Un tributo alla dottoressa Fiumanò Mariateresa in occasione dell’uscita del film di Andrea De Sica “Gli occhi degli altri”.
Il romanzo “Ero la nipote della marchesa Casati” scritto da Mariateresa Fiumanò inizia con la la Prefazione:
“Il 30 agosto 1970 il marchesa Camillo Casati uccise sua moglie Anna Ballarino e il giovane Massimo Minorenti ritenuto suo amante per poi suicidarsi.
quello che inizialmente fu ritenuto un dramma della gelosia, una volta rivelati i retroscena torbidi della coppia costituì il primo scandalo a sfondo sessuale di quegli anni ad essere reso noto al pubblico e che coinvolse in maniera profonda anche la mia tranquilla famiglia. In realtà mio padre era cugino di primo grado di Anna in quanto mio nonno e la madre della futura marchesa erano fratelli, ma lei per i nostri diciasette anni di differenza mi ha sempre considerata alla stregua di una nipotina…..
Il romanzo termina con la post-fazione a cura di M.Angelica Maoddi.
UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA, postfazione al romanzo “Ero la nipote della marchesa Casati” di Mariateresa Fiumanò.
I marchesi Casati Stampa, in vita erano reputati coniugi affiatati, irreprensibili e brillanti, ricchi e belli, noti alle cronache mondane degli anni ’60.’70 del Novecento, suscitarono un enorme clamore quando alla loro morte si scoprì il retroscena tragico dell’omicidio- suicidio, accaduto all’interno di un attico prestigioso su due piani di via Puccini in Roma.
A seguito della tragedia indagando sul menage familiare si rivelò una loro vita sessuale scandalosa dai dettagli piccanti con amanti prezzolati, festini a luci rosse e testimonianze eccessive e molto spesso fantasiose di uomini che si vantavano di avere prestato alla coppia i loro servigi sessuali.
Era un’epoca agli albori della scoperta dei piaceri del sesso e del corpo e in un paese cattolico come l’Italia, ipocritamente morigerato, dove i giornali scandalistici si affrettarono a dare versioni contrastanti sulle vite dei tre personaggi coinvolti nella tragedia.
Le interpretazioni effettuate sul tragico evento secondo autorevoli sessuologi e psicologi seguirono le linee teoriche del tempo, ma le attuali riflessioni inducono a delle revisioni alla luce di nuove teorie psicologiche che intendono superate le perversioni come patologie.
Numerose pagine furono scritte allora da autorevoli psichiatri e psicoanalisti che tentavano di conferire spiegazioni medico-scientifiche sulla natura del crimine e sulle devianze sessuali dei marchesi.
Tali esperti erano accomunati dalla consuetudine di catalogare i sintomi clinici e di farli rientrare in protocolli ed etichette che avvaloravano la presunta scientificità del caso.
Alcuni sottolineavano le perverse tendenze del marchese, come una forma di parafilia chiamata candaulismo che il nobile, tuttavia, considerava un modo libero e ‘moderno’ di vivere la sua sessualità coniugale.
Per altri il marchese guardando la moglie posseduta da uomini si sarebbe identificato in lei
soddisfacendo una latente omosessualità trasposta.
Per altri ancora assistere visivamente al piacere fisico provato dalla moglie nelle braccia di altri era semplicemente una compensazione della sua impotenza. Impotenza non affatto vera, come si deduce dai racconti diretti della moglie e dal fatto che lei rimase incinta di Camillo più di una volta, anche le sue gravidanze non andarono mai a buon fine.
Noti psicoanalisti ipotizzarono anche una sua presunta fissazione edipica di origine freudiana che attribuiva allo stesso marchese un imprinting perverso derivato dall’aver assistito alla scena primaria con i genitori in età precoce che gli induceva un desiderio represso di poter possedere la madre. Approfondendo sulla realtà educativa dell’infanzia del marchese si è appreso che la madre lui non l’aveva quasi mai frequentata e che la stessa viveva per la massima parte separata da suo padre, con il quale non intratteneva quasi mai nessun tipo di rapporto di carattere sessuale, che il bambino tenuto quasi sempre lontano dai genitori non avrebbe mai avuto la possibilità di vedere.
Tutte le diverse teorie che indagarono sulla vicenda all’epoca avevano l’assunto principale di una supposta regolarità da potersi tributare solo nei rapporti di coppia monogamici.
Oggi s’intendono superate tali convinzioni che parlano di trasgressioni e si è a favore di una sessualità realisticamente aperta e più fluida, che anche se praticata in passato doveva necessariamente essere tenuta nascosta.
Col tempo poi sono intervenuti cambiamenti epocali di costume anche a favore dell’emancipazione femminile.
E’ innegabile che i due coniugi si amassero, difatti il marchese andava alla ricerca di giovani occasionali per far loro intrattenere degli amplessi con la moglie senza che nessuno dei due amanti ne rimanesse coinvolto sentimentalmente od emotivamente.
Camillo Casati era dominato di quella che si potrebbe definire “una sindrome del possesso e di dominio,” preoccupato di poter perdere una moglie che gli consentiva di poter esprimere liberamente le sue ossessioni senza che lei potesse fare delle libere scelte autodeterminandosi.
La sua follia fu dettata non da una gelosia, poi fugata in quanto sapeva che il povero Minorenti che rappresentava appetto a lui niente altro che un misero rivale, bensì dalla angosciante paura di perdere per sempre l’accondiscendenza servile di una donna, che stanca e depressa ed esasperata non voleva più accondiscendere ai suoi ordini.
Il diario vero del marchese rivestito di pelle verde fu scoperto del Vicequestore Fiumanò, cugino di Anna, che lo nascose e lo distrusse per salvaguardare la reputazione della famiglia.
MARIANGELICA MAODDI.
Psicologa -psicoterapeuta e psicologa giuridica
Biografia di MARIATERESA FIUMANÒ ( Torino 1946- Roma 2025 )
Medico -chirurgo specialista in Criminologia e psichiatria forense, Igiene e sanità pubblica che ha lavorato in diversi ambiti della sanità pubblica e privata ( ha ricoperto l’incarico per alcuni anni di Direttore del S,Maria della Pietà di Roma). Autrice di numerosi testi scientifici , di racconti e di romanzi-cronaca ( La marchesa Casati e Le storie misteriose di Arcore, di romanzi noir ( Manicomio, Le gemelle del rimorso, Taormina ,storia di una reincarnazione.
Coautrice co Mariangelica Maoddi di un romanzo fantascientifico ( Io e il mio clone) e dei romanzi Psicologici ( L’Ape Regina e Terricomio, la follia prima e dopo il manicomio)
