Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.
STELLA Io voglio molto bene a mio padre ma non lo capisco, c’è la zia Francesca che ha problemi economici e lui invece di aiutarla ne parla sempre male in famiglia, mi chiedo perché non divide i beni che ci ha lasciato nonno? Ma lui mi dice che sono piccola che non posso capire, ma secondo me capisco molto più di lui, so che sta facendo un’ingiustizia, questo non è giusto, non so come farglielo capire, chissà forse con il tempo!
FRANCESCA Marina quando le ho detto che doveva servire i suoi fratelli, non ha detto nulla ma mi ha guardata come se fossi una pazza, non so più come raddrizzare questa bambina che ormai è quasi una ragazza, non la domo, ho i figli maschi tutti obbedienti, tutti in riga a cercarsi un lavoro ed ora anche Marina vorrebbe andare a lavorare! ma dove andremo a finire di questo passo!
MARINA Mia madre è rimasta sconvolta quando le ho detto che sarei andata a lavorare anche io come i miei fratelli, non ha ancora capito che sono una persona decisa, desidero la mia indipendenza, altro che servire gli altri, ora che mio padre non c’è più i problemi sono aumentati, quello che non capisco è perché non si fa rispettare da suo fratello, visto che si è tenuto tutta l’eredità, ora è il momento di farsi avanti e di reclamarla. Se fossi in lei avrei già parlato con la zia Paola e insieme avremmo affrontato quel becero di zio Mario, arroccato alle sue antiche usanze, non si rende conto che i tempi cambiano, ed ora che si faccia giustizia.
MARIO Come immaginavo Francesca è tornata al paese a reclamare chissà che…mi ha rimproverato di non essere nemmeno andato al funerale di Stefano. Mentre parlavamo ovvero litigavamo si è affacciata alla porta Stella e ci guardava senza parlare, so cosa le passava per la testa, fortuna che ha avuto l’educazione di tacere.
FRANCESCA Ho preso il treno e sono andata da Mario, a chiarire una volta per tutte la situazione, ma lui è rimasto del suo parere, ho minacciato di mettere un avvocato, ha fatto spallucce. Mentre discutevamo anche animatamente si è affacciata una ragazzetta, credo sia l’ultima sua figlia Stella, molto bella e intelligente, ci ha guardati senza dire una parola, chissà cosa le passava per la mente!
MARINA Finalmente mia madre si è decisa oggi ha preso il treno ed è andata dal fratello a reclamare quello che le spetta, sono curiosa di sapere cosa le risponde zio Mario.
FRANCESCA Sono tornata a casa più dispiaciuta di prima, subito Marina voleva sapere com’era andata, sono contenta che si sia interessata a qualcosa che riguardi noi tutti, in genere la trovi sempre davanti allo specchio o con le amiche a parlare di chi sa che, così le ho raccontato tutti i fatti, non le ho nascosto nulla, da quando è morto mio padre ad ora, mi ha ascoltata attentamente poi ha detto che avremmo dovuto mettere un avvocato, perché si era informata e sapeva che noi avevamo tutte le ragioni, non mi aspettavo questa sua reazione, sembrava di stare a parlare con una donna adulta e non con una ragazzetta.
MARINA Per mia madre io sono sempre una bambina che non ha testa, non si rende conto che io ho la facoltà di vedere al di là delle apparenze, le ho consigliato di mettere un avvocato, ma come immaginavo non abbiamo soldi da buttare, a mala pena riusciamo a tirare la carretta, come si suol dire, mi sa che andrò a cercarmi un lavoro, come i miei fratelli, non voglio pesare sul bilancio familiare. Dovrò lasciare la scuola? Peccato a me piace studiare, imparare cose nuove, so che se vogliamo uscire da questa situazione l’unico sistema è la cultura, ma se le ristrettezze non ti permettono di andare a finire gli studi, ti trovi come il cane che si morde la coda!
GIULIO Ho ascoltato quando Marina e mia madre parlavano di zio Mario, sono arrabbiato con lui, ma sono rimasto stupito dai ragionamenti di Marina, sembrava una donna, non una ragazza, sono orgoglioso di lei, so che nonostante i problemi che abbiamo si farà strada nella vita, ha troppo carattere per non combattere. Paolo che dovrebbe essere il capo famiglia invece, la sgrida sempre, non la capisce, proprio lui che dovrebbe essere il primo ad andare a lavorare e invece ha le idee di grandezza, chissà cosa vorrà fare nella vita.
PAOLO Chissà perché tutti si aspettano qualche mossa o decisione da me come se fossi io il capo famiglia, vero che ora mio padre non c’è più sono il maggiore, ma in fondo anche io sono un ragazzo e ho tanti progetti, non posso limitarmi ad andare a lavorare alle ferrovie come vorrebbe mia madre, ho altri progetti altro che stare chiuso per 12 ore o fare il pendolare sul treno. Speravo che al ritorno dal paese mia madre avrebbe avuto notizie migliori per quanto riguarda mio zio Mario, ma a quanto pare è un osso duro e non molla, anche io ho consigliato di mettere un avvocato, ma si sa ci vogliono i soldi che non abbiamo. Ho sentito Marina che vuole andare a lavorare, non se ne parla nemmeno, lei deve stare in casa ad aiutare mamma, noi siamo quattro maschi non può farcela da sola, dovrò usare i metodi forti con lei non si piega, ma la piegherò io.
Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.
MARIO Stefano è morto, mi spiace lo conoscevo da quando eravamo bambini, certo troppo giovane morire così, forse chiamerò mia sorella per farle le condoglianze, ma se chiamo sicuramente mi richiederà dell’eredità, uuuh non so! Mi sa che sto qui buono buono, faccio finta di niente, no non la chiamo!
FRANCESCA La cosa più terribile è stato dirlo ai ragazzi, sono rimasti sconvolti, forse non se lo aspettavano nemmeno loro, certamente la vita per noi sarà diversa, i ragazzi dovranno tutti andare a lavorare, Marina non ha l’età però mi potrà aiutare in casa con i maschi, la scuola può attendere per ora dobbiamo tutti rimboccarci le maniche. Io sono distrutta dal dolore e dalle preoccupazioni, dovrò anche io trovarmi un’occupazione, ma cosa!!! visto che ho la 5 elementare e non so fare nulla. Certo non mi arrendo, la vita è dura ma io sono ancora più dura della vita
PAOLA Sono tornata ora, che sollievo essere nella mia casa, lontano dalle disgrazie e dispiaceri, Mi sono sempre lamentata della mia vita in città, ma a confronto di quello che sta passando ora Francesca, è meglio che non mi lamenti più. Certo che nostro fratello Mario poteva fare almeno una telefonata, è proprio uno zotico campagnolo, sempre con la paura che gli levano la “roba”, che poi è anche nostra, ora voglio vedere se manterrà il suo diniego a l’eredità che ci spetta, ora Francesca ne ha proprio bisogno, e lui si deve rendere conto che non è il padrone di tutto. Conoscendolo non ci metterei la mano sul fuoco.
MARIO Alla fine Francesca non l’ho chiamata, Teresa mi ha sgridato, mi ha dato dell’insensibile, non capisce che ho solo paura che queste due, ritornino alla carica, è una vita che se ne sono andate e per tanto tempo non si sono fatte sentire, no che me ne importi nulla, ma adesso Francesca è in momento particolare e non vorrei rivedermela in giro per il paese a reclamare chissà che, intanto Teresa è una pentola di fagioli. Ho chiesto consiglio ai figli, Fabio, mi rispecchia in tutto e mi ha detto che a loro non spetta nulla, Luigi è preso dal suo mare e dalle sue barche, nemmeno si è degnato di rispondermi, Maria orami felicemente sposata non ha voluto sapere nulla, l’unica che ha avuto da ridire è stata Stella, la mia piccolina che ora tanto piccolina non è, ha un bel carattere, e mi ha sgridato, primo perché non ho fatto le condoglianze alla zia Francesca, poi perché secondo lei e secondo la legge l’eredità va sempre spartita con tutti i figli sia maschi che femmine. E piccola non ha ancora capito come ci si deve difendere dagli attacchi della vita, ma crescerà e cambierà idea, sono sicuro
FRANCESCA Speravo in un aiuto da parte dei miei ma sono rimasta come sempre delusa, vedrò come risolvere il problema del sostentamento, andrò da una signora a fare le pulizie, Marina resterà a casa a guardare i fratelli, questo è il suo ruolo.
MARINA Mio padre è morto, forse non me lo volevano far sapere, erano tutti strani quando passavo io. Finalmente hanno deciso di dirmelo, ho pianto? si! ma ero più che altro frastornata, non mi sono resa conto di quello che voleva dire essere orfani di padre, più che dolore ho provato un grande vuoto, lui non era molto presente in casa, però con me era diverso, mi coccolava, mi voleva bene, non che agli altri non ne volesse. ma con me era particolarmente gentile e tenero, credo che mi mancherà questo, per ora sento solo un gelido vuoto. Oggi mia madre mi ha fatto un discorsetto, mi ha detto che ora che lei deve andare a lavorare, io devo prendermi cura della casa e dei fratelli, li devi “servire”, ha detto proprio così, io l’ho guardata, non ho riso per rispetto, ma pensare che io “devo servire” i miei fratelli non mi passa per la testa. Sono stata zitta, ma per la miseria vedrai se servirò i miei fratelli, ma non le hanno le mani come me! Sicuro che io non ci penso nemmeno a “servirli”, solo Giulio si è fatto una risata e mi ha detto che lui da me non voleva nulla, ma anzi si metteva a mia disposizione per qualsiasi problema. Lo adoro!
Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.
MARIO Oggi Maria porta a casa il suo fidanzato, era ora pensavo restasse zitella, devo preparare il corredo, ma almeno una volta sposata avrò una bocca in meno da sfamare, Fabio e Luigi non fanno altro che litigare, Fabio lo vedi sempre a sgobbare alla vigna e sulla terra invece Luigi ha i grilli per la testa, dice che il mondo cambia e lui vuole impiantare un’agenzia per il noleggio delle barche, boh.
MARIA (3 figlia di Mario) Finalmente mio padre ha acconsentito al mio fidanzamento, oggi porto Giuliano a farlo conoscere in famiglia, speriamo che mio padre non faccia come al solito e sia un po’ più gentile, è un orso quando ci si mette, è tenero solo quando sta con Stella, mia sorella minore, la sua preferita.
FRANCESCA Ho convinto Stefano ad andare in ospedale, non si reggeva in piedi, lo hanno subito ricoverato, non mi hanno detto cosa ha, ma credo sia grave, ieri ha avuto una emorragia non riuscivamo a fermarla, che sia tisi?
PAOLA Hanno ricoverato Stefano, lo sapevo che non stava bene, prendo il treno e vado a trovarli, vedrò se hanno bisogno di aiuto, in fondo sono la sorella e anche se non siamo mai andate troppo d’accordo voglio farle sapere che io ci sarò.
MARIO Mi ha chiamato Paola per dirmi che Stefano è stato ricoverato ed è molto grave, mi spiace per Francesca, ma io da qui non posso fare nulla, forse domani la chiamerò, vedremo.
FRANCESCA Stefano sta molto male non credo riuscirà a passare la notte, sono disperata, ho quattro figli e senza il suo stipendio non so come farò ad andare avanti, Stefano è un testone, è tanto che sta male, ma ha sempre rifiutato la sua malattia, ora è troppo tardi per intervenire, come farò a dirlo ai miei figli!
MARINA C’è un’aria così elettrica in casa, mamma è andata in ospedale, l’hanno accompagnata i vicini e hanno portato anche Paolo con loro, sento anche gli altri fratelli confabulare tra di loro, quando mi avvicino, tacciono, perché cosa hanno da nascondermi? Orami sono grande, capisco molto più di quello che loro credono, ho le mie idee anche se dicono sono troppo giovane, ma il mio cervello galoppa come se avessi già 20 anni, se ne sono accorti?
PAOLA Stefano è morto, sono andata al suo funerale, c’era tanta gente, Francesca si è messa in lutto è distrutta, le ho proposto di portare con me a Milano la figlia più piccola così da alleggerirle il peso economico di tutti i figli, ha rifiutato, ha detto che ora la bambina dovrà aiutarla in casa, ma non ha capito che Marina è una “ribelle”
Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.
Carlo (il custode) «Ciao Lisa, come stai? mamma mia quanta gente, anche oggi pensavo non andassero più via, che affollamento e sempre tutti davanti a te, a dire le stesse cose, oh che bella! Oh, ma guarda quant’è piccola. Ma non ti stanchi mai di sentirli? Scusa sai questo mio sfogo ma sono un po’ stanco, anche se mi fa piacere stare qui, mettermi davanti a te e parlarti. Anzi è la cosa più bella che mi possa capitare.»
Monna Lisa «Si Carlo anche a me fa piacere parlare con te, anche perché sono sempre qui appesa, sai a volte mi sento sola, specie di notte, di giorno non mi succede, c’è talmente tanta gente che non riesco nemmeno a scambiare due parole con te.
Però se ti devo dire la verità, a me piace vedere tutta questa gente che viene qui, mi piace sentire i loro commenti, mi piace vedere il loro stupore e sentirli ripetere sempre le stesse cose, “ma io credevo fosse più grande! ma io credevo che! ma io pensavo che, e poi rimanere delusa perché oltre che piccola dicono che con questa lastra di vetro non si riesca a vedere tutta la mia bellezza, hanno ragione, mi hanno messo 5 cm di vetro antiproiettile, e che pensavano mi sparassero!!! Meglio scherzarci sopra!
Infatti, io sorrido “sorniona” “enigmatica” e dai loro sguardi capisco che stanno pensando “chissà cosa vorrà dire quel sorriso”, ma non sanno che il mio è un “semplice sorriso”, non lo hanno ancora capito, ma tu piuttosto racconta, quante persone ci sono state tra uomini e donne, hai visto qualche cosa di strano? Qualche cosa di speciale?»
Carlo «Ma sai Lisa non è che io noto molto queste cose, sono sempre attento che non si bisticciano tra di loro e solo per fare una foto, non cerco di capire chi sono. Invece so che tu, con quel tuo sorriso, le studi le persone, dimmi dimmi, cosa ti ha colpito per esempio oggi?»
Monna Lisa «Oggi? Sì, oggi mi ha colpito una giovane coppia di ragazzi, non sembravano molto interessati alla mia figura o al mio sorriso, erano persi nei “loro” occhi, forse erano sposini, si tenevano per mano, si sussurravano delle frasi che non sono riuscita a sentire, ma sicuramente erano parole d’amore, questa è stata la cosa più carina che mi è capitata oggi. Tu invece raccontami.»
Carlo «Oh lascia perdere Lisa, proprio oggi ho dovuto separare due litiganti, uno aveva la pretesa di stare lì davanti a te e non si muoveva più, ma io dico ma non vedi quanta fila?
Un uomo lo ha ripreso e gli ha detto «sbrigati a fare questa foto, ci siamo anche noi» e lui
«Si è vero c’è tanta fila, ma io ho pagato un biglietto, sono venuto da Roma, per ammirare Lei e fare una fotografia a questa donna, a questo suo sorriso e tu mi vuoi mettere fretta? Io non me ne vado!»
Le altre persone hanno iniziato a mugugnare, a spintonare, insomma che ti devo dire li ho visti abbastanza nervosi, volevano che io intervenissi, non me la sono sentita di dire ad una persona che, aveva pagato un biglietto, era venuto espressamente da Roma, per vedere te e dirgli «te ne devi andare perché c’è una fila che non finisce più e anche gli altri hanno pagato il biglietto.
Alla fine, è intervenuto il Direttore ed ha sgridato me, ero io che dovevo stare attento a queste piccolezze, va beh questo è quello che mi è successo oggi. Però so che tu hai tante storie da raccontare, dai su non farti pregare, raccontamene una.»
Monna Lisa «Beh sai Carlo che ti devo dire, la storia più bella che mi è capitata, è quando si sono incontrate due persone che si erano conosciute da giovanissimi, mentre stavano ammirandomi si sono girati per un attimo attorno, i loro sguardi si sono incrociati e si sono detti «ma io ti conosco», erano un uomo e una donna naturalmente.
Lei era accompagnata dalla nipote di 10 anni che si era allontanata, lui era in compagnia di un nipote di 7 anni cui stava raccontando la mia storia, la mia bellezza, il mio mistero. Ma quando questi due “sconosciuti” hanno incrociato appunto i loro sguardi, c’è stata come una scintilla, si sono dimenticati completamente di me, e ho sentino una corrente che li ha percorsi da capo a piedi. Non erano giovanissimi, infatti erano in compagnia dei nipoti, ma il fremito che ho percepito era qualcosa di magico.
Lei «Io ti conosco non so dove ti ho incontrato ma ti conosco», anche lui stupito ripete «Si forse ci siamo già incontrati,»
«Non lo so, non so nemmeno se frequentiamo lo stesso ambiente, io abito a Monterotondo vicino Roma e tu?»
«Anche io abito vicino Roma sono a Fregene»
«E allora com’è possibile che ci siamo conosciamo?»
Lui «forse frequentiamo lo stesso circolo sportivo? Io gioco a tennis.»
«No non credo, io non sono una sportiva, però ti conosco, di questo sono sicura!»
«Magari ci siamo incontrati da giovani, ho questa sensazione, adesso sono nonna e sono con mia nipote Giulia che si è allontanata.»
«Si vedo, però anche io ho la sensazione di averti conosciuta da giovane, e anche io sono nonno, lui è Marco, mio nipote che ho portato con me per fargli conoscere questa grande opera di Leonardo.»
Hanno iniziato a mettersi seduti sulla panchina davanti a me per cercare di ricordare dove si erano incontrati, sono rimasti lì per ore ed ore scambiandosi le domande solite “ma dove ti ho incontrato” o “dove ti ho già vista”? quali luoghi hai frequentato.
Alla fine si sono detti «Ma tu dove sei nata?» e lì è scaturito il primo ricordo,
Lei «Sono nata a Roma a Cinecittà.»
«Anche io sono nato a Roma a Cinecittà.»
«Davvero? E in che via?»
«Via delle rose.»
«Via delle rose? ma anche io sono nato lì non è possibile, eppure non mi ricordo di te, anche se ho un vago sentore, come se ti avessi conosciuto bene, dove, dov’è stato il momento.»
E li seduti a ricordare la loro infanzia, erano passati più di 40 anni si sono detti.
Lui «Anche se ci siamo incontrati 40 anni fa siamo cambiati, non ci riconosciamo, forse siamo stati vicini di casa, ma dimmi come ti chiami?»
«Mi chiamo Emanuela e tu?»
«Marco»
«Marco? Ma non sarai il Marco Giovanardi?»
«Si sono proprio io e tu non sei Emanuela Rossi? quella ragazzina con le trecce che abitava proprio dirimpetto al mio palazzo»?
«Credo proprio di sì» risponde lei, facendo una risatina nervosa.
«Ma è un miracolo, incontrarci qui per caso, dopo tanti anni, i così lontani da casa, da tutto, qui davanti alla Gioconda che sembra ammicchi felice con quel suo sorriso enigmatico.»
Lei sospirando «Tu sei stato il mio primo amore, avevo tredici anni quando mi sono innamorata perdutamente di te, mio Dio non riesco a crederci, ero così persa che non riuscivo più a dimenticarti, crescendo ho sempre cercato negli altri uomini un qualcosa che mi ricordasse te, inutilmente, ed ora sei qui in carne ed ossa, invecchiato ma sempre tu, chissà se tu ti sei mai accorto di quella ragazzina che sbirciava dalla finestra per spiare ogni tuo gesto, ogni tua uscita, gelosa delle altre ragazze che ti facevano il filo.»
Lui «Ma certo che mi ricordo di te, le tue lunghe trecce, i tuoi sguardi furtivi quando ti passavo vicino e tu arrossivi fino alle orecchie, certo che mi ricordo, mi piacevi tanto, avrei voluto fermarti parlarti chiederti di uscire, ma, io ero tanto più grande di te, e non potevo.
Qualcuno aveva notato questi nostri sguardi da innamorati e hanno pensato bene di separarci, forse proprio i nostri genitori, tu eri troppo giovane per iniziare una storia d’amore.»
Lei «Ma io non ti ho mai visto troppo grande, eri il mio idolo, il mio amore, avrei fatto qualsiasi pazzia per te, peccato non hai osato! Nella vita non ho mai più incontrato un sentimento così folle, così intenso come quello che provavo per te.
Poi mi sono sposata ho avuto due figli e una nipote, che ancora gironzola per questo museo, ora sono vedova e mi faccio accompagnare da lei in questa nuova avventura ho un’età che ancora mi trova troppo giovane mentalmente per rassegnarmi a fare solo la nonna, ma ora raccontami di te.»
Lui Sai Emanuela, non ci crederai ma anche io ho cercato nelle donne che ho avuto, sempre il tuo sorriso, il tuo incantevole viso che mi guardava con ammirazione, ho cercato gli stessi occhi in altre persone, ma non eri mai tu, anche quando mi sono sposato ho sperato di rivederti in lei, ma purtroppo non era così infatti, tutto è finito in un divorzio, però da questa unione è nato un figlio che adoro ed ora faccio il nonno cicerone che accompagna questo giovanotto a conoscere le bellezze Italiane anche fuori dall’Italia, voglio che sia orgoglioso di essere Italiano, con tutti i difetti che abbiamo ma anche con i mille pregi.
Sai stare qui a parlare con te mi sembra un miracolo, Emanuela non dobbiamo perderci, ti prego rivediamoci ancora quando torniamo in Italia.»
Lei No non credo riuscirò di nuovo a staccarmi da te, incontrarci è stato un miracolo e ai miracoli non bisogna girare le spalle, se la vita ci ha rimessi sullo stesso cammino in un modo così singolare, vorrà pur dire qualcosa, questo è un segno, guarda la Monna Lisa, vedi come ci guarda? Sembra che guardi noi, ammira il suo sorriso, sta sorridendo a noi, è bellissima, così lontana, così misteriosa, misteriosa come il tempo che ci ha fatto rincontrare.»
Monna Lisa «E si sorridevo soddisfatta, era un piacere vedere questi due anziani emozionati da questo loro incontro, speravo che non andassero via ma finissero di raccontare la loro storia, volevo sapere.»
Lui «Come ti dicevo prima sono divorziato ormai da tanto tempo ma tu da quanto tempo sei vedova»?
Lei «Sono vedova, oramai da 10 anni, ho amato molto mio marito, è stato un grande uomo per me, mi ha protetta, amata, vezzeggiata e corteggiata tutta la vita, ma purtroppo un male lo ha portato via molto presto e da allora non ho voluto più nessuno accanto a me, ma per quanto l’ho amato ho sempre cercato te, in lui, anche se sapevo che non era giusto e, purtroppo, prima di conoscere lui non riuscivo a rassegnarmi a non averti, sei stato come un tarlo, che mi ha segnato tutta la vita, ed ora averti qui…non ho parole per esprimere quello che provo.»
Lui «Sicuramente ci incontreremo ancora appena torniamo in Italia, viene andiamo al bar a prenderci un caffè e a recuperare i nostri nipoti.»
Monna Lisa «Così si sono alzati, si sono presi per mano e si sono allontanati, inviandomi un ultimo sguardo, non saprò mai come andrà a finire questa storia ma credo nel destino e in questo incontro “magico”, erano così belli, cosi fiduciosi che ho sperato che davvero si sarebbero incontrati ancora e magari iniziare questa storia che non era mai iniziata, ma neppure finita.»
Carlo «Questa sì che è una bella storia, non come quelle che accadono a me con gente che si spintona e litiga per una foto, però devo dirti che anche io ho una storia bella da raccontarti, una vicenda che è successa proprio qui al Museo; te la racconto: c’erano due adolescenti che, lontano dagli altri, si tenevano per mano cercando di non farsi scorgere né dalla professoressa, né dai loro compagni; erano in gita scolastica di fine anno.
Io ero seduto in un angolo, loro credevano di essere soli, non volevo origliare, ma era impossibile non ascoltare, lui le stava facendo delle promesse, le diceva
«Ti prometto davanti alla Gioconda che quando sarò grande ti sposerò e non guarderò nessuna ragazza eccetto te.»
A me veniva da ridere, erano giovanissimi, avranno avuto 13/14 anni, intorno a loro i compagni si agitavano irrequieti, le professoresse erano nervose e tese per cercare di tenerli a bada e spiegare loro cosa stavano ammirando, ma i due erano perduti nei loro sogni e non si rendevano conto di chi gli stava intorno.
Però era bello vedere l’ottimismo in loro, la speranza, erano teneri, mi sarebbe piaciuto sapere se poi i loro sogni un giorno si sarebbero realizzati.
Ora però tocca di nuovo a te raccontare una altra storia, che hai visto da dove sei»
Monna Lisa «Certo da qui dove sono appesa posso solo ascoltare i discorsi che fanno davanti a me, ma ce ne sarebbero di storie da raccontare!
Ti racconto questa, in questa storia non ci sono nonni con i nipoti, questa storia è di due persone adulte, parlavano spagnolo, li capivo poco, ma quel poco che sono riuscita a carpire, anche dai loro gesti avevo intuito che erano amanti; si erano dati appuntamento qui a Parigi, nel museo, ed ora erano davanti a me, che raccontavano sussurrando, come lei era riuscita a convincere il marito a lasciarla venire qui Parigi con la scusa di incontrare un amica, e lui con la scusa di un lavoro, parlavano spagnolo, per questo li capivo poco.
Devo dire che mi facevano un po’ di tenerezza e un po’ rabbia sentire che stavano ingannando delle persone innamorate di loro, ma non voglio giudicare, non si sa mai cosa veramente spinge le persone a questo comportamento, forse la forza dell’amore.
Io sono solo un dipinto e non essendo in grado di provare sentimenti umani, non voglio dare giudizi.
Lei era graziosa, aveva capelli lunghi castani con occhi color nocciola molto belli, lui invece era il classico macho latino, sapeva di piacere, lo si capiva quando si guardava intorno cogliendo sguardi ammirati sulla sua persona.
Ho immaginato che avesse una moglie in casa perché, anche se capivo poco lo spagnolo, ha parlato di figli, facendo intendere alla donna che aveva davanti, che non poteva lasciare la madre dei suoi bambini.
Lei al contrario pendeva dalle sue labbra e si capiva che avrebbe lasciato marito e figli pur di stare con lui…poverina mi faceva tenerezza, sembrava molto fragile.
Ma sai Carlo qui di storie simili capitano tutti i giorni dovrei essere abituata, ma questi due mi sono rimasti nel cuore.
Ora sono stanca si sta facendo notte tra un po’ le persone vanno via e mi lasciano sola, anche tu andrai nella tua casa da tua moglie e da tua figlia, non pensare a me quando sei con loro, dedicagli tutto il tuo tempo libero, se lo meritano, hai una bella famiglia, mi ricordo quando me le hai presentate, anzi grazie di avermi coinvolto, mi fa piacere sapere di appartenere con il cuore a qualcuno, da quando mi hanno appesa qui sento la nostalgia della mia amata terra Italia, io sono Italiana e anche se risiedo qui rimarrò per sempre italiana, tu questo lo sai mi capisci e lo approvi. Buona notte Carlo»
Carlo «Si ti do la buona notte anche io riposa tranquilla qui nessuno verrà a disturbarti, domattina sarò di nuovo accanto a te e potremmo di nuovo raccontarci tante altre storie. buona notte Lisa»
Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.
MARIO Oggi per la prima volta ho portato mia figlia Stella al circo, infatti in paese è arrivato con tanti animali e giocolieri, Lei si è divertita da matti, è la prima volta che esco da solo con lei, il lavoro adesso lo devono fare i figli maschi.
FABIO (figlio di Mario) Ora che sono padre, sento tutta la responsabilità della famiglia, il bambino cresce bene, solo che io ora devo andare sempre nei campi perché mio padre dice che è stanco, però il tempo di passare con mia sorella Stella lo trova sempre, mia moglie fortunatamente, riesce sempre a calmarmi a non farmi litigare con lui o con mio fratello Luigi che da quando si è fidanzato passa più tempo con lei che nella vigna. voglio vedere quando ci saranno da divedere i frutti della terra cosa si inventerà
FRANCESCA Questi ragazzi non riesco più a tenerli, sono irrequieti, portano i capelli lunghi, sembrano degli straccioni, hanno i pantaloni larghi, che orrore. La cosa più grave è vedere Marina sempre davanti allo specchio, vuole farsi la doccia tutti i giorni, invece che una volta alla settimana come mi hanno insegnato i miei genitori. Questa gioventù moderna non la capisco, vorrei che Stefano fosse più energico con loro, invece quando mi lamento se ne va in un’altra stanza, non vuole sentire lagne, così dice, solo Marina riesce a sconfiggere la sua indifferenza, infatti sempre più spesso la uso come intermediaria. Le cose tra me e Stefano non vanno tanto bene, inoltre mi sembra sempre più pallido, come se stesse male, solo che lui non si lamenta, e non so cosa pensare.
MARINA Ieri parlando con una amica mi sono confidata, le ho detto che forse sono diventata “signorina”, mia madre non mi ha mai parlato di questo, come se fosse un tabù, ho dovuto scoprirlo da altre persone, non capisco perché lei non ne parla come se fosse una vergogna, io non so che pensare, alla fine mi sento sempre inadeguata, mi sgrida se mi lavo, mi sgrida se mi guardo allo specchio per controllare i cambiamenti del mio corpo, mi sgrida se mi vede parlare con i “maschi”, come dice lei, insomma non so mai come comportarmi, le amiche sono libere parlano di ragazzi, di mestruazioni , di gonne corte, figuriamoci se io posso portare una gonna sopra il ginocchio, ho addirittura ancora i calzettoni e le trecce.
ENRICO Anche questa mattina mi sono svegliato con le urla di mia madre contro mia sorella, guardandola mi accorgo che sta diventando grande, le sono cresciuti i seni, ha perso il modo di comportarsi da maschiaccio, non rompe più le scatole per giocare con noi. Non so perché litigano tanto quelle due, intanto io sto pensando di cercarmi un lavoretto, come si dice da noi “devi imparare un mestiere”, di studiare non ne ho voglia. Mio padre, quando riesco a parlarci mi da ragione, anche mia madre è d’accordo. Ho un fratello più grande oltre a Giulio che già lavoricchia, Paolo, ma lui si sente il capofamiglia e la fa un po’ da padrone, ma di lavorare non se ne parla, ha grandi idee in testa, chissà cosa vorrà fare da grande!
PAOLA Ora che Maura si è sposata sono più tranquilla, anche Luisa sta preparando le nozze. quando le avrò sistemate tutte e tre, andrò a fare visita a Francesca che vive a Napoli, è tanto che non la sento, sono preoccupata perché mi è arrivata voce che Stefano non sta bene, non so cosa abbia, ma se lei dovesse restare vedova sarebbe un bel guaio con quattro figli da crescere.
MARIO LUIGI (figlio di Mario) Sono innamorato, la ragazza dei miei sogni l’ho incontrata qui quando lei è venuta in vacanza, e si questo posto che era dimenticato da Dio ora è meta di turisti, viene tanta gente per il mare, per l’aria buona, per le montagne che contornano i nostri confini, sono felice, e quando Fabio mi rompe perché devo andare a coltivare la terra, lo picchierei, io ho tante idee per la testa, bisogna sfruttare il mare e il turismo, invece di spaccarsi la schiena a coltivare questa terra che a volte è avara. In fondo lui ha un figlio da crescere io devo pensare solo al mio futuro e ad Annalisa che ha due occhi azzurri come il mare
FRANCESCA Stefano mi preoccupa, lo vedo sempre più pallido, gli ho consigliato di andare dal medico, ma non ne vuole sapere, dice che sta bene, a me non sembra, è sempre più debole, ma lui è un uomo “duro” figurati se ammette di essere malato…speriamo bene…ho quattro figli da crescere…
PAOLO (figlio di Francesca) Guardando mio padre, mi sembra di vederlo più pallido del solito, gli ho chiesto se stesse bene e lui si è pure arrabbiato, poi mi ha detto che devo trovarmi un lavoro e imparare un mestiere come già stanno facendo i miei fratelli più piccoli sia Giulio che Enrico. Non si rende conto che il mondo sta cambiando, non siamo più nel paese, ora si ha voglia di novità di crescere, e non di andare in fabbrica per 12 ore al giorno con una paga da fame, una paga che ti da appena la sussistenza, io ho grandi ideali, non mi posso accontentare di questa vita di sopravvivenza!
GIULIO Ho sentito mio padre sgridare a Paolo, era ora, solo perché è il più grande si sente in dovere di comandare a noi fratelli, la colpa è di nostra madre che lo vizia, lo sappiamo tutti è il suo preferito, il “cocco di mamma”, a lui è permesso tutto anche di non andare a lavorare come stiamo facendo io ed Enrico…meno male che esco da casa presto e torno tardi così ho poche occasioni di incontrarlo.
MARINA Adesso ci si mette pure Paolo a sgridarmi, colpa di mia madre che lo istiga contro di me, mio padre mi lascia fare tutto ciò che voglio, invece lui sempre a controllarmi, non basta Enrico che vorrebbe sempre picchiarmi, fortuna che ho dalla mia parte Giulio, lo adoro, è il mio fratello preferito, con lui mi sento protetta e amata.
PAOLA Domani prendo il treno e vado a trovare Francesca, le notizie non sono buone, Stefano sta peggiorando ogni giorno di più, non capisco perché non lo portano in ospedale, mia sorella è rimasta con la mentalità del paese.
Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.
MARIO Ho visto di sfuggita mia sorella Paola, che strano non sia venuta a trovarmi, lei è molto più tranquilla di Francesca, e non mi avrebbe mai chiesto di essere ospitata, forse perché ha saputo del bisticcio tra me e Francesca. Io non ho tempo da perdere con loro, tra il lavoro, la famiglia che diventa sempre più grande non posso pensare anche a loro, in fondo sono andate via per cercare fortuna altrove e se non l’hanno trovata peggio per loro.
FRANCESCA Marina mi preoccupa, mi sembra che diventi sempre più grande giorno per giorno e con la crescita devo sopportare il suo carattere che con il tempo non è certo cambiato, anzi direi che è peggiorato. Ho come l’impressione che le stiano già crescendo piccole mele, spero che sviluppi più tardi possibile, è strana, a volte si chiude in camera a leggere, ma a cosa le servirà mai leggere tanto, non la capisco, a volte invece vuole sempre uscire, stare fuori con le amiche e con la vicina di casa, sono coetanee, ma sono così diverse. Il mondo sta cambiando, ma io non sono pronta e non sono pronta ad affrontare i ragazzi che diventano anche loro ribelli e capelloni, dove andremo a finire.
PAOLA Sono tornata a casa a Milano, anche se qui non c’è il mare, ormai mi sento più a mio agio, al paese non sopportavo tutta quella gente di città che si crede padrona, solo perché spende i soldi da noi, ma che ci consideravano comunque “Terrone”. Mi figlia Maura si è fidanzata ieri mi ha presentato il suo ragazzo, mio Dio aveva i capelli lunghi, dicono che ora vanno di moda così, io non mi ci raccapezzo, Luisa invece aveva una gonna così corta che ho pensato subito “se ti vede tuo padre”, le arrivava sopra il ginocchio, meno male che l’altra Stefania è più tranquilla, lei pensa solo allo studio.
MARIO Fabio sposato, Luigi fidanzato, Maria non so ma la vedo sempre parlare sottovoce con la madre, chissà cosa avranno da dirsi, spero non sia niente di compromettente, non vorrei cacciare di casa questa ragazza, ma se dovesse fare qualcosa di sconveniente non avrà scrupoli a cacciarla, invece Stella è proprio un amore, ho fatto bene a chiamarla Stella, sempre sorridente, allegra, non fa altro che abbracciarmi e baciarmi, mi sento sciogliere quando la vedo, sarà una magnifica ragazza.
FRANCESCA Oggi per la prima volta Marina non è voluta uscire con me a trovare una mia lontana parente.
MARINA (figlia di Francesca) Mia madre non la capisco, vuole sempre tenerti attaccata alle sue gonne, io non lo sopporto, mi sento grande e voglio stare con le mie amiche a giocare e a parlare dei ragazzi, Oggi dovevo uscire con lei a trovare dei parenti che sono venuti ad abitare vicino a noi, ma mi annoiano, sono così vecchi dicono sempre le stesse cose “come sei cresciuta” come ti sei fatta bella! studi? come vai a scuola? che pizza e poi vogliono sempre sbaciucchiarmi, ma che schifo! Ma, visto che mia madre è molto severa devo fare buon viso a cattivo gioco, sorrido e non accetto mai caramelle se prima lei con lo sguardo non mi da l’approvazione. Quanto vorrei essere grande e fare quello che voglio.
ENRICO (figlio di Francesca) Questa mattina sono stato svegliato dalle urla di mia madre, che se la prendeva con Marina, chissà cosa avevano da gridare tanto, certo Marina ha una lingua!!, non posso darle torto del tutto, visto che nostra madre è severissima, ma lo è soprattutto con lei, la vorrebbe tutta femminuccia, ordinata con i capelli legati, silenziosa e ubbidiente. Solo che lei è esattamente il contrario, gioca con noi come se fosse un maschiaccio, è sempre in disordine e spettinata, ha una lingua che spesso mi viene voglia di picchiarla, per sua fortuna Giulio la difende sempre, e guai a chi gliela tocca, che pizza, invece di dare ragione a me che sono maschio difende lei, è più protettivo di papà, forse perché lui è sempre al lavoro e quando è a casa si chiude in camera a cantare e a suonare, l’ho visto anche dipingere le pareti della camera da letto, boh.
GIULIO (figlio di Francesca) Che baraonda in questa casa non si fa altro che urlare, mia madre sempre con Marina, Giulio che la vorrebbe sempre prendere per i capelli, devo sempre stare all’erta perché non le facciano del male, io adoro mia sorella anche se ha una lingua lunga, ma sono contento che sia così, il mondo sta cambiando, solo che mia madre non se ne rende conto e tratta Marina come se dovesse essere sottomessa a noi maschietti, non ha capito il vero carattere della bambina!
PAOLA La prossima settimana Maura si sposerà meno male un pensiero di meno, ultimamente la vedo strana, dicono che sia il mondo che cambi, io ho paura che faccia qualche sciocchezza, mi sono tranquillizzata solo perché sta preparando le nozze, invece quelle gonne corte su Luisa non mi vanno giù, ma oramai le ragazze fanno quello che vogliono, non ubbidiscono più, non ascoltano nemmeno più il padre, dove andremo a finire.
Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.
MARIO Sono diventato nonno da parte di Fabio, la famiglia cresce, ora anche Luigi è fidanzato, sto abbandonando la terra ormai coltivo solo quello che ci serve per vivere, sono stanco, mi vorrei riposare, e poi oggi ci mancava la chiamata di Francesca, vuole venire nel paese e mi ha chiesto una stanza dove poter soggiornare per la settimana che si vuole fermare. Le ho risposto che la casa non è disponibile, una parte l’ho data a Fabio che ora ha un bambino, l’altra ala l’ho destinata a Luigi che sicuramente vorrà sposarsi come il fratello e mettere su famiglia. Come le ho detto che non potevo ospitarla è diventata una furia, accusandomi di ladrocinio, come se non avessi fatto tanti sacrifici per avere questa casa, che se anche è spaziosa e ha tante stanze serve per la mia famiglia.
FRANCESCA Mio fratello Mario diventa sempre più insopportabile, con Stefano avevamo deciso di andare a trovare i suoi parenti che abitano accanto al paese della mia nascita, pertanto ho chiamato Mario dicendogli che sarei venuta per una settimana, e che avrei gradito dormire nella casa dei nostri genitori, visto che non mi posso permettere un albergo Mi ha risposto che lui non poteva ospitarmi, la casa era occupata dai suoi figli, e dovevo arrangiarmi in un altro modo. Non ci ho visto più dalla rabbia, gli ho gridato per telefono che era un ladro, che si era appropriato dei beni dei nostri genitori e da questo momento avrei combattuto per avere ciò che mi appartiene per il bene dei miei figli.
PAOLA Mi hanno riferito che Francesca voleva andare al paese a trovare i parenti di Stefano, e aveva chiesto la casa a Paolo, ma lui le ha risposto picche. Posso solo immaginare la rabbia di Francesca.
MARIO La mia bambina più piccola Stella, ha espresso il desiderio di andare a scuola, è molto intelligente, non ho dato a nessuno dei miei figli questo sfizio, ma con lei non riesco ad essere duro, in fondo le cose stanno cambiando anche in questo paese dimenticato da Dio. La mia famiglia sta crescendo, io non ho più la forza di lavorare nei campi e nella vigna, ora ci vanno i miei due figli maschi che però devono pensare anche alla loro famiglia, Maria è ormai una signorina anche lei, aiuta molto la mamma nelle faccende, va bene così, non vorrei mi venisse a dire che vuole sposarsi, dovrei preparare il corredo e il denaro necessario per il matrimonio. Non è che non voglia ma se penso a quanti soldi sprecati mi prende un colpo. Eppoi c’è sempre Francesca che quando meno te lo aspetti, mi chiama e ha delle pretese. ma io sono un duro non cederò di certo.
FRANCESCA Oggi affacciandomi alla finestra mentre sciorinavo il bucato, ho visto i miei ragazzi giocare nel cortile, mi sono resa conto di quanto erano cresciuti, ho visto i loro pantaloncini sempre più corti, sono tutti sani è una bella soddisfazione vederli crescere così. Anche la bambina Marina cresce a vista d’occhio, con lei mi sbizzarrisco a metterle dei bei vestitini da femminuccia, ma per la miseria, non c’è verso di tenerla in ordine e pulita, mi sembra quasi di avere quattro maschi, gioca sempre con loro anche se si picchiano lei è la peggiore, ha un carattere di ferro. Ammetto che io non sono tenera, sto educando questi ragazzi con il pungo di ferro, ma lei è capace di sfidarmi ogni volta, non so se usare la cinghia o le buone maniere. Marina si scioglie solo con il padre che stravede per lei, allora la vedi che diventa femmina, fa due moine, due smorfie e Stefano cade ai suoi piedi. Mi farà disperare!
PAOLA Avevo voglia di tornare al mio paese, sono andata ma non ho chiesto ospitalità a Mario, tanto lo so che non mi avrebbe accolta, ricordando la risposta che aveva dato a Francesca. Il paese sta cambiando, dove una volta era desolato, ora vedi frotte di turisti che si recano al mare, in fondo abbiamo un mare cristallino proprio a due passi dal paese. Mio marito Sergio, non ha fatto che criticare le giovani donne che passavano per la piazza del paese, ma si sa lui è rimasto indietro con i tempi, e non accetta che ci sia questo cambiamento, che sta accadendo in tutto il mondo, siamo negli anni 60, tutto cambia meno che lui e mio fratello. volevo andare a trovarlo, ma la paura di essere accolta in malo modo mi ha frenata. Le mie figlie non sono venute con noi ormai sono grandi e indipendenti, e non amano questo paese, il mio paese.
Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.
Questa mattina mi sono svegliata con una strana sensazione, c’era il sole ma era come soffocato da una nebbia leggera. Mi devo alzare, devo andare a scuola, frequento il secondo liceo, non sono una secchiona, ma nemmeno l’ultima della classe; questo cielo è strano questa mattina, sono pensierosa oggi ho un’interrogazione, chissà come andrà. Sul mio comodino c’è il biglietto della lotteria, ho chiesto a mia madre di comperarmelo, è il mio unico vizio e mi ha accontentata. Prima di andare a scuola voglio controllare se sono usciti i miei numeri, lo so che è difficile, ma ogni anno non posso fare a meno di tentare la fortuna. Ho grandi sogni per il mio futuro, mi piace disegnare abiti e vorrei tanto poter diventare una grande stilista, e diventare così tanto ricca da potermi permettere di avere un atelier tutto mio, con il mio nome scritto a caratteri cubitali, certo non con il mio di nome Clara Bianca, ma con un nome adatto alla moda. Mi piacerebbe disegnare abiti per persone come me, io non sono magra ma piuttosto in carne, per non dire grassa, ma non per questo non amo vestirmi bene ed elegante. Purtroppo per colpa della mia “ciccia”, mi sento un po’ discriminata, infatti anche se non lo dicono forte, quando passo a scuola, le mie compagne di classe, ridacchiano e mi chiamano la “cicciona”, anche se non lo sento chiaramente, so che lo dicono, specie quando ci sono in giro i maschietti della nostra classe, specialmente con Alessio, a cui ho donato il mio cuore, senza essere corrisposta. Certo lui nemmeno si sogna di uscire con me, anzi quando si trova con le altre ragazze, sono sicura che mi prende in giro pure lui. Io soffro, vorrei tanto poter far parte del loro gruppo, ma non mi vedono nemmeno se non per prendermi in giro. A volte fantastico sulla ricchezza, su come potrei spendere tanti soldi, oltre che comperarmi tanti vestiti, li disegnerei. Va beh mi vado a preparare, però prima controllo i numeri sulla TV. Incredibile sono uscite le prime due lettere, sono le mie, comincio a sospirare, poi escono gli altri numeri, il 5, è il mio, che bello, e poi esce il 2, anche quello è il mio, sorrido scettica, esce il 7 oddio , il mio cuore manca un colpo! e poi ancora il 7 , comincio a tremare, non sarà!!! non illuderti, aspetta gli altri numeri, esce il 9, ora veramente il mio cuore ha smesso di battere!, manca un numero, comincio a pregare, fa che sia così, io non prego mai, ma questa volta Gesù ti prometto che verrò tutte le domeniche a messa. Esce di nuovo il 2, oddio è il mio! Ho vinto davvero, non so se gridare o stare zitta, sento il cuore che batte all’impazzata. Ho veramente vinto 500milioni di euro? lo devo dire a mia madre, no meglio di no, che faccio? a scuola oggi non vado, si ma dove vado e cosa dico a mia madre? anche se non vado la professoressa è capace che chiami in casa, no, non posso rischiare. Mi faccio una doccia per cercare di calmarmi, ho la mente in subbuglio, non riesco a decidermi, e poi, penso, certo che vado a scuola e voglio guardare i miei compagni con altri occhi, con la consapevolezza che IO SONO RICCA e quando avrò finito la scuola, li potrò rincontrare e mostrare a loro tutto il mio splendore, anche con un po’ di ciccia. Sì, ma loro non sanno della mia ricchezza e continueranno a prendermi in giro. No, questa volta mi mostrerò a loro, non con gli occhi bassi, come ho sempre fatto, ma con una nuova coscienza e consapevolezza. Io non sono meno di loro e poi che Alessio, Dio quanto è bello! lo sogno di notte e so che quando sarò ricca mi guarderà con nuovi occhi e si innamorerà di me, ma io allora lo snobberò, che soddisfazione! E l’insegnante? non posso dire che è cattiva, però mi interroga sempre quando non sono preparata, ma che mi legge nel pensiero? Ecco ora sono pronta, prendo lo zaino e penso freneticamente che faccio con il biglietto, non posso lasciarlo incustodito, ma nemmeno lo posso portare con me, Dovrei portarlo in una banca? e affidarmi ad un avvocato che mantenga il mio anonimato? Ma forse dovrei dirlo a mia madre, e se poi lei me lo toglie per metterlo da parte per quando avrò 18 anni, e no, non posso permetterlo, io li voglio subito, devo realizzare tutti i miei sogni. Ahhhhh vedo il mio Atelier, vedo già i vestiti appesi, le commesse che cercano di fermare le tante clienti che si affannano a comperare i miei vestiti; ed io li a guardare e a complimentarmi con me stessa per il successo. Senza falsa modestia sono brava a disegnare abiti di moda mi sono sempre cimentata a cucire e a disegnare abiti per le mie bambole, è una mia dote naturale Almeno quella non me la leva nessuno, non sono nemmeno molto alta, sono sovrappeso e ho un viso e un portamento banale, ma so che ho una grande mente e una grande fantasia. Questo mi aiuterà a sopportare questo momento della mia crescita, così difficile e complicata. Spalanco la finestra, che luce strana questa mattina, entra come una nebbia che mi avvolge, mi sento un po’ strana, sarà per la vincita o per il tempo? Ora devo affrettarmi per andare a scuola, dovrò affrontare Stella, quella strega che fa gli occhi dolci ad Alessio, la picchierei, ma lei me lo fa apposta a sorridere a lui e a bisbigliare quando entro in classe. Clara, Clara, ma non sei ancora pronta, ecco la voce di mia madre, mi arriva soffocata, come se venisse da molto lontano, Boh! Clara, Clara, ma sei ancora a letto? Lo sai che ora è, sbrigati ad alzarti, ti devi ancora preparare, muoviti che fai tardi a scuola. Quella voce così ovattata che arriva da lontano, ma che dice, io sono pronta! perché vuole che mi svegli e mi prepari? Clara, Clara, insomma, mi tira via le coperte…Le coperte!!, ma io sono già pronta. Ora la stanza è piena di sole, mia madre ha aperto la finestra, non c’è più la nebbia che mi avvolge. Mi sento strana, mi alzo dal letto me sembro uno zombi, che mi succede? Tutto mi sembra irreale, mia madre, la stanza, il mio letto, la finestra, il sole, Un pensiero improvviso! corro dal mio biglietto vincente! o NO era tutto un sogno, non sono ricca e non lo sarei stata con la vincita del biglietto. Mi metterei a piangere, tutti i miei sogni infranti in un momento. Avevo fatto solo un sogno, che delusione, guardo mia madre e mi viene di nuovo da piangere, non sono ricca, non sono famosa, non sono bella e ben vestita. Sono solo io, una ragazza che sta crescendo, che ha fatto un sogno ma da cui si deve svegliare. Ebbene che questo sogno si realizzi. Da oggi tutti i miei sforzi saranno concentrati sul mio obiettivo. Voglio essere e sarò una stilista di moda, molto famosa, non so se con questa professione diventerò ricca, ma sicuramente sarò più sicura di me. Accetterò il mio corpo per quello che è e lo amerò senza desiderare di essere diversa. Credo che il mio sogno di vincita e di ricchezza si sia avverato, infatti anche se non di denaro posso dire che sono molto RICCA dentro di me e con una nuova consapevolezza del mio valore come persona e non come involucro, Ecco i miei numeri vincenti AB 527792
Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.
MARIO E si Fabio è innamorato, la ragazza la conosco è una brava figliuola, solo che se lui va via mi rimane solo un figlio per aiutarmi nei campi. Sto pensando anche di lasciargli una parte della casa dei miei genitori, se vuole mettere su famiglia, lo aiuterò come posso. In fondo le mie sorelle hanno capito che con me non c’è trippa per gatti e non si sono più fatte sentire per reclamare “la roba” e comunque avrei fatto quello che ritengo giusto per me.
FRANCESCA Mi sono giunte voci dal paese, che Mario ha dato una parte della casa dei nostri genitori al figlio maggiore Fabio. Non si è curato nemmeno di avvertire me e mia sorella Paola, come se non esistessimo, e non avessimo nessun diritto PAOLA Mi ha chiamato Francesca, quando lei chiama è per lamentarsi di qualcosa, ma questa volta aveva ragione, mi ha messo al corrente che Paolo infischiandosene di noi ha dato una parte della casa al figlio Fabio che vuole sposarsi, Era furiosa, lo sono anch’io ma non me la prendo più di tanto, lo so che Mario è sempre stato un despota. Da una parte penso alle mie figlie dall’altra non voglio litigar con nessuno, poi Sergio se sente parlare della mia famiglia…lasciamo perdere…io sto qui buona buona vedrò come si comporta Francesca
MARIO Oggi si è sposato Fabio sono contento spero facciano figli maschi, anche se ultimamente le cose sono cambiate, i giovani fanno sempre meno figli, dicono che costano troppo, ai miei tempi queste cose nemmeno ci passavano per la testa. Sono sempre più stanco la terra mi toglie tutte le forze, a volte mi porto sui campi Stella, non certo per farla lavorare, io l’adoro, ma per viziarla e stare con lei quando nessuno mi vede, mi sento in imbarazzo se mi vedono giocare con lei, invece quando siamo nei campi riesco anche a rotolarmi sull’erba con lei, è un amore è bella e simpatica, sarà la mia gioia.
FRANCESCA Avrei voluto una sorella più decisa, Fabio mio nipote si è sposato e suo padre non si è nemmeno degnato di chiamarci per il matrimonio, è proprio uno zotico, Paola poi piagnucola quando le dico le cose come stanno. Vorrei tornare al paese per reclamare quello che ci appartiene ma con una sorella cosi vigliacca mi riesce difficile lottare, a parte che sono talmente stanca, con quattro figli e una casa da mandare avanti è veramente dura, con un marito che di casa se ne infischia, i figli sono per lui solo un passatempo, con la piccola è diverso, anche se lei è indemoniata, lui quando la vede non riesce ad ignorarla ci gioca l’abbraccia, la porta a spasso, certo bella è bella, è una miniatura tutti ci fermano per strada per farci i complimenti, peccato che non sta ferma un minuto.
PAOLA Mi è giunta voce che Fabio si è sposato, Mario non si è degnato di chiamarci per farcelo sapere, l’ho saputo da una vecchia conoscente del paese, e da Francesca, che sa sempre tutto, chissà come fa, visto che ha poco tempo con quattro figli da crescere. Io al matrimonio di mio nipote sarei andata, ma non so perché Mario non ci ha avvertiti, forse aveva paura di dover di nuovo parlare della “roba” dei nostri genitori, o forse aveva paura di doverci ospitare visto che non abbiamo nemmeno più un posto dove pernottare, incredibile, tornare al paese e non sapere dove andare, questo fratello è assurdo, ha ragione Francesca.
Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.
MARIO E’ nata una femmina, sono molto arrabbiato con Teresa, che non riesce a darmi un altro maschio, però è carina non assomiglia all’altra bambina questa ha gli occhi chiari come mio padre è l’unica della famiglia con questi occhi celesti come il cielo, ma sempre femmina è , non vorrei affezionarmi troppo, ma ha un boccuccia a forma di cuore che ti viene voglia di baciarla ogni momento, ma non posso farmi vedere così tenero con Teresa, specialmente con gli altri figli, penserebbero che mi sono rincitrullito e non mi porterebbero più il rispetto che mi devono. la bimba la chiamerò Stella perché sembra davvero una stella.
FRANCESCA Questa nuova nata mi sta facendo impazzire, non fa altro che piangere e lamentarsi, non so più come fare con lei, Stefano è sempre al lavoro e non mi aiuta e quando è in casa la fa da padrone pensa solo a divertirsi con gli amici, io sono sempre nervosa non facciamo che litigare ultimamente. Devo darmi una calmata, so che essendo donna devo sopportare ma il mio carattere ribelle me lo impedisce, avrei voglia di strozzarlo, ogni tanto ci provo a mettergli in braccio questa ultima nata, Marina, che è indemoniata, ma lui mi ripete che curare i figli è compito della donna e mi lascia con la rabbia in corpo e con una stanchezza che non riesco a recuperare. Sarebbe stato bello avere qui mia sorella per poter condividere con lei i miei crucci, ma dal funerale di nostro padre non l’ho più sentita né vista, sembra che mi sfugga, come se avesse paura di me. Beh, forse da piccole non sono stata tanto gentile con lei, la picchiavo spesso ma lei era troppo piagnona e io non la sopportavo, anche perché dovevamo difenderci da nostro fratello, ma se non lo facevo io, lei subiva silenziosamente.
PAOLA Oggi volevo chiamare Francesca e farle gli auguri, finalmente è nata una femmina, ma poi ci ho ripensato, non abbiamo mai avuto un buon rapporto da bambine e poi non la sento da quando ci sono stati i funerali di nostro padre. Chissà se ha sentito Mario, e se gli ha chiesto ancora della divisione della casa e della “roba”. Io non ho più sentito nessuno come se non avessi una famiglia, a volte mi spiace, mi sarebbe piaciuto parlare del più e del meno con Francesca senza arrivare ad alzare la voce, ma lei è sempre stata prepotente e non credo sia cambiata con il tempo. Ora ha quattro bambini, immagino la fatica per crescerli, vorrei confortarla un pò Magari un giorno la chiamo…
MARIO la bambina più piccola è la mia gioia, vuole sempre stare con me, mi sono quasi rimbambito, i maschi ora lavorano assieme a me alla terra, mi sembra che Fabio inizi ad interessarsi troppo alle ragazze, meno male che è un maschio, se fosse stata una delle bambine l’avrei già rinchiusa in un collegio di monache, con me non si scherza, devono filare tutti dritti.
FRANCESCA Ecco volevo tanto una bambina ed è venuta bella come il sole ma indemoniata, è sempre agitata, mi fa impazzire piange, si lamenta, vorrebbe essere già indipendente, ma non si regge ancora sulle gambe, i fratelli l’adorano e la viziano il padre poi pende dalle sue labbra, anche se poi gli chiedo di guardarla fa finta di non capire. Quando la bambina, Marina, l’abbiamo chiamata così, si agita più del solito lui che fa? ride si diverte specie quando lei gli fa gli occhi dolci, sarà la mia disperazione ne sono sicura.
PAOLA Oggi ho chiamato Francesca, volevo sapere come andavano le cose da lei in fondo ha quattro figli, non sono pochi, ed ho saputo che l’ultima è una vera peste, non la tieni con nulla, se lo merita in fondo per come mi ha sempre trattata. Così mi ha raccontato un po’ delle sue disavventure familiari, e di come Stefano diventa sempre più distante. Io non mi posso lamentare ho due figlie ormai grandi di cui sono proprio orgogliosa, un marito lavoratore che non mi fa mancare nulla, mi manca solo un po’ di libertà, mi piacerebbe avere delle amiche ma con il marito che mi ritrovo la vedo dura…