Su Millepiroette.com raccontiamo storie di arte e cultura, esplorando le molteplici forme in cui l’umanità esprime sé stessa. Ma la cultura non si limita ai musei, ai libri o ai palcoscenici: è anche un viaggio nei luoghi che raccontano l’anima di una terra, un incontro con persone che condividono emozioni, un momento di connessione con la natura che ci circonda. Il racconto che segue è un esempio di come un’esperienza semplice, come un trekking sulla neve, possa diventare un’opportunità per riflettere sulla bellezza del paesaggio, sulle tradizioni locali e sulla capacità umana di creare comunità anche tra sconosciuti. Perché la cultura è anche questo: scoperta, condivisione e crescita interiore.






Ci sono esperienze che, pur nascendo per caso, lasciano un’impronta profonda. È così che io e Stefano ci siamo ritrovati a vivere un fine anno e un Capodanno fuori dall’ordinario, coinvolti da Matteo e Loredana in un’escursione sulle nevi del Monte Arioso, in Basilicata, la mia terra d’origine. Loredana è nata a Matera, io a Maratea: due angoli di una regione che conserva ancora intatta le sue antiche tradizioni. La nostra base è stata Tito, vicino Potenza, dove abbiamo pernottato alla Locanda del Buon Formaggio della signora Maria, un luogo confortevole e accogliente, capace di far sentire chiunque a casa. La colazione, con i suoi sapori autentici, è stata un preludio perfetto alle giornate trascorse tra panorami innevati e silenzi che parlano all’anima. La locanda ha anche un piccolo laboratorio dove nascono formaggi, mozzarelle e altre delizie: un’esperienza sensoriale che ha impreziosito il soggiorno. Ma il cuore della nostra avventura è stato il Monte Arioso, che abbiamo esplorato con ciaspole ai piedi, guidati da Vincenzo Scavone dell’associazione Radura Trekking. Vincenzo non è stato solo una guida impeccabile, ma un vero custode di emozioni. Con il suo equilibrio tra professionalità e calore umano, ha saputo creare un’atmosfera di pace e solidarietà, unendo 39 persone in un’esperienza unica. Giovani pugliesi e lucani come Angela, Silvia e Rocco e tutti gli altri si sono mescolati a noi con naturalezza, e persino due splendide cagnoline hanno aggiunto un tocco di vitalità al gruppo. La neve, che copriva tutto con il suo manto candido, è diventata complice delle nostre emozioni. Ogni passo, ogni sguardo rivolto al paesaggio sembrava portare con sé una lezione di umiltà e rispetto per la natura. Ho affrontato le mie vertigini, lasciandomi abbracciare dalla bellezza dell’altezza. dalla vetta del monte lo sguardo avvolge l’orizzonte contornato dai monti dell’Appennino Lucano. Il vento sussurrava storie antiche, e la montagna si offriva come un luogo di riflessione e rinascita. Il passaggio dall’anno vecchio al nuovo è stato segnato da un classico cenone, dove il cibo genuino e il vino generoso hanno celebrato la semplicità delle cose vere. La musica popolare ha fatto danzare il tempo, e tra canti e brindisi abbiamo salutato il nuovo anno con il cuore più leggero. Non posso non pensare a Vincenzo, che con la sua sensibilità ci ha “adottati” tutti, coccolandoci e rendendosi amico prima ancora che guida. È stato lui il collante di questa esperienza, che non è stata solo una passeggiata sulla neve, ma un piccolo viaggio dentro di noi, tra la natura e la nostra capacità di condividerla. Questi giorni mi hanno ricordato che anche il camminare insieme in montagna, il respirare l’aria limpida, il cedere il passo al prossimo, il ridere attorno a una tavola imbandita sono espressioni di cultura. Una cultura fatta di relazioni autentiche, di scoperta del territorio e di quell’umanità che si rivela quando ci si spoglia delle formalità e si è semplicemente se stessi. Ho lasciato il Monte Arioso con il cuore pieno e una promessa: ripetere questa esperienza insieme ai nostri cari amici Matteo e Loredana, perché lì ho trovato un po’ di quella pace che solo la montagna sa donare.
Maria Carmela Brandi

Ho letto con interesse ed apprezzato quanto scritto circa la bella esperienza in Basilicata a fine anno – inizio nuovo.
Condivido il concetto espresso con riferimento alla cultura.
Emanuele Labanchi
Carissimo Emanuele sono felice per il apprezzamento, la nostra Basilicata riserva tante sorprese. Un caro saluto