Capitolo 6

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
E’ nata una femmina, sono molto arrabbiato con Teresa, che non riesce a darmi un altro maschio, però è carina non assomiglia all’altra bambina questa ha gli occhi chiari come mio padre è l’unica della famiglia con questi occhi celesti come il cielo, ma sempre femmina è , non vorrei affezionarmi troppo, ma ha un boccuccia a forma di cuore che ti viene voglia di baciarla ogni momento, ma non posso farmi vedere così tenero con Teresa, specialmente con gli altri figli, penserebbero che mi sono rincitrullito e non mi porterebbero più il rispetto che mi devono. la bimba la chiamerò Stella perché sembra davvero una stella.

FRANCESCA
Questa nuova nata mi sta facendo impazzire, non fa altro che piangere e lamentarsi, non so più come fare con lei, Stefano è sempre al lavoro e non mi aiuta e quando è in casa la fa da padrone pensa solo a divertirsi con gli amici, io sono sempre nervosa non facciamo che litigare ultimamente.
Devo darmi una calmata, so che essendo donna devo sopportare ma il mio carattere ribelle me lo impedisce, avrei voglia di strozzarlo, ogni tanto ci provo a mettergli in braccio questa ultima nata, Marina, che è indemoniata, ma lui mi ripete che curare i figli è compito della donna e mi lascia con la rabbia in corpo e con una stanchezza che non riesco a recuperare.
Sarebbe stato bello avere qui mia sorella per poter condividere con lei i miei crucci, ma dal funerale di nostro padre non l’ho più sentita né vista, sembra che mi sfugga, come se avesse paura di me.
Beh, forse da piccole non sono stata tanto gentile con lei, la picchiavo spesso ma lei era troppo piagnona e io non la sopportavo, anche perché dovevamo difenderci da nostro fratello, ma se non lo facevo io, lei subiva silenziosamente.

PAOLA
Oggi volevo chiamare Francesca e farle gli auguri, finalmente è nata una femmina, ma poi ci ho ripensato, non abbiamo mai avuto un buon rapporto da bambine e poi non la sento da quando ci sono stati i funerali di nostro padre.
Chissà se ha sentito Mario, e se gli ha chiesto ancora della divisione della casa e della “roba”.
Io non ho più sentito nessuno come se non avessi una famiglia, a volte mi spiace, mi sarebbe piaciuto parlare del più e del meno con Francesca senza arrivare ad alzare la voce, ma lei è sempre stata prepotente e non credo sia cambiata con il tempo.
Ora ha quattro bambini, immagino la fatica per crescerli, vorrei confortarla un pò
Magari un giorno la chiamo…

MARIO
la bambina più piccola è la mia gioia, vuole sempre stare con me, mi sono quasi rimbambito, i maschi ora lavorano assieme a me alla terra, mi sembra che Fabio inizi ad interessarsi troppo alle ragazze, meno male che è un maschio, se fosse stata una delle bambine l’avrei già rinchiusa in un collegio di monache, con me non si scherza, devono filare tutti dritti.

FRANCESCA
Ecco volevo tanto una bambina ed è venuta bella come il sole ma indemoniata, è sempre agitata, mi fa impazzire piange, si lamenta, vorrebbe essere già indipendente, ma non si regge ancora sulle gambe, i fratelli l’adorano e la viziano il padre poi pende dalle sue labbra, anche se poi gli chiedo di guardarla fa finta di non capire.
Quando la bambina, Marina, l’abbiamo chiamata così, si agita più del solito lui che fa? ride si diverte specie quando lei gli fa gli occhi dolci, sarà la mia disperazione ne sono sicura.

PAOLA
Oggi ho chiamato Francesca, volevo sapere come andavano le cose da lei in fondo ha quattro figli, non sono pochi, ed ho saputo che l’ultima è una vera peste, non la tieni con nulla, se lo merita in fondo per come mi ha sempre trattata.
Così mi ha raccontato un po’ delle sue disavventure familiari, e di come Stefano diventa sempre più distante.
Io non mi posso lamentare ho due figlie ormai grandi di cui sono proprio orgogliosa, un marito lavoratore che non mi fa mancare nulla, mi manca solo un po’ di libertà, mi piacerebbe avere delle amiche ma con il marito che mi ritrovo la vedo dura…

Capitolo 5

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
Finalmente se ne sono andate, l’aria di questa casa è rimasta irrespirabile, anche mia moglie Teresa mi guarda come se fossi un mostro, i miei figli non hanno il permesso di parlare, anzi da domani lasceranno per sempre la scuola e tutti a lavorare la terra con me.
Non voglio più sentire parlare di eredità e di divisioni.

FRANCESCA
Stefano ha curato i nostri bambini in mia assenza, ma è scocciato, lo sento lontano, per un po’ non parlerò più dei miei fratelli, devo risolvere la situazione tra di noi.
Sa che ho chiuso con i miei familiari, sembra quasi contento, anzi mi sollecita perché mi avvicini sempre di più ai suoi parenti, che vengono spesso a trovarlo.
Io li sopporto a malapena, quando stanno insieme fanno tanto di quel baccano, cantano, ridono, bevono, suonano, senza pensare ai due bambini che magari dormono.
È un po’ maschilista è rimasto con le idee del paese, non si rende conto che qui in città la vita è diversa.
Noi donne siamo più libere, ma che…. parlo di libertà!!!! ma se tutto il giorno devo accudire alla casa, ai pasti, al bucato e a quei tre marmocchi che mi fanno impazzire.
Quello che mi preoccupa è questo ritardo, magari dovuto allo stress del viaggio e dell’incontro al paese, non oso pensare di essere di nuovo incinta!!

PAOLA
Voglio dimenticare questa brutta esperienza che ho avuto con i miei familiari, anche se le mie figlie mi chiedono come è andata, preferisco tacere, e poi non vorrei che Sergio fosse in ascolto, lui è sempre così stanco e nervoso.

MARIO
Oggi Teresa mi ha dato la notizia, aspetta un altro figlio, spero sia maschio così da grande potrà aiutarmi e posso lasciare tutto a loro.
Se dovesse nascere una bambina mi arrabbierei veramente, un’altra bocca da sfamare inutilmente non la vorrei proprio, già così è dura, poi le femmine si sposano e devi procurargli anche la dote, va beh speriamo bene.
Intanto Teresa è sempre più stanca e non mi prepara più i pasti buoni come una volta è sempre svogliata.
Boh, chi le capisce le donne!

FRANCESCA
Le mie paure non erano infondate, aspetto un altro figlio, spero almeno che sia femmina, Stefano desidera tanto una bambina.
Non ho più sentito né Mario né Paola sono troppo impegnata a non soccombere dalla stanchezza, ora ci mancava solo un altro bambino, mah…dicono che sia una benedizione del cielo, speriamo, però intanto non è che io sia così devota
In chiesa non ci vado quasi mai, solo qualche domenica se mi rimane un po’ di tempo!

PAOLA
La vita qui è tornata alla normalità, le mie figlie vanno a scuola, voglio che non siano ignoranti come me, desidero che non siano paurose ad affrontare la vita ma che siano forti a prendere di petto il loro futuro con consapevolezza e decisione.
Sergio, almeno su questo è d’accordo non fa nulla per ostacolarle, anzi le sprona a fare sempre meglio.
È sempre un po’ geloso e possessivo, ma con loro si trasforma

Capitolo 4

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
Ecco siamo alla resa dei conti Francesca ha la pretesa di chiedere cosa ha lasciato nostro padre e come mi voglio regolare per la divisione della sua Roba.
Sono stato forse troppo duro ma le ho detto chiaramente che tutto quello che avevano i nostri genitori è mio, sono io il figlio più grande e sono anche l’unico maschio.
Dove erano loro quando c’era da zappare la terra? dove erano quando potavo la vigna, dove erano quando nostra madre è caduta e l’abbiamo dovuta curare noi fino alla sua morte e dove erano quando nostro padre si è allettato e ci siamo trasferiti presso la sua casa per curarlo meglio…e dove erano quando con i soldi della sua pensione abbiamo rimesso a nuovo la casa?
Ora pretendono l’eredità ma se si ripresentano in questa casa le caccerò via, mi rimproverano che ho dato la casa mia vecchia a mio figlio Luca, ma che dovevo fare secondo loro lasciarlo per la strada visto che si era sposato e aveva un bambino.
Fortuna che domani ripartono non le voglio più vedere.

FRANCESCA
Sono rimasta di stucco, Mario mi ha letteralmente cacciata di casa di mio padre, come ho iniziato a parlare di eredità è diventato una bestia, ha sostenuto che lì è tutto suo, noi siamo femmine e non c’entriamo nulla con l’eredità, mi sa che è impazzito
Mi ha preso per un braccio e mi ha strattonata gridandomi qui voi non c’entrate nulla.
Ma io dico nostro padre aveva dei soldi che fine hanno fatto, abbiamo un po’ di terra, sarà da dividere, abbiamo una vigna grande sarà da dividere, e poi la casa è grande come pretende che sia tutto suo? ci rinfaccia che ce ne siamo andate dal paese, ma questo non significa che noi dobbiamo essere escluse dal testamento.
Ho provato a parlarne con Paola, ma come al solito mi trovo davanti ad un muro, non capisce, mi guarda e non sa cosa fare né cosa dire, per lei va bene tutto, ma non pensi ai tuoi figli le ho detto? allora si è un po’ riscossa e mi ha dato ragione, ma come al solito è una fifona e l’unica cosa che le interessa è tornare alla sua città.
Domani ripartiremo e una volta a casa ne parlerò con Stefano, lui è un uomo e saprà consigliarmi meglio per ora devo andare via amareggiata e delusa.

PAOLA
Mamma mia che situazione, mio fratello ci ha praticamente buttate fuori di casa, Francesca era furibonda, si sono quasi picchiati, io sono rimasta di sasso, non mi aspettavo una reazione così feroce nei nostri confronti.
Come abbiamo iniziato a parlare di eredità è diventato un altro uomo, no che sia stato mai gentile e generoso ma in questo caso ha dato il peggio di sé stesso.
Francesca ha ragione quando dice che dobbiamo dividere ma lui fa orecchie da mercante e non ci pensa proprio, cosa dirò alla mia famiglia quando domani torno a casa? che sono stata buttata fuori dalla casa dei miei genitori, sono disperata.
Vorrei tanto parlarne serenamente con Paola ma pure lei è sempre super agitata, io sono una persona tranquilla e tutta questa rabbia non la concepisco e non la capisco.
Appena a casa ne parlerò con mio marito lui è un uomo mi saprà consigliare, per ora parto con la morte nel cuore.

MARIO
Ieri ho letteralmente buttato fuori di casa le mie sorelle, lo sapevo che volevano la “roba” dei nostri genitori, figuriamoci.
Qui è tutto mio, ci provassero a chiedere, non le voglio più vedere, mia moglie ha provato a dirmi di parlare con loro serenamente, ma io sono irremovibile, devo pensare alla mia famiglia.

FRANCESCA
Oggi riprendo il treno e torno a casa con le pive nel sacco e con tanta rabbia.
Ho lasciato i miei figli a Stefano, per poter essere qui e concludere qualcosa, invece niente, mio fratello è proprio un despota, chissà invece a casa cosa troverò e cosa dirò a Stefano.

PAOLA
Sono finalmente a casa, Sergio mio marito al solito mi rimprovera che sono stata troppo tempo fuori casa, come se fossi andata a divertirmi e non al funerale di mio padre.
Volevo parlargli dell’eredità, ma lui è sempre così nervoso non ho il coraggio di affrontarlo.
So che ha ragione Francesca per quanto riguarda i beni di papà ma non ho voglia di mettermi a litigare con Mario, anche se tolgo qualcosa alle mie figlie non voglio fare una lotta.
Intanto sto qui buona buona e aspetto le prossime mosse di Francesca.

Capitolo 3

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO

Mio padre è morto dopo la morte della moglie non ha resistito e ora solo dopo 6 mesi se ne è andato anche lui, devo chiamare le mie sorelle

FRANCESCA

I miei genitori sono morti, a distanza di sei mesi, devo tornare al mio paese, dobbiamo fare la divisione delle poche cose che ci hanno lasciato.
Vorrei avere almeno una stanza per potermi rifugiare ogni volta che torno al paese, almeno lascerò qualcosa ai miei figli, anche se poco, un luogo dove tornare, in fondo è pur sempre la mia terra.

PAOLA

Mi ha chiamato Francesca, vuole che andiamo assieme al paese per i funerali e per parlare con Mario delle terre e della casa che hanno lasciato i nostri genitori.
È la prima volta che mi chiama dopo tanto tempo, ci voleva la morte di nostro padre per fare in modo di sentire la sua voce e il suo desiderio di vedermi di nuovo.
Tra di noi non scorre tanto amore, ma neppure provo rancore nei suoi confronti, in fondo è sempre mia sorella, il tempo mi ha fatto dimenticare quanto era prepotente nei miei confronti, quante volte me ne ha date.
La vedrò volentieri, anche perché partirò senza marito e senza figlie, respirerò un po’ di libertà, quella che mi è sempre mancata in famiglia, con mio padre e con mio fratello poi, aggiungerei anche con mio marito, bravo per carità ma geloso e possessivo non mi lascia andare nemmeno dalle poche amiche che ho conosciuto in questa Milano fredda e inospitale.

MARIO (Eugenio)

Le mie sorelle sono qui per il funerale, tutti a piangere, ma sono veramente dispiaciute?
Sono venute senza i mariti e i figli, voglio proprio vedere se parleranno della “roba” di nostro padre.
Ci mancherebbe solo che accampino delle pretese, io sono il fratello maggiore e spetta di diritto tutto a me, io ho curato i genitori mentre loro erano altrove con la famiglia a cercare fortuna fuori dal paese, io ho curato la terra, io ho curato la vigna, io ho curato la casa dove vivo io con la mia famiglia che era dei nostri genitori.
Spero che non ne parlino proprio, qui comando io ora che mio padre non c’è più, qui è tutto mio, spero che siano così brave da non creare problemi.

FRANCESCA

Mario è strano, più strano del solito, non mi aspettavo che mi abbracciasse, ma nemmeno che avesse questo atteggiamento così freddo sia con me che con Paola.
Quasi non ci ha ospitati per il funerale nella casa dei nostri genitori, chissà cosa le passa per la mente.
Prima di ripartire voglio dei chiarimenti con lui e con Paola, che sembra sempre più spaesata, sembra la “bella addormentata”, non s’è nemmeno risentita per il trattamento che abbiamo subito da lui, in fondo è la casa dei nostri genitori.
Domani dopo il funerale ne parleremo.

PAOLA

Non so se sono dispiaciuta per la morte di mio padre, da tanto non lo sentivo più nemmeno per telefono, qui l’aria che tira è tesa, mia sorella continua a criticarmi come faceva da bambina, mio fratello è la persona più fredda che conosco, non vedo l’ora di tornare a Milano dalla mia famiglia, ormai qui mi sento fuori luogo. Francesca mi gira attorno vuole parlare con me di che non lo so, conoscendola le sto alla larga il più possibile, ma tanto so che se non ottiene quello che vuole non mi lascerà in pace

Capitolo 2

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
Sono stanco, il lavoro nei campi diventa sempre più faticoso, sarà anche per l’età che aumenta, la terra è arida, dà pochi frutti.
Francesca è partita con suo marito e i figli, bocche in meno da sfamare.
Paola ha conosciuto un ragazzo e anche loro hanno deciso di andare via da questa terra, meglio così, tanta gente in meno, rimangono i miei genitori da accudire, ma a quelli ci pensa mia moglie.
Ora i figli piano piano crescono e tra un po’ avrò il loro aiuto.
Non ho un rapporto di grande amore con le mie sorelle, forse perché sono delle femmine ed io essendo il più grande in famiglia e per giunto maschio, ho nei loro confronti una responsabilità ma per quanto riguarda l’affetto, non so cosa sia, in fondo anche i miei genitori sono stati aridi di carezze e baci, e questo retaggio me lo porto dietro anche con i miei figli, che sto crescendo con rigore e ordine.

FRANCESCA
La vita nella grande città è caotica, non sono abituata a tutta questa gente che corre corre e non si sa dove va, qui l’unica cosa positiva è che le persone non le conosci tutte e quindi non stanno sempre lì a spettegolare.
Io poi non ho tempo di badare alle chiacchiere è da poco che abito in questa città e sono di nuovo incinta, fa caldo ed è faticoso.
Fortuna che Stefano, ha trovato un buon lavoro, infatti è nel comune di questa città e si occupa dei bagni del mercato comunale, guadagna quel tanto per mantenere questa famiglia decente.
Forse dalla grande città mi aspettavo di più, io poi essendo donna non posso andare a lavorare devo badare ai figli, che tra un po’ saranno tre.

PAOLA
Ora che mi sono allontanata dalla mia famiglia, mi sento sola, mi mancano i miei genitori anche se non sono mai stati prodighi di carezze e di affetto, mi manca persino mia sorella, le sue sfuriate, le sue litigate, la città è del nord e qui le persone sono fredde, non riesco a fare amicizia con nessuno, mi vedono come una bestia rara mi chiamano “terrona”, io soffro molto, mio marito è sempre in fabbrica a lavorare ed io sono sempre più sola, spero di rimanere presto incinta, così potrò occupare il mio tempo con un bambino.
Qui a Milano ora è qui che vivo, è tutto grigio mi manca la visione delle campagne e il mare che si vede in lontananza, mi manca la vigna dove mi andavo a nascondere quando dovevo scappare da quella furia di mia sorella, mi mancano le amiche della scuola, anche se ho frequentato solo la terza media, amavo studiare e a fare di conto, purtroppo la scuola era per noi un lusso che non potevamo permetterci, meno male che almeno ci hanno permesso di imparare a leggere e a scrivere.

MARIO
Oggi ho portato mio figlio più grande nei campi, meglio se impara subito come è dura la vita, non voglio che diventi una femminuccia, è sempre in giro a giocare con la sorella, la quale dovrebbe aiutare la madre nelle faccende, ma questi figli moderni non li capisco proprio, ma ci penserò io ad addrizzarli con la cinta se ce né bisogno.
Mia moglie è sempre troppo debole.
Purtroppo, sono fuori quasi tutto il tempo e quando torno devo subire il baccano che fanno e mi innervosiscono, da domani le cose cambieranno, oltre a Fabio ormai novenne, penso di portare anche Luigi 8 enne nei campi.
Avranno meno voglia di giocare e di rincorrersi dopo che saranno tornati dai campi.
Luigi vorrebbe andare a scuola, ma figurati ha frequentato già la terza elementare basta e avanza per quello che serve nella vita.

FRANCESCA
È nato un altro maschio, Enrico, avrei tanto voluto una bambina, da grande mi avrebbe potuto aiutare, invece la vita è dura.
Ho fatto amicizia con la mia vicina di porta, questo palazzo è alto cinque piani, ed io abito all’ultimo, fare le scale con tre bambini è faticoso.
Stefano sempre di più invita amici e parenti, è una persona socievole e generosa, la casa è sempre piena di allegria, non si accorge della mia stanchezza, basta che suoni la chitarra e canta ed è tutto felice.
La mia vicina sposata anche lei ha un solo figlio, maschio, ma abita con la sorella che ha un marito e due figlie.
Mi chiedo come entrano due famiglie in una casa di due stanze da letto, una cucina e un solo bagno, ma si sa qui in città e in questo quartiere le case scarseggiano, le famiglie si devono arrangiare.
Io sono contenta di avere un appartamento tutto per me, per me e i miei tre figli, anche se devo dire che stiamo un po’ stretti anche noi, ma certo non posso lamentarmi.

PAOLA
Ho nostalgia della mia terra, qui mi sento discriminata, mi chiamano “Terrona”, forse non davanti a me, ma li sento sussurrare appena possono.
Pensare di far crescere le mie figlie in questo ambiente mi spaventa, e sì perché ora ho due figlie, per loro voglio una vita diversa dalla mia, voglio farle studiare e voglio vederle realizzarsi come non ho potuto fare io nella mia amata terra.
So che un giorno tornerò lì e finirò lì i miei giorni assieme a mio marito.

Capitolo 1

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARIO
Guardo il mio paese, sta crescendo troppo in fretta, i miei figli sono piccoli e ancora non mi possono aiutare nei campi, ho due maschi e una femmina, ma le femmine come si sa non contano nulla, sono solo spese per la famiglia, devo aspettare che i maschi crescano, per ora devo fare tutto da solo.
Ho due sorelle, hanno l’idea di abbandonare il paese per cercare una vita migliore, infatti qui non ci sono molte possibilità il paese è piccolo la terra è una sola, così rimarrò io a portare avanti l’azienda di famiglia, la terra è dura, la vigna è l’unica consolazione in questo paese bruciato dal sole.
Sono l’unico maschio di questa famiglia, l’unico che è voluto restare pensando di non lasciar decadere tutto il lavoro dei nostri genitori, che ora sono anziani e che devo accudire.
Quando mi affaccio alla finestra, spazio con lo sguardo verso tutto ciò che ho realizzato, sto restaurando, giorno per giorno la casa dei nostri genitori, la sto quasi costruendo di nuovo mattone su mattone.
Tanti sacrifici, per fortuna ho una moglie che condivide con me questa fatica, lei si occupa dei figli, come è giusto che sia, io mi occupo dei campi
Mia moglie si chiama Teresa e si occupa anche dei miei genitori, oramai sono anziani e non sono in grado di provvedere ai loro stessi bisogni.
A volte invidio le mie sorelle, si stanno sposando e pensano di cercare fortuna lontano da queste terre, dimenticate da Dio, le capisco, la proprietà di famiglia non può mantenere la mia famiglia e la loro con i loro figli.
Quando i miei non ci saranno più, dovremmo decidere cosa fare di ciò che ci lasceranno.

FRANCESCA
Nascere in questo paese dimenticato da Dio, mi angoscia, sogno sempre di volare per altri lidi e altre mete.
Non sono una persona che si può accontentare di questa vita da paesana, dove non ci sono sbocchi di vita, dove l’unica cosa che puoi fare è sposarti e fare figli.
Il paese è piccolo è nell’entroterra d’Italia, qui la gente non ha nient’altro da fare che parlare delle persone o sparlare, mi sento soffocare, fortuna che ho conosciuto l’amore di Stefano, lo conosco da quando eravamo bambini, siamo cresciuti nello stesso paese, ma solo quando mi ha chiesta in moglie ci siamo potuti conoscere veramente, qui la mentalità è molto rigida e se ti fai vedere con un uomo che non sia tuo parente, vieni subito tacciata da mala femmina.
L’onore è la nostra più grande virtù, se lo perdi, non puoi più camminare a testa alta nel paese, e nessuno ti sposerà mai, per questo ho voglia di scappare da qui.
Fortuna che anche Stefano ha lo stesso mio desiderio, così abbiamo deciso di espatriare ed andare a vivere in una grande città, come Napoli per esempio.
Così una volta sposati siamo andati via con un figlio di quattro anni e uno di due.
che coraggio!!ma si sa il coraggio aiuto gli audaci.

PAOLA
La vita nella mia famiglia è difficile, mio padre ormai anziano, non mi comanda più per fortuna, ma mio fratello ci prova in tutte la maniere, mi sento soffocare, mia sorella Francesca è una strega, vuole sempre avere ragione lei, ha le mani lunghe e non solo una volta sono stata succube dei suoi maltrattamenti, è più cattiva di mio fratello Mario, almeno lui è sempre nei campi e non sta sempre a riprendermi e a controllarmi, invece Francesca sempre prepotente rompe tutti i miei giochi, che sono già pochi.
che pizza appena posso mi sposo e scappo via, non certamente nella stessa città di Francesca, forse deciderò per Roma. chissà…o Milano

Sinossi

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

Questo racconto è nato dal desiderio di giustizia, non sempre si riesce ad ottenere ciò che è giusto, ma a volte, e non solo a volte, la vita porta il conto.
Non sarà l’offeso o l’offesa a vendicarsi, ma la vita stessa, o l’universo, o Dio, come lo si preferisce chiamare in base alle proprie credenze.
Sapere che c’è una giustizia divina rende la vita di chi ha subito il torto meno amara