Nella monumentale Biblioteca Casanatense di Roma, tra scaffali imponenti e teche di legno e vetro che custodiscono preziosi libri antichi, si respira un’atmosfera densa di sapere. Non è solo l’odore della carta, ma il profumo della profondità culturale. A guidare l’incontro è Fabio Sebastiani, che introduce il tema centrale della serata: il potere della poesia nell’affrontare la paura e nel dare voce a chi non ce l’ha. Il libro protagonista dell’evento è “Di un’altra voce sarà la paura” di Yuleisy Cruz Lezcano. Fin dalle prime battute, il giornalista sottolinea come la poesia sia autentica solo quando riesce a smuovere il cuore del lettore. Le parole hanno un peso, un valore, e oggi il patrimonio lessicale sembra essersi impoverito. Da qui l’importanza di chi, come Yuleisy, sa inventare parole nuove senza tradire la verità interiore.
Il dialogo si fa intenso. Fabio Sebastiani chiede a Yuleisy se la sua poesia arriva al pubblico, se riesce a toccare le corde più intime dei lettori. La poeta risponde con convinzione: “Sì, tanto che alcuni mi chiedono come si possa gestire la paura, la rabbia, il dolore”. E proprio le domande dei lettori la spingono a riflettere, a studiare le risposte.
Un tema centrale nel libro è il perdono. Il giornalista incalza: “Perdonare chi uccide una donna è possibile?”. Yuleisy riflette: il perdono non è scontato, ognuno ha i suoi tempi. È un percorso difficile, ma necessario per ritrovare sé stessi. Consegnare il dolore a chi può aiutare, ricostruire uno schema mentale calpestato. “Io sono l’esempio che il dolore può essere canalizzato fino a ritrovare l’estate”, afferma con forza.
Si passa poi a un intenso momento di scambio tra poesia e arte. La scrittrice e artista Vera Cavallaro legge una poesia di Yuleisy “L’Urlo Rosso”. L’interpretazione di Vera è intensa e partecipata che rappresenta la vicinanza delle donne nel trattare il tema della violenza di genere.
A questo punto interviene Ombretta, scrittrice e pittrice, che porta il discorso sul ruolo delle donne nell’arte. Ricorda figure femminili straordinarie, spesso dimenticate o emarginate. Il caso di Camille Claudel, chiusa in manicomio per trent’anni, e quello di Artemisia Gentileschi, che trovò la forza di denunciare il suo maestro dopo aver subito violenza e Sofonisba Anguissola. Sono solo alcuni esempi di una lunga storia di oppressione e resistenza. Il tema della rappresentazione femminile nell’arte è cruciale: storicamente dipinte dagli uomini, oggi le donne stanno riemergendo come protagoniste della narrazione artistica.
La discussione si allarga grazie alla presenza di Haydi Gutierrez dell’Associazione Crazon Latino di Roma, che elogia Yuleisy per il suo lavoro. L’empowerment femminile è un tema centrale nei dibattiti contemporanei, e la sua poesia è un contributo prezioso per dare voce alle donne. La discussione è stata accompagnata dalla chitarra del maestro Luigi Picardi che chiude il pomeriggio con il brano “De la luna cubana” e con il sentore che la poesia, l’arte e la cultura abbiano ancora il potere di unire, di scuotere e di dare speranza.
Di Maria Carmela Brandi

