Capitolo 16

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

STELLA
Ho sentito mio padre e mi ha detto che mia zia Francesca sta molto male, forse prendo il treno e la vado a trovare, così potrò conoscere anche mia cugina Marina, dicono che ci assomigliamo, so che i nostri genitori non si parlano ma noi non c’entriamo nulla con le loro beghe, a me le faide di famiglia non interessano, anzi vorrei conoscere tutti i miei cugini.
Ho sentito tanto parlare anche di Paolo, anzi all’inizio ne ho sentito parlare malissimo, ora invece dicono che sta facendo fortuna e che sta diventando ricco, è interessante, mi piacerebbe conoscere la sua storia, vorrei conoscere anche Giulio ed Enrico, voglio vedere con i miei occhi se è vero che Giulio assomiglia a mio padre.

PAOLO
Sono dovuto tornare a casa di corsa perché ho saputo che mia madre è in ospedale è grave, spero di fare in tempo a salutarla.

MARINA
È tornato Paolo ma troppo tardi mia madre è morta, è morta mentre io ero in fabbrica, mi sento in colpa, perché non me ne sono accorta che stava così male? Perché litigavamo sempre? Possibile che non abbiamo mai trovato un punto di incontro? sono spaesata, non so che fare, sono impegnata in una lotta sindacale e sono impegnata con la testa nella mia nuova situazione di orfana, ora anche di madre,
non so cosa farò della mia vita. Non mi rassegno a questo ruolo, se è riuscito Paolo a volare, volerò anche io.

STELLA
Oggi al funerale di zia Francesca ho conosciuto i miei cugini, certo non è stata una bella circostanza, ma è stato bello potersi abbracciare dopo tanto odio, ho chiamato mio padre e le ho dato la triste notizia, chissà se è davvero dispiaciuto, mi è sembrato indifferente, in fondo era sua sorella, non riuscirò mai ad entrare nella mentalità del paese, io sono diversa, voglio diventare amica di Marina, mi è sembrata una persona simpatica e disponibile alla discussione, aspetterò che passi un po’ di tempo ma dopo il funerale voglio rincontrarla.

MARINA
Paolo è ripartito, mi ha proposto di andare a vivere a san marino dove lui ora lavora, ha trovato una ragazza e presto si sposerà, io non posso abbandonare la mia casa, né le mie lotte, sono sempre più impegnata, credo nella giustizia umana e divina, e so che quello che sto facendo avrà un riscontro, ma intanto qui si soffre, dormiamo per terra con dei materassi che ci hanno procurato i sindacati, cuciniamo per tutte ma non è facile con tante teste che ragionano in modo differente e con abitudini diverse è un incubo, ogni giorno, doversi confrontare con le altre e con il mondo esterno è dura.
La cosa bella di tutta questa faccenda è che ho conosciuto mia cugina Stella, lei è la figlia di mio zio Mario che ha rifiutato l’eredità sia a mia madre sia a zia Paola, ma sento che lei è differente, capisce che siamo stati vittime di suo padre e di una sua grande ingiustizia.
Appena finisce questa storia della fabbrica, voglio rivedere la faccenda eredità, ne parlerò con i miei fratelli e vedrò di avere giustizia, lo voglio fare anche per mia madre che ha combattuto tutta la vita per questo.

Capitolo 15

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

MARINA
Oggi una mia amica mi ha portato a lavorare in una fabbrica di camiceria, la paga non è da fame come nel negozio del mio dottore di famiglia, ma l’orario anche qui è pazzesco, non hai tempo nemmeno di uscire una volta con le amiche, si lavora 6 giorni alla settimana dalle 8 alle 18,00 d’inverno è già notte, ma pazienza anche se a volte mi sento soffocare, dai ritmi assurdi, ieri una collega è andata in bagno e c’è rimasta 10 minuti l’hanno multata, come se andare in bagno ed avere le mestruazioni fosse una colpa…avrei voglia di mandare tutto all’aria ma non posso permettermelo, devo sopportare, ma fino a quando?

STELLA
Evviva ora abito a Roma, ho trovato un lavoro certo con la raccomandazione altrimenti qui in Italia non si va da nessuna parte ma sono contenta, finalmente sono libera, qui la vita è diversa non è come in paese che tutti ti conoscono e non puoi fare un passo che subito ti additano, qui non mi conosce nessuno e posso fare quello che voglio, lavoro in una azienda grande, siamo in tanti e le colleghe sono gentili con me, mi hanno invitata ad uscire con loro.
Vado molto volentieri, anche perché qui non si fanno distinzioni su maschi e femmine, qui si esce tutti assieme, non come al paese che se ti vedono uscire con un ragazzo subito sparlano…sono proprio soddisfatta.

FRANCESCA
Sono stanca, ultimamente più del solito, forse non ero abituata a lavorare così, domani vado dal medico, spero di non essermi ammalata.
Marina non ha sentito ragioni ha deciso di andare a lavorare in fabbrica, a me non stava bene, reputo la fabbrica un posto non adatto a lei, voleva tanto fare la scrittrice ed ora cuce tutto il giorno per una paga da fame, non la capisco proprio, mi dispiace anche perché non legge più tutti quei libri come faceva prima, ora non ha certo tempo, e il poco tempo lo dedica ad uscire con le amiche, spero che non esca con i ragazzi, ma io la tengo d’occhio anche se oramai è una ragazza, ma proprio per quello devo essere più attenta, ho chiesto anche a °Giulio ed Enrico di tenerla d’occhio, ma Giulio ormai è risaputo la difende sempre, mentre Enrico non la vuole portare con se e con i suoi amici, sempre in competizione quei due, Paolo ormai è lontano, ma quando mi chiama mi dice che sta facendo fortuna, lo spero per lui, mi da tanta preoccupazione, e sono dispiaciuta di non averlo più in casa, ma si sa i figli crescono e se ne vanno per la loro strada.

PAOLA
Ieri ho chiamato Francesca per sapere come stava le voci di corridoio mi parlavano di una brutta malattia, spero siano solo chiacchiere, lei mi è sembrata più stanca del solito, ma ha negato di essere malata, testa dura, spero abbia ragione,

MARINA
Vedo mia madre sempre più stanca mi spiace non poterla aiutare di più, ma oltre che lavorare in fabbrica per 12 ora non so come altro fare, forse dovrebbe vedere un medico, ma quando le chiedo come sta, dice sempre “bene” non preoccuparti, sarà!!
Intanto qui in fabbrica le cose si complicano sono momenti di lotta, gli operai si sono svegliati dal letargo e iniziano a reclamare i loro diritti, a me non sembra vero, con l’animo che mi ritrovo! Vedere tante ingiustizie mi fa star male, e sapere che altri la pensano come me, mi dà la carica giusta per ribellarmi.

Ormai il fermento e la “rivoluzione” come la chiamo io è alle porte, ci sono fabbriche che chiudono, fabbriche che scioperano, fabbriche che occupano, c’è un via vai di persone di partito che vengono a parlare con noi operaie per “svegliarci” come dicono loro.

Io sono pronta a svegliarmi, non so nulla di partiti politici, sento solo l’ingiustizia di comportamento, siamo trattate come oggetti da sfruttare, e che dire della disparità di stipendio tra uomini e donne? Con che scusa loro vengono pagati di più anche facendo lo stesso lavoro Non lo capisco, certamente sto vivendo un momento storico, siamo nei   “bollenti anni 60”.

Mi sento come una eroina che sta lottando per la giustizia e per le discriminazioni, siamo poco più che bambine, ma con una grinta, solo che quando ne parlo in casa devo combattere anche con la loro discriminazione, mia madre mi disapprova, Paolo per fortuna è lontano, Enrico nemmeno mi guarda, solo Giulio come al solito è dalla mia parte.

Qui le cose si complicano credo che i partiti che ci sostengono parlino di “occupazione”, ma cosa vogliono dire? Sono preoccupata.

FRANCESCA
Non sto molto bene dovrei avvertire Paolo, so che ora ha messo su un azienda, sono felice e orgogliosa di lui, in effetti aveva ragione a voler fare di testa sua, ma qui ho bisogno di un uomo che mi sostenga, Marina testa matta ha deciso di “occupare” la fabbrica dove lavora, sono frastornata, non è certo quello che mi aspettavo da lei, Giulio le dà ragione come sempre e anzi la sostiene sia a parole sia in denaro, non le fa mancare nulla, dorme fuori casa, per me è inconcepibile, anche se so che sono solo donne/bambine sono preoccupata, se c’era il padre sicuramente non l’avrebbe lasciata libera, ma io ora sono troppo debole per contrastarla, speravo in Paolo ma lui è lontano…

Io sto sempre più male.

Capitolo 14

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

STELLA

Che bello ho convinto mio padre a segnarmi a scuola, i tempi cambiano ed anche le donne hanno diritto ad una istruzione, così mi ha accompagnato lui stesso al liceo, lo adoro, sono certa che piano piano anche lui diventerà più moderno e malleabile anche nei confronti di zia Francesca, ieri per la prima volta l’ha nominata senza arrabbiarsi, era più arrabbiato con mio fratello Luigi che con lei

In fondo anche Luigi ha diritto a fare la vita che preferisce, lui ama il mare e quella ragazza che ha conosciuto qui in ferie, vorrei che mi padre fosse più aperto a capire noi giovani, in fondo lui non è fatto per coltivar la terra, ma per far sviluppare il turismo qui da noi.

Infatti, questo paese sta diventando famoso vengono tante persone a visitarlo per il mare per l’aria buona delle montagne vicino, e se Fabio trova la sua strada con questo ben venga.

La prossima volta ne parlerò a papà a me dà retta sempre.

FRANCESCA

Lavoro 10 ore al giorno sono distrutta dalla fatica, poi i ragazzi mi danno tanto da fare anche se lavorano, li devi accudire, sfamare, pulire, ed io sono stanca, sempre di più, lavorare in casa di altri mi toglie le forze, avessi almeno l’aiuto di Marina, ma niente, insiste che vuole partecipare all’aiuto andando a lavorare, ma che lavoro potrebbe fare se non ha finito nemmeno le scuole, non lo capisce, mi fa disperare, sarebbe stato meglio avere un altro maschio che una femmina come lei.

MARINA

Ho trovato lavoro come commessa in una boutique della moglie del nostro dottore, è dura non mi aspettavo tutta questa fatica, mi trattano come una schiava, lavoro 12 ore al giorno per pochi spicchi che non mi bastano nemmeno per comperarmi un paio di calze, mentre le clienti che entrano in questo negozio spendono per un solo abito una paga mia di almeno un anno,

Ecco che sta nascendo in me una ribellione interiore per le ingiustizie di questo mondo, le clienti non mi considerano, nemmeno mi vedono, la padrona del negozio è una megera, non solo mi tratta male davanti alle clienti, ma a volte mi tiene in piedi senza mandarmi nemmeno a pranzo, non lo sopporto, ma non riesco a ribellarmi ho bisogno di quel denaro anche se poco.

MARIO

Che soddisfazione accompagnare Stella al liceo, lei era felicissima, ma sì forse ha ragione lei i tempi cambiano, è giusto che si faccia un’istruzione e magari trovare un lavoro, tanto lo so che lei di fare la contadina o la moglie di un contadino non ci pensa nemmeno.

Sono orgoglioso di lei so che farà grandi cose, no come Luigi che mi ha chiesto i soldi per comperare una barca, bah chissà cosa avrà in mente, l’unico che mi dà soddisfazione è proprio Fabio, lui è veramente un figlio della terra.

GIULIO

Mi fa rabbia vedere Marina che si spacca la schiena per pochi spiccioli mentre Paolo bighellona tutto il giorno ed ha anche la pretesa di essere servito da Lei, non me la sento di litigare con lui, anche perché lui ha sempre prevaricato su tutti, colpa di nostra madre che lo ha difeso e coccolato, ora ha anche rifiutato un lavoro per le ferrovie, che stronzo!

FRANCESCA

La signora dove lavoro è molto importante ed ha grandi conoscenze ero riuscita a far trovare un impiego a Paolo nelle ferrovie, un posto “Fisso” e lui? Lo ha rifiutato, non posso crederci, io che avevo tante speranze in lui, ora anzi ha deciso che andrà a vivere a San Marino, io non so nemmeno dove si trova, sono dispiaciuta, sento i fratelli che si lamentano che borbottano ed io non posso certo difenderlo, ora proprio non me la sento, sono troppo delusa e dispiaciuta.

PAOLO

Oggi per la prima volta ho litigato con mia madre, non riesce a capirmi, quando ho rifiutato il lavoro alle ferrovie si è messa a piangere, mi spiace, ma io voglio molto di più, infatti domani andrò assieme al mio amico Roberto a San Marino dove ho sentito che cercano delle persone per intraprendere un lavoro di concetto, no in ufficio ma un lavoro di rappresentanza, sono pieno di speranze e di voglia di dimostrare che avevo ragione

STELLA

Ora che sono diplomata sto convincendo papà a lasciarmi andare nella capitale, a Roma per cercare di fare fortuna lì, non voglio rimanere nel paese, questo paese molto bello pieno di vigne e di colline e attorniato dal mare, questo paese che diventa vivo solo in estate quando frotte di turisti lo prendono di mira, per poi cadere nel deserto appena loro se ne vanno, che pena!

Capitolo 13

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

STELLA
Io voglio molto bene a mio padre ma non lo capisco, c’è la zia Francesca che ha problemi economici e lui invece di aiutarla ne parla sempre male in famiglia, mi chiedo perché non divide i beni che ci ha lasciato nonno? Ma lui mi dice che sono piccola che non posso capire, ma secondo me capisco molto più di lui, so che sta facendo un’ingiustizia, questo non è giusto, non so come farglielo capire, chissà forse con il tempo!

FRANCESCA
Marina quando le ho detto che doveva servire i suoi fratelli, non ha detto nulla ma mi ha guardata come se fossi una pazza, non so più come raddrizzare questa bambina che ormai è quasi una ragazza, non la domo, ho i figli maschi tutti obbedienti, tutti in riga a cercarsi un lavoro ed ora anche Marina vorrebbe andare a lavorare! ma dove andremo a finire di questo passo!

MARINA
Mia madre è rimasta sconvolta quando le ho detto che sarei andata a lavorare anche io come i miei fratelli, non ha ancora capito che sono una persona decisa, desidero la mia indipendenza, altro che servire gli altri, ora che mio padre non c’è più i problemi sono aumentati, quello che non capisco è perché non si fa rispettare da suo fratello, visto che si è tenuto tutta l’eredità, ora è il momento di farsi avanti e di reclamarla. Se fossi in lei avrei già parlato con la zia Paola e insieme avremmo affrontato quel becero di zio Mario, arroccato alle sue antiche usanze, non si rende conto che i tempi cambiano, ed ora che si faccia giustizia.

MARIO
Come immaginavo Francesca è tornata al paese a reclamare chissà che…mi ha rimproverato di non essere nemmeno andato al funerale di Stefano.
Mentre parlavamo ovvero litigavamo si è affacciata alla porta Stella e ci guardava senza parlare, so cosa le passava per la testa, fortuna che ha avuto l’educazione di tacere.

FRANCESCA
Ho preso il treno e sono andata da Mario, a chiarire una volta per tutte la situazione, ma lui è rimasto del suo parere, ho minacciato di mettere un avvocato, ha fatto spallucce.
Mentre discutevamo anche animatamente si è affacciata una ragazzetta, credo sia l’ultima sua figlia Stella, molto bella e intelligente, ci ha guardati senza dire una parola, chissà cosa le passava per la mente!

MARINA
Finalmente mia madre si è decisa oggi ha preso il treno ed è andata dal fratello a reclamare quello che le spetta, sono curiosa di sapere cosa le risponde zio Mario.

FRANCESCA
Sono tornata a casa più dispiaciuta di prima, subito Marina voleva sapere com’era andata, sono contenta che si sia interessata a qualcosa che riguardi noi tutti, in genere la trovi sempre davanti allo specchio o con le amiche a parlare di chi sa che, così le ho raccontato tutti i fatti, non le ho nascosto nulla, da quando è morto mio padre ad ora, mi ha ascoltata attentamente poi ha detto che avremmo dovuto mettere un avvocato, perché si era informata e sapeva che noi avevamo tutte le ragioni, non mi aspettavo questa sua reazione, sembrava di stare a parlare con una donna adulta e non con una ragazzetta.

MARINA
Per mia madre io sono sempre una bambina che non ha testa, non si rende conto che io ho la facoltà di vedere al di là delle apparenze, le ho consigliato di mettere un avvocato, ma come immaginavo non abbiamo soldi da buttare, a mala pena riusciamo a tirare la carretta, come si suol dire, mi sa che andrò a cercarmi un lavoro, come i miei fratelli, non voglio pesare sul bilancio familiare.
Dovrò lasciare la scuola? Peccato a me piace studiare, imparare cose nuove, so che se vogliamo uscire da questa situazione l’unico sistema è la cultura, ma se le ristrettezze non ti permettono di andare a finire gli studi, ti trovi come il cane che si morde la coda!

GIULIO
Ho ascoltato quando Marina e mia madre parlavano di zio Mario, sono arrabbiato con lui, ma sono rimasto stupito dai ragionamenti di Marina, sembrava una donna, non una ragazza, sono orgoglioso di lei, so che nonostante i problemi che abbiamo si farà strada nella vita, ha troppo carattere per non combattere.
Paolo che dovrebbe essere il capo famiglia invece, la sgrida sempre, non la capisce, proprio lui che dovrebbe essere il primo ad andare a lavorare e invece ha le idee di grandezza, chissà cosa vorrà fare nella vita.

PAOLO
Chissà perché tutti si aspettano qualche mossa o decisione da me come se fossi io il capo famiglia, vero che ora mio padre non c’è più sono il maggiore, ma in fondo anche io sono un ragazzo e ho tanti progetti, non posso limitarmi ad andare a lavorare alle ferrovie come vorrebbe mia madre, ho altri progetti altro che stare chiuso per 12 ore o fare il pendolare sul treno.
Speravo che al ritorno dal paese mia madre avrebbe avuto notizie migliori per quanto riguarda mio zio Mario, ma a quanto pare è un osso duro e non molla, anche io ho consigliato di mettere un avvocato, ma si sa ci vogliono i soldi che non abbiamo.
Ho sentito Marina che vuole andare a lavorare, non se ne parla nemmeno, lei deve stare in casa ad aiutare mamma, noi siamo quattro maschi non può farcela da sola, dovrò usare i metodi forti con lei non si piega, ma la piegherò io.

Concorso del corto teatrale “Schegge d’autore” è gradita la prenotazione.

Su indicazione dell’assessore alla Cultura Simona Galizia, il sindaco ha nominato la nostra concittadina Ombretta del Monte Delegata ai “Valori dell’arte e delle tradizioni cittadine”, da sempre impegnata culturalmente e artisticamente con eventi di spessore a livello internazionale.

«Sono felice di ricevere questa delega» ha dichiarato Ombretta del Monte, «i valori dell’arte e delle tradizioni cittadine vanno preservati e conservati come beni del patrimonio immateriale per implementare i beni culturali materiali. Ogni cittadino dovrebbe essere educato all’arte e alla bellezza per sviluppare senso critico e soprattutto di appartenenza alla memoria storica. Credo che, insieme anche all’assessore alla Cultura Galizia, si possa concretizzare un percorso di valorizzazione del territorio».