Il BLOG MILLEPIROETTE propone: ENTRARE E RESTARE: UNA LIBRERIA DI QUARTIERE

Non clienti, ma lettori

Entrare in una libreria di quartiere oggi è quasi un gesto controcorrente.

Eppure, appena varco la soglia de La Mia Libreria, in via Roberto Malatesta, al Pigneto (RM), capisco che non si tratta solo di comprare un libro, succede qualcosa di familiare.

È una sensazione che riconosco: la stessa di quando, da bambina, entravo ogni giorno, soprattutto d’estate, nella piccola edicola del mio paese, a Maratea (PZ). C’era Gabriele, e sugli scaffali dedicati ai ragazzi, tanti fumetti. Rimanevo lì, indecisa, a scegliere quale fumetto portare via, con la certezza che l’avrei divorato. A me piaceva tanto Topolino. Non era solo un acquisto: era un tempo sospeso, tutto mio.

E quella stessa sospensione la ritrovo qui.

C’è un odore preciso, quello della carta, che non è solo carta: è tempo, è attesa, è possibilità. Ti avvolge senza chiedere nulla, come se sapesse già perché sei lì, anche quando non lo sai neanche tu.

Gli scaffali non sono semplicemente ordinati: sembrano pensati. Le copertine si mostrano, si cercano, si parlano tra loro. È proprio guardandole che, una volta, mi sono ritrovata lì senza un titolo preciso in mente, ma con un desiderio molto chiaro: comprare un libro, toccarlo, sentirne le pagine tra le dita. E alla fine quel libro mi ha trovata. Mentre lo sguardo si muove tra titoli e colori, oltre le vetrate scorre la strada, con il suo ritmo veloce e distratto; dentro, invece, ogni cosa trova una calma diversa, si ha la sensazione di stare in un luogo illustrato su una vecchia cartolina con case ferme e una quiete che non ha fretta. Poi, all’improvviso, un dettaglio contemporaneo – una luce, una voce, un movimento – ti riporta al presente. Sei nel 2026, ma con un piede altrove.

Qui non ci si sente clienti. Ci si sente lettori.

E questa è una differenza sottile, ma decisiva.

Alessandro, Alessandro, Valentina e Sofia hanno una cura autentica di questo spazio che si manifesta nella disponibilità, nell’ascolto, nella capacità di consigliare senza invadere

 È come se ogni libro avesse bisogno del suo tempo per incontrare chi lo leggerà, e loro fossero lì, a custodire quell’incontro.

Uno degli aspetti più belli è lo spazio dedicato ai più giovani: bambini, adolescenti, nuovi lettori. Non è un angolo separato, ma un invito. Un modo per dire che la lettura non è per pochi, ma per chiunque sia disposto ad avvicinarsi.

E forse è proprio questo il cuore della libreria: non solo raccogliere chi già legge, ma accogliere chi ancora non sa di poterlo fare.

Quando esco, ho sempre la sensazione di aver attraversato una sensazione. Non solo uno spazio, ma un’idea: che la cultura possa essere ancora un luogo abitabile, umano, condiviso.

E in fondo, è questo che rende una La Mia Libreria davvero viva.

Maria Carmela Brandi

Rispondi