cruz Lezcano, Giacomo Costanzo, la stessa Ombretta Del Monte, Monica Di Folco, Elena Dreoni, Paolo Ferroni, Marina Korpusenko, Daniela Mancini, Maria Angelica Maoddi, Marinella Pucci, Marina Saladini, Francesca Scalzo, Marilena Tafuro (Maddy), Roberto Zoffoli e Favio Palazzina.

Al tavolo dei relatori, insieme alla moderatrice, sedevano Maria Letizia Gorga, Daniela Bartolomei, la prof.ssa Lucilla Bonavita, Giacomo Costanzo e Maria Carmela Brandi.

I lavori sono stati aperti da Giacomo Costanzo, presidente dell’Associazione artistica e culturale Traiano di Civitavecchia. L’attore, regista e scrittore, recentemente autore del volume dedicato a Massimo Troisi Il poeta del cuore (La Valle del Tempo), ha sottolineato con forza nel suo intervento l’importanza delle reti culturali e della collaborazione tra associazioni, artisti e realtà territoriali, capaci di promuovere la cultura come autentico strumento di crescita e partecipazione sociale.

Successivamente, la parola è passata a Maria Letizia Gorga, actress, cantante e docente di recitazione e dizione che vanta una lunga e stimata esperienza nel teatro, nel cinema e nella formazione artistica. Laureata in Lettere e formatasi presso la Scuola Internazionale dell’Attore di Alessandro Fersen e la scuola drammatica di Mosca diretta da Anatolij Vasiliev, ha arricchito la discussione con la sua competenza didattica e interpretativa. Nel commentare alcuni racconti di Maria Carmela Brandi, tra cui La piega e Rewind, Gorga ha individuato con acutezza riferimenti e suggestioni letterarie significative. Tra queste, spicca l’influenza di Raymond Carver, maestro della narrativa contemporanea capace di trasformare la quotidianità in racconto e la semplicità della vita in materia letteraria. Particolarmente gradito è stato anche il riferimento a un’altra importante fonte di ispirazione: la figura di Sharazad, l’indimenticabile narratrice delle Mille e una notte, evocata per sottolineare la capacità dei racconti della Brandi di prendere per mano il lettore e condurlo dentro le storie attraverso atmosfere, dettagli e immagini cariche di partecipazione emotiva.

Daniela Bartolomei, da tempo impegnata nell’attività teatrale e culturale, ha portato all’evento la sua straordinaria sensibilità espressiva. Uno dei momenti più intensi e apprezzati del pomeriggio è stato proprio quello affidato alla sua voce: Bartolomei ha interpretato con rara partecipazione alcuni testi presenti nell’antologia, tra cui le poesie Pace di Elena Dreoni e Passaggio di Marina Korpusenko, oltre al monologo teatrale Gelosia di Maria Carmela Brandi, già presentato nella rassegna “Monologando Dialogando” del 2026 al Teatro Petrolini di Roma. Ha inoltre dato voce a un emozionante brano tratto dal racconto Mille Piroette, il testo che dà il titolo all’intero blog.

Un contributo teorico e umano di grande valore è arrivato dalla prof.ssa Lucilla Bonavita, docente di Lettere presso il prestigioso Liceo Visconti di Roma, che ha offerto una riflessione profonda sugli obiettivi culturali di MILLEPIROETTE.COM. Nelle sue parole è emerso il tratto più prezioso della community: la straordinaria capacità di mettere in dialogo artisti diversi senza competizione né rivalità, favorendo invece la collaborazione, l’ascolto reciproco e la crescita comune. È questo il vero cuore pulsante del progetto: uno spazio aperto in cui la scrittura incontra la pittura, la musica dialoga con il teatro e ogni singola esperienza contribuisce a costruire un patrimonio condiviso. MILLEPIROETTE.COM riunisce infatti autori provenienti da percorsi differenti: figure già affermate nel proprio ambito creativo e professionisti che, dopo aver dedicato gran parte della vita ad altre attività, hanno scelto di coltivare con totale dedizione la propria passione per le arti, trovando nel blog un luogo di espressione e valorizzazione reciproca.

Tra il pubblico erano presenti numerosi amici e sostenitori inclusi nell’antologia, tra cui la dott.ssa Francesca Scalzo, il pittore Paolo Ferroni e la psicologa e psicoterapeuta Maria Angelica Maoddi, coautrice con Mariateresa Fiumanò del romanzo Terricomio. Con commovente dedizione, Maria Angelica continua oggi a custodire e promuovere questo progetto letterario nato insieme a Maria Teresa Fiumanò, recentemente scomparsa, mantenendone viva la memoria attraverso il lavoro e l’impegno culturale condiviso. Di grande rilievo la presenza dell’Associazione SOS Razzismo, intervenuta con la dott.ssa Angela Scalzo e il Presidente Fabio Boscagli. Presenti in sala anche la scrittrice Elena Dreoni, la pianista e musicista Marina Korpusenko e molte altre personalità del mondo dell’arte. Un plauso speciale è andato alla presenza di Katia Aloe, figura stimatissima negli ambienti culturali e musicali romani, da anni impegnata nel custodire e promuovere la memoria artistica di Franco Califano.

La presentazione è stata splendidamente arricchita dall’accompagnamento musicale dei giovani OXIDANE. Entrati da poco a far parte della community di Mille piroette, questi musicisti incarnano perfettamente uno degli obiettivi più nobili e cari al blog: offrire uno spazio concreto ai giovani che studiano, si impegnano e vogliono crescere, donando loro un trampolino di lancio ideale da cui spiccare il volo verso il proprio futuro artistico. Con il loro talento, la loro energia e una spiccata sensibilità, gli OXIDANE hanno saputo tessere un dialogo armonioso tra generazioni e linguaggi artistici differenti, conquistando i presenti.

L’appuntamento di Palazzo Valentini ha rappresentato un momento fondamentale di condivisione e di crescita per la community di MILLEPIROETTE.COM. Non un punto di arrivo, ma una splendida nuova tappa di un percorso che continua a svilupparsi nel segno dell’arte, della bellezza e della collaborazione autentica. Un viaggio che, come è emerso chiaramente dagli sguardi e dalle parole di questo pomeriggio, è solo all’inizio.

Il Blog MILLEPIROETTE invita: Presentazione ANTOLOGIA “MILLEPIROETTE” – ROMA, 5 giugno 2026 – ore 16:00

Sala Davide Sassoli, Palazzo Valentini via IV Novembre 119/a nei pressi di Piazza Venezia – ROMA

L’Associazione Artistica Traiano di Civitavecchia, in collaborazione con la community artistica MILLEPIROETTE.COM – I diversi volti dell’arte, è lieta di presentare la nuova antologia del blog, un progetto che unisce scrittura, pittura, poesia, immagini ed emozioni in un percorso condiviso tra artisti e sensibilità differenti.

L’antologia, pubblicata dalla Casa Editrice PAV, raccoglie i contributi di: Maria Carmela Brandi, Giuse Ciagliola, Liliana Cinquegrana, Yuleis Krutz Lezcano, Giacomo Costanzo, Ombretta Del Monte, Monica Di Falco, Elena Dreoni, Paolo Ferroni, Marina Corpusenko, Daniela Mancini, Maria Angelica Maoddi, Flavio Palazzina, Marinella Pucci, Marina Saladini, Francesca Scalzo, Marilena Tafuro Maddy, Roberto Zoffoli.

L’antologia è disponibile sul sito della Casa Editrice PAV e tutte le piattaforme editoriali 

Un incontro dedicato ai diversi volti dell’arte, tra parole, immagini, musica e condivisione, per raccontare il viaggio creativo di una community che continua a crescere e a creare legami attraverso la cultura.

Vi aspettiamo per condividere insieme questo momento speciale!

Per la partecipazione è necessaria la prenotazione all’indirizzo millepiroetteblog@gmail.com  

Il BLOG MILLEPIROETTE propone: “NON È FINITA ANCORA QUESTA FAVOLA: OMAGGIO A FRANCO CALIFANO”

Il 29 marzo 2026, alla vigilia del tredicesimo anniversario della scomparsa di Franco Califano, avvenuta il 30 marzo 2013 l’Alexanderplatz Jazz Club, luogo profondamente legato all’immaginario di Franco Califano, ha ospitato il concerto-omaggio dedicato al grande cantautore romano.  A dare voce a questo ricordo Katia Aloe, in arte La Califfa, accompagnata da un ensemble di musicisti di grande spessore: Stefano Zaccagnini alla chitarra, Gianni Aquilino alle tastiere, Alessandro Sanna al basso e Paolo Fabbrocino alla batteria, che hanno sostenuto con sensibilità e forza interpretativa l’intero percorso musicale.

Fin dalle prime note, il concerto si è rivelato non come una semplice successione di brani, ma come un vero e proprio racconto in musica, capace di restituire tutta la complessità umana e poetica di Califano: la sua Roma, gli amori tormentati, le ferite biografiche, la malinconia e quella libertà esistenziale che ha segnato la sua voce e la sua vita.

Una Roma notturna, viscerale, lontana da ogni immagine da cartolina, quasi pasoliniana nella sua verità di luci soffuse, strade, finestre aperte sulla notte e sentimenti sospesi. Nei testi interpretati da Katia Aloe la città non è mai semplice sfondo, ma luogo della memoria amorosa, spazio in cui gli incontri e gli addii lasciano un’eco profonda.

Le canzoni hanno evocato il rapporto a due come una danza, un tango emotivo fatto di avvicinamenti e distanze, desiderio e fuga, slancio e malinconia. In Minuetto questo movimento si è fatto particolarmente evidente, condensato in quella formula che sembra racchiudere l’intera poetica della serata: ubriaca di malinconia. Un sentimento che non si esaurisce, ma lascia dietro di sé uno strascico, un desiderio persistente.

Di grande intensità anche il passaggio dedicato a La mia libertà, autentico manifesto esistenziale di Califano. L’artista che vive “alla giornata, con quello che dà”, che incontra una donna affacciata alla finestra, ne condivide per un’ora la compagnia e poi va via, restituisce l’immagine di un uomo incapace di rinunciare alla propria indipendenza, pur attraversato da una profonda nostalgia.

Molto toccante il momento in cui il racconto si è soffermato sulle ferite biografiche del cantautore, richiamando il periodo degli arresti e il brano Impronte digitali, vissuto come segno di un’ingiustizia e insieme come possibilità di riscatto umano e artistico. La musica, in questo caso, si fa memoria e rivendicazione di verità.

A rendere tutto straordinariamente vivo è stata Katia Aloe, interprete intensa e raffinata, capace di attraversare il repertorio di Califano con grande sensibilità. La sua voce non si è limitata a riproporre i brani, ma li ha abitati, restituendone la fragilità, la passione e il disincanto. Particolarmente suggestiva la sua capacità di dare una nuova prospettiva, femminile e teatrale, a testi nati da una voce profondamente maschile, senza tradirne l’autenticità.

Accanto a lei, La kaliffa Bend ha sostenuto con forza e misura l’intera serata: arrangiamenti intensi, sonorità avvolgenti, una presenza musicale solida e mai invadente, capace di esaltare il tessuto poetico delle canzoni. L’intesa tra voce e musicisti ha reso l’interpretazione particolarmente incisiva, amplificando la carica emotiva di ogni brano. Il finale con Tutto il resto è noia ha suggellato perfettamente il senso della serata: l’amore, la libertà, la malinconia, Roma e la memoria si sono ricomposti in un’unica, lunga notte musicale, profondamente califaniana.

Maria Carmela Brandi

Il BLOG MILLEPIROETTE propone: premiazioni concorsi d’arte di Giusy CIAGOLA

Premiazione: ROMA, 13 APRILE 2026
Premiazione: CEFALU’ 20 GIUGNO 2026

Il BLOG MILLEPIROETTE propone: “L’arte incontra il vino” e “Storie in un volto: donne” di Maria Maddalena (Maddy) TAFURO

Il BLOG MILLEPIROETTE propone: ENTRARE E RESTARE: UNA LIBRERIA DI QUARTIERE

Non clienti, ma lettori

Entrare in una libreria di quartiere oggi è quasi un gesto controcorrente.

Eppure, appena varco la soglia de La Mia Libreria, in via Roberto Malatesta, al Pigneto (RM), capisco che non si tratta solo di comprare un libro, succede qualcosa di familiare.

È una sensazione che riconosco: la stessa di quando, da bambina, entravo ogni giorno, soprattutto d’estate, nella piccola edicola del mio paese, a Maratea (PZ). C’era Gabriele, e sugli scaffali dedicati ai ragazzi, tanti fumetti. Rimanevo lì, indecisa, a scegliere quale fumetto portare via, con la certezza che l’avrei divorato. A me piaceva tanto Topolino. Non era solo un acquisto: era un tempo sospeso, tutto mio.

E quella stessa sospensione la ritrovo qui.

C’è un odore preciso, quello della carta, che non è solo carta: è tempo, è attesa, è possibilità. Ti avvolge senza chiedere nulla, come se sapesse già perché sei lì, anche quando non lo sai neanche tu.

Gli scaffali non sono semplicemente ordinati: sembrano pensati. Le copertine si mostrano, si cercano, si parlano tra loro. È proprio guardandole che, una volta, mi sono ritrovata lì senza un titolo preciso in mente, ma con un desiderio molto chiaro: comprare un libro, toccarlo, sentirne le pagine tra le dita. E alla fine quel libro mi ha trovata. Mentre lo sguardo si muove tra titoli e colori, oltre le vetrate scorre la strada, con il suo ritmo veloce e distratto; dentro, invece, ogni cosa trova una calma diversa, si ha la sensazione di stare in un luogo illustrato su una vecchia cartolina con case ferme e una quiete che non ha fretta. Poi, all’improvviso, un dettaglio contemporaneo – una luce, una voce, un movimento – ti riporta al presente. Sei nel 2026, ma con un piede altrove.

Qui non ci si sente clienti. Ci si sente lettori.

E questa è una differenza sottile, ma decisiva.

Alessandro, Alessandro, Valentina e Sofia hanno una cura autentica di questo spazio che si manifesta nella disponibilità, nell’ascolto, nella capacità di consigliare senza invadere

 È come se ogni libro avesse bisogno del suo tempo per incontrare chi lo leggerà, e loro fossero lì, a custodire quell’incontro.

Uno degli aspetti più belli è lo spazio dedicato ai più giovani: bambini, adolescenti, nuovi lettori. Non è un angolo separato, ma un invito. Un modo per dire che la lettura non è per pochi, ma per chiunque sia disposto ad avvicinarsi.

E forse è proprio questo il cuore della libreria: non solo raccogliere chi già legge, ma accogliere chi ancora non sa di poterlo fare.

Quando esco, ho sempre la sensazione di aver attraversato una sensazione. Non solo uno spazio, ma un’idea: che la cultura possa essere ancora un luogo abitabile, umano, condiviso.

E in fondo, è questo che rende una La Mia Libreria davvero viva.

Maria Carmela Brandi

Il BLOG MILLEPIROETTE PROPONE: Recensione a “Gelosia” di Maria Carmela Brandi, interpretato da Daniela Bartolomei e diretto da Alessandro Iori

Rassegna teatrale Monologando e Dialogando 2026

Teatro Petrolini Roma

Gelosia di Maria Carmela Brandi, interpretato da Daniela Bartolomei e diretto da Alessandro Iori

Ci sono esperienze che restano, perché nascono da un’urgenza e trovano compimento sulla scena. Gelosia, il mio testo, è andato in scena nella rassegna teatrale Monologando e Dialogando 2026 (20, 21 e 22 marzo) al teatro Petrolini di Roma, trasformando una riflessione intima in un momento condiviso con il pubblico. Vedere le parole prendere corpo è sempre un’emozione profonda: dalla prima intuizione, quasi sussurrata, fino al respiro vivo del palcoscenico. Ho voluto indagare una forma sottile e spesso taciuta di gelosia: quella che nasce dentro un’amicizia tra un uomo e una donna, quando per uno dei due il sentimento cambia, si trasforma, ma resta inespresso; mentre l’altro, forse, ne avverte il peso, lo sfiora, ma sceglie di non riconoscerlo, continuando a vivere la propria vita. In questo spazio sospeso prende forma il dramma, silenzioso e profondo.

La gelosia, sentimento antico e logorante, ha trovato voce nel volto e nell’intensità interpretativa di Daniela Bartolomei, che fin da subito ha colto con sensibilità l’essenza di Anna il mio personaggio. Insieme abbiamo lavorato alla costruzione di questa donna, esplorandone sfumature e contraddizioni, immedesimandoci nel suo sentire e dando voce, da donne, a un’emozione così complessa. La sua interpretazione, misurata e al tempo stesso profondamente suggestiva, ha restituito con autenticità il dramma e la liberazione della protagonista.

Un ringraziamento speciale ad Alessandro Iori, la cui regia, attenta e consapevole, ha dato forma e ritmo al testo. Per me è stato un onore affidare questo lavoro a uno sguardo così autorevole nel mondo del teatro. Non solo per la regia, ma anche per aver ideato la rassegna Monologando e Dialogando, che offre ad autori, conosciuti e meno conosciuti, la possibilità di esprimersi e condividere con il pubblico la propria scrittura teatrale. Iniziative come questa meritano di essere sostenute e condivise da tutti coloro che amano il teatro.

E poi il pubblico: presente, partecipe, capace di accogliere e restituire. È lì che il teatro accade davvero, in quell’istante sospeso in cui il sipario si apre e qualcosa, dentro e fuori di noi, si trasforma.

Grazie a tutti

Il Blog MILLEPIROETTE propone: presentazione di “Monologando e Dialogando” – X EDIZIONE

La rassegna teatrale Monologando e Dialogando 2026, organizzata da Alessandro Iori, porta in scena una serata dedicata alla scrittura teatrale contemporanea, dando voce a diversi autori e alle loro storie.

Tra i testi proposti, anche Gelosia, monologo scritto da Maria Carmela Brandi, interpretato da Daniela Bartolomei e diretto da Alessandro Iori: un viaggio intenso nei territori dell’animo umano, dove amore e possesso si intrecciano fino a trasformarsi in consapevolezza.

Un’occasione per scoprire nuovi sguardi, nuove parole e vivere il teatro nella sua forma più autentica.

Il Blog MILLEPIROETTE propone: Recensione di M. C. Brandi all’evento “Diario di un viaggiatore solitario” – Spazio Rossellini, Roma – 10 marzo 2026

Diario di un viaggiatore solitario

Voce: Maria Letizia Gorga

Musica: Jacopo Ferrazza (contrabbasso), Marcello Allulli (sax, loops)

Nella suggestiva cornice dello Spazio Rossellini di Roma, il 10 marzo 2026 è andato in scena uno spettacolo in cui musica, parola e tensione poetica si sono intrecciate in un unico tessuto espressivo. Sul palco, accanto alla voce intensa di Maria Letizia Gorga, due strumenti – il contrabbasso di Jacopo Ferrazza e il sax, loops di Marcello Allulli – hanno costruito un paesaggio sonoro capace di attraversare atmosfere jazzistiche e vibrazioni intime e visionarie.

I musicisti non si limitano ad accompagnare la scena: la musica diventa parte integrante della drammaturgia. Il contrabbasso di Jacopo Ferrazza, con le sue vibrazioni profonde, crea una tensione emotiva che attraversa tutto lo spettacolo; a tratti il suono sembra quasi stridere, come se volesse aprire una fenditura dentro il silenzio. Il sax, loops di Marcello Allulli, con i suoi slanci improvvisi e le sue aperture melodiche, disegna traiettorie nell’aria, portando con sé quell’energia tipica del jazz che qui diventa racconto emotivo.

In questa costruzione sonora la musica assume un valore simbolico preciso: diventa il filo di un viaggio intimo, fatto di ricordi, luoghi attraversati e incontri sedimentati nel tempo. Diario di un viaggiatore solitario si muove proprio dentro questa dimensione: un percorso personale che prende forma attraverso la musica e la narrazione, dove le esperienze vissute si trasformano in suono, parola e memoria. Brani come “È. E.”, “Ande”, “Cesira”, insieme alle reinterpretazioni “Alfonsina y el mar” e “Gracias a la Vida”, emergono nello spettacolo come soste di un itinerario musicale e narrativo. Ogni brano sembra custodire un luogo, un ricordo, un frammento di esperienza che affiora nel racconto, accompagnando lo spettatore dentro la geografia intima del viaggio.

Su questo tessuto musicale si innesta la voce di Maria Letizia Gorga, che non si limita a cantare o a interpretare, ma evoca e attraversa le parole con una presenza scenica intensa. La sua voce si muove tra canto e narrazione, tra evocazione e lamento, talvolta con una tonalità che richiama la malinconia profonda del fado portoghese, capace di restituire tutta la fragilità e la forza dei sentimenti incompiuti.

I testi evocano immagini potenti e quasi cinematografiche: paesaggi duri, corpi immersi in acque fredde, scenari urbani fatti di detriti e oggetti abbandonati. Sono immagini che richiamano un immaginario quasi pasoliniano, dove la materia del mondo – vecchi copertoni, rifiuti, frammenti di realtà – diventa simbolo di una sfida esistenziale. Davanti all’orizzonte e ai suoi “grandi ignoti”, l’essere umano si interroga sul proprio limite e sulla propria possibilità di attraversarlo.

In questo intreccio tra musica, parola e immagine, lo spettacolo costruisce un viaggio emotivo che coinvolge lo spettatore in una dimensione sospesa, quasi fuori dal tempo. Le note si disperdono, si inseguono, si sfiorano senza mai possedersi del tutto, proprio come accade nei ricordi e nelle esperienze che il viaggio lascia dentro di noi.

Ne emerge un’esperienza scenica intensa, in cui la musica diventa respiro drammaturgico e la voce di Maria Letizia Gorga guida lo spettatore dentro un paesaggio poetico fatto di memoria, ricerca e trasformazione.

Maria Carmela Brandi

Il Blog MILLEPIROETTE propone: Recensione di M. C. Brandi allo spettacolo teatrale “C’Eravamo tanto odiati” – Teatro degli Audaci, Roma, 12-15 febbraio 2026

Il 12 febbraio, al Teatro degli Audaci a Roma, è andata in scena la prima di C’eravamo tanto odiati, scritto e diretto da Pino Ammendola, con Franco Oppini, Annalisa Favetti e Marco Gabrielli.

La pièce esplora, con delicatezza e ironia, il ritorno sul palco di due comici che condividono un passato di successi e incomprensioni, tra vecchi rancori e improvvise occasioni di incontro. Lo spettacolo gioca sulle relazioni tra i personaggi, sugli equivoci e sui piccoli dettagli che costruiscono tensione e comicità, offrendo al pubblico un’introduzione brillante e nostalgica a un mondo in cui amicizia, complicità e familiarità restano al centro della scena.

Sul piano interpretativo, lo spettacolo trova il suo equilibrio nella dinamica tra i personaggi e nella qualità delle prove attoriali. Franco Oppini restituisce con energia istrionica e accenti di sincera fragilità un uomo rimasto sospeso tra successo e rimpianto, eterno Peter Pan incapace di rinunciare alla leggerezza anche quando la vita presenta il conto. Il suo contraltare Pino Ammendola, più riflessivo e disincantato, esprime una dolcezza trattenuta e una fede ancora viva nell’amicizia e nell’intesa artistica come forma profonda di complicità. Annalisa Favetti, nei panni della segretaria del manager, domina la scena con presenza magnetica e ritmo febbrile: il suo personaggio, abile mediatrice, utilizza fascino e determinazione per tenere insieme i fili di una situazione sempre sul punto di esplodere.

In questo tessuto già ricco di tensioni e non detti si inserisce Marco Gabrielli, cameriere solo apparentemente marginale. La sua interpretazione introduce una sfumatura tragicomica che amplia l’orizzonte della vicenda: dietro l’aria dimessa e l’ironia di servizio si intravede una storia personale che irrompe progressivamente nella trama, spostando l’asse dal semplice scontro tra ex colleghi a un confronto più intimo e destabilizzante. A questo si aggiunge un evento improvviso, che incombe come un’ombra e modifica bruscamente il clima della serata, ricordando allo spettatore quanto il confine tra farsa e dramma sia sottile e quanto la vita, fuori dalla scena, possa travolgere ogni calcolo.

La regia di Pino Ammendola sostiene con equilibrio questo delicato alternarsi di registri. Il ritmo serrato, la gestione attenta degli spazi e dei tempi comici, l’uso calibrato degli equivoci e delle battute – talvolta volutamente sopra le righe – costruiscono una comicità che sfiora la satira senza perdere coerenza interna. La risata nasce spesso da ciò che non viene detto, dalle mezze verità, dalle allusioni che sedimentano e poi esplodono, in un continuo gioco tra equivoci, leggerezza e malinconia.

C’eravamo tanto odiati si rivela così una commedia brillante e nostalgica insieme, capace di interrogare il tempo che passa, le occasioni mancate e il coraggio – non sempre trovato – di “prendere al volo” ciò che la vita offre. Uno spettacolo che diverte, ma che lascia anche una traccia più profonda, invitando lo spettatore a riflettere su amicizia, responsabilità e destino.

Maria Carmela Brandi