Ada M

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Maria Teresa Fiumanò.

Gennaio anno 2000

ADA

Mi sposerò tra sei mesi. Massimiliano si è finalmente deciso a chiedere la mia mano ufficialmente. Lui mi aveva proposta una convivenza, ma io gli ho fatto capire che dopo dieci anni di fidanzamento eravamo più che collaudati.

Siamo grandini di età, io 37 e lui 44 anni, e viviamo ancora con  i rispettivi genitori, perciò dovremmo essere entrambi in  grado di affrontare con consapevolezza e maturità un matrimonio. Andremo a vivere in un appartamentino che io ho comprato risparmiando sui miei stipendi di guida turistica e che Max ha fatto risistemare e ripulire provvedendo all’essenziale. L’arredamento lo completeremo una volta dentro, sarà divertente occuparsi insieme delle rifiniture della nostra casa !

Io ho un corredo super di biancheria ricamata, due cassapanche piene zeppe di roba bianca fine, come si diceva una volta , ereditate da due sorelle zitelle di mamma. Ho anche uno scrigno antico, colmo di gioielli di famiglia e mio padre,  in occasione delle nostre nozze, ci regalerà una delle sue villette di Santa Severa e un  bel po’ di soldi.

 Io, in qualità di figlia unica, sono la cocca di casa, però anche se i miei genitori mi adorano e non hanno mai smesso di viziarmi, non vedo l’ora di sposarmi, di avere dei figli e di formarmi una famiglia tutta mia.

MASSIMILIANO

 I miei tre fratelli maggiori se ne sono andati via da casa già da diversi anni e adesso tocca anche a me. Vivere con i miei non mi pesa, tutt’altro! Sono servito e riverito, ma non posso continuare a fare l’eterno fidanzatino di Peynet.

Capisco  le esigenze di Ada e capisco come una donna  a un certo punto della sua vita possa provare il desiderio di diventare moglie e madre. Io tendevo  a traccheggiare, però poi ho finito col darle ragione e a giugno verrà finalmente celebrato il nostro matrimonio.

Che potrei volere di più? La mia fidanzata è bassina di statura , con un visino abbastanza grazioso senza un filo di trucco, capelli castani corti sempre ordinati  e un corpicino magro, ma ben fatto . Parla  a bassa voce, veste in maniera piuttosto classica e non ama mettersi in mostra . Un tipino fine per intenderci. A me veramente piacciono le  femmine vistose, molto formose e  provocanti sul genere di Valeria Marini e non mi importa se sono rifatte e  artefatte . Mi sono chiesto tante volte che ci sto a fare con una donna dall’aspetto piuttosto insignificante e dal comportamento modesto come la mia fidanzata. Ma la risposta me la so dare da solo. Io, anche se sono un uomo discreto, alto, robusto,  bruno un po’ stempiato  e con un viso interessante ( non è un mio giudizio, me lo  sono  sentito dire più di una volta ), non sono mai riuscito a  mettermi con una strafica. Ogni volta che ci ho provato è stato un fallimento e allora ho sempre ripiegato su conquiste, secondo me, più facili.  Ada quando l’ho conosciuta, durante una cena a casa di amici, mi è parsa una ragazza  a posto, seria, lavoratrice e senza troppe pretese. E io, pur non essendo una persona venale e interessata, dal momento che  ho un impiego discreto  di agente immobiliare, ritengo che un appartamento  in città e una villa in un rinomato posto di villeggiatura, gioielli e denaro, il mio futuro suocero ci ha promesso trecentomila euro, non siano assolutamente da sottovalutare.

Che dire dei rapporti sessuali? Non esaltanti, ma regolari e regolati dalle mie necessità . Io ho bisogno di sfogarmi una o due volte a settimana. Ada non è un’amante focosa o fantasiosa , ma  accondiscende, mi pare volentieri, alle mie richieste. Mi ha detto che le piace fare l’amore con me e io le credo. Prima di me è stata fidanzata con un uomo egoista, da quel che ho capito, e i rapporti che ha avuto con lui, secondo quanto mi ha raccontato,  non erano molto soddisfacenti . Io ci sto attento a non venire se lei non ha provato prima di me il suo orgasmo che, pur essendo breve, è un indice sicuro del suo gradimento.

Siamo un po’ come due vecchi coniugi rodati  e io non ho assolutamente intenzione di lasciare il certo per l’incerto. Con la mia ormai molto prossima sposa ci sto bene, lei piace a mia madre e a mio padre e io piaccio ai suoi genitori, di conseguenza credo che sia giunto il momento di dare una svolta decisiva alla mia vita.

Marzo anno 2000

ADA

Mi sto facendo crescerei capelli per far contento Massimiliano che, anche se lui non me l’ha mai detto, ama le donne dalle  lunghe chiome. Così il giorno del matrimonio potrò avere un’ acconciatura da sposa fantastica.

La casa è quasi  pronta, devono ancora portare il divano e la lavatrice e poi è quasi completa. È riuscita davvero bene, e sono impaziente di andarci a abitare!

Avevo già in programma di farmi fare un controllo dalla mia ginecologa   prima del matrimonio soprattutto per chiederle come e quando posso interrompere la pillola anticoncezionale che assumo regolarmente  per poter rimanere incinta. Però dal momento che  proprio ieri mentre facevo la doccia e mi passavo sul corpo il bagnoschiuma ho sentito sotto le dita un nodulino duro sul seno destro ho deciso di anticipare la visita. Forse c’era anche prima e non me ne sono accorta …

La mia ginecologa mi ha sentito il seno e vorrebbe che mi  facessi fare, tanto per sicurezza, una mammografia e un’ecografia. Io le ho detto che non ho voglia, proprio adesso che fervono  i preparativi del matrimonio,  di sottopormi questi accertamenti, ma  lei ha insistito :  “ Non voglio allarmarti, probabilmente non è poi così urgente, però in questi casi  è sempre meglio togliersi il pensiero il prima possibile.’’  Dopo un po’ di incertezze e ripensamenti, alla fine,   ho deciso, di darle retta e ho preso gli appuntamenti privatamente perché se avessi dovuto aspettare le ASL o gli ospedali sarebbe passato un tempo infinito che adesso come adesso non posso permettermi di perdere …mi attendono avvenimenti più importanti.  Pagherò quello che bisogna pagare, e non sarà  poco, pur di uscire fuori presto da questa storia. Io sono una persona positiva e non mi sento affatto preoccupata, però non dirò niente a Max, se non a cose finite, perché lui ha il terrore delle malattie e non sopporta le persone malate.

Mioddio ! Ho fatto la mammografia e un’ecografia che non danno immagini chiare, il medico di famiglia mi ha consigliato, prima di ogni altra cosa, un prelievo  bioptico.  Un senologo, invece, mi ha detto che devo farmi operare con urgenza perché il reperto palpatorio del nodulo non promette niente di buono. Tutto mi aspettavo, tranne la proposta di un intervento da  effettuare con  urgenza !

Non convinta mi sono fatta visitare anche da un professore di chiara fama, esperto in interventi chirurgici sul seno, che mi ha detto le stesse cose del collega, perciò, per andare sul sicuro,  ho deciso che mi farò fare da lui questo intervento. Il professore, un bell’uomo di una certa età con il volto pieno di rughe e il sorriso buono, mi ha parlato con molta chiarezza  dicendomi: “Cara la mia Ada, carissima,   voglio essere franco con te come può esserlo un  padre con una figlia.  Io credo che il tuo possa essere un tumore maligno. Quindi ti consiglio di farti ricoverare nella mia clinica, invece che in ospedale per tre principali motivi :  uno) i tempi, in  ospedale verresti messa nelle  lista di attesa che sono lunghissime; due) la ricostruzione plastica del seno, che nelle strutture pubbliche non fanno e non penso che te, giovane e caruccia come sei  voglia rimanere mutilata di un seno; tre)  io, che me ne intendo,  oltre a portarti via la mammella con il suo malaccio ti toglierò anche l’altra e poi ti metterò due belle protesi  e vedrai che ti verrà fuori un nuovo seno, più bello e sodo del tuo che, a quanto vedo, è piuttosto piccolino e cadente.’’ Mi ha fatto una carezza bonaria sulla testa, pareva coinvolto personalmente nella mia triste   situazione   che io  mi sono  commossa.

Presa dalla disperazione mi sono fidata di lui e delle sue parole rassicuranti, mi sono consigliata con i miei  e a questo punto l’ho dovuto dire per forza  anche a Massimiliano. Lui è stato molto gentile con me e mi consolata :“ Mia adorata fidanzatina, stai tranquilla! Fai ciò che devi fare perché ora l’unica cosa importante è la tua salute. E se i tempi del matrimonio dovessero spostarsi non ti crucciare. Penserò io a far rimandare i nostri impegni e se perderemo un po’ di soldi non fa niente. Io ti aspetterò tutto il tempo che ci vorrà. Pensa a te! Solo, ti prego,  non chiedermi di accompagnarti in clinica per visite, accertamenti o di venirti a trovare durante il ricovero. Sai bene, non te l’ho mai nascosto,  che ogni cosa che riguarda la medicina e le malattie mi spaventa, sono un piuttosto impressionabile.  Ognuno di noi ha le sue fobie e io ho questa. Che ci posso fare? Sono fatto così. Quindi non ti aspettare da me niente, tuttavia questo  vuol dire solamente che sono un gran fifone, ma non che non ti voglio bene.’’ 

Dopodomani entrerò in clinica e dopo due giorni andrò sotto i ferri.

MASSIMILIANO

Ada mi ha parlato esplicitamente del suo problema e io le ho fatto capire, con le dovute maniere, che mi dispiace tanto,  ma non sono in grado e in condizioni di assisterla.

 Per nostra fortuna ha una madre giovane e coraggiosa e un padre danaroso che se ne faranno carico e che mi hanno promesso di tenermi informato puntualmente su tutto quanto verrà fatto alla figlia. Lei mi ha a confidato che le metteranno due protesi nei seni che aumenteranno di taglia e di consistenza e la  prospettiva di ritrovarmi una moglie maggiorata non mi dispiace affatto … certe volte anche i più brutti mali finiscono col non nuocere…

Io sono quasi sicuro che si tratta di un falso allarme. Lei che è una gagliarda, guarirà e  si riprenderà  come  e   meglio di prima.

Le previsioni ottimistiche mie e di Ada, purtroppo, non si sono avverate Ho saputo che è stata operata, che il suo era un cancro in fase piuttosto avanzata e che dovrà sottoporsi a un gran quantità di applicazioni di non so che e di  terapie…la faccenda comincia a non mi piacermi per niente…

Aprile anno 2000

ADA

Purtroppo il mio era un cancro della peggior specie e il professore, come aveva previsto in caso di malignità,  mi ha asportato tutte e due le ghiandole mammarie inserendomi le protesi sotto la pelle intatta .  Mi sono guardata il seno durante le medicazioni e non mi sembra affatto male . Quello che non va bene è invece il resto,  mi sento depressa, e non riesco nemmeno a pensare al mio futuro…se ci sarà un futuro..   Mia madre è sempre presente e anche mio padre viene tutti i giorni a trovarmi, ma mi manca Max  che si è fatto vivo solo per telefono . E’ vero che è un pauroso, ma mi sembra che in  una circostanza simile avrebbe dovuto cercare di vincersi per starmi almeno un po’ vicino. Mentre ero ancora ricoverata hanno iniziato a sottopormi alla terapia radiante sul seno  e a un primo ciclo di chemioterapia.

Sono tornata a casa e continuo a fare la terapia antitumorale combinata e sto male. I capelli mi cadono a ciocche tanto che mi sono fatta rapare a zero,  mi sono gonfiata come un pallone a causa della gran quantità di cortisone che sono costretta a assumere. Sono preoccupata, mangio e dormo pochissimo.

Max mi ha promesso che verrà a trovarmi tra un settimana.   Mi metterò la parrucca che ho appena comprata e spero di essere un  po’ più in forma per non spaventarlo troppo.

MASSIMILIANO

Sono andato a casa da Ada e sono rimasto impressionato dal suo aspetto.

Aveva un colorito terreo, è piena di peli in faccia  e è ingrassata terribilmente.

Lei dice  che è l’effetto del cortisone e che tutto tornerà come prima quando lo smetterà e finirà le sue chemioterapie.

Ci siamo chiusi in camera sua e lei mi ha mostrato il seno. Il chirurgo ha fatto sul serio un buon lavoro, adesso lei ha davvero due belle poppe sporgenti come piacciono a me.

Le ho chiesto gentilmente di farmi fare l’amore, perché era più di un mese che stavo a stecchetto e lei, anche se di malavoglia,  ha acconsentito.

Io le ho guardato il seno per eccitarmi e è andata. L’abbiamo fatto vestiti  e in piedi. Non credo che a le sia piaciuto, ma è stata tanto male ed è stata operata da poco tempo,  perciò la giustifico. 

Giugno  anno 2000

ADA

Dieci giorni fa sono tornata a lavorare e per il primo periodo non farò viaggi e  starò solamente in agenzia. Ero contenta di riprendere la mia vita di prima…la depressione si stava  attenuando, ma dopo un settimana mi sono dovuta assentare nuovamente. 

Non mi sento affatto bene, sto facendo una pausa della terapia antitumorale , ma dopo pochi giorni di sollievo  ho incominciato ad accusare un intenso e continuo dolore al seno destro che appare rosso e stranamente bozzoluto .

Sono tornata dal professore che mi ha detto che  può succedere  e che mi deve rioperare, sempre nella sua clinica, per sostituire le protesi che mi ha messo in precedenza e alla quali pensa io sia allergica. In breve tutto da rifare e naturalmente nuovamente in privato, spendendo un altro mucchio di soldi.  Mi sono sentita crollare il mondo addosso, in pochi giorni ho ricominciato  a riavvertire fortemente  i sintomi negativi della depressione e ho chiesto di essere aiutata da uno psichiatra . Ho sostenuto due colloqui di orientamento terapeutico psichiatrico che hanno messo in luce che il mio stato di calo dell’umore di fondo è dovuto sia all’incertezza che riguarda il mio avvenire, sia al fatto che il mio fidanzato, nonostante le sue continue  asserzioni di amore imperituro, si sta dimostrando indifferente ai miei mali fisici e psicologici. Sapevo che era un uomo viziato, tuttavia non pensavo che il suo egoismo fosse talmente smisurato…

Fra tre giorni mi dovrò ricoverare e ricomincerà il mio calvario proprio nel mese nel quale mi sarei dovuta sposare.

Max  è venuto solo tre volte a trovarmi a casa  dei miei e, malgrado la mia evidente sofferenza, ha preteso tutte e tre le volte di avere dei rapporti sessuali con me. Non gli ho saputo dire di no perché mi pareva più facile accondiscendere piuttosto che discutere.

Che squallore! 

Mi ha stancata e delusa e a questo punto se lui si trovasse un’altra donna, anche definitivamente, a me non me importerebbe  affatto.

Sto capendo, grazie alla terapia di sostegno psicologico, che un siffatto  uomo è meglio perderlo che  tenerselo.

A questo punto sono grata alla mia malattia che mi ha aperto gli occhi.  Ho deciso di lasciarlo e, semmai dovessi guarire, e lo spero con ogni mia intima forza, non  vorrò mai più avere a che fare con un individuo del genere.

Stavo per fare un errore mostruoso e se avessi avuto dei figli l’errore sarebbe stato ancora più aberrante…insomma non tutti i mali vengono per nuocere…

MASSIMILIANO

La storia di Ada sembra senza non avere fine, adesso si dovrà rioperare e poi non so…

Il matrimonio è andato a carte quarantotto e ormai non credo che ci sposeremo… Mi spiace,  ma non più di tanto. Certe volte penso se la faccenda fosse successa dopo le nozze …mi sarei inguaiato veramente di brutto…

Avevo chiesto Alessia di poter andare a vivere nella sua casa che io avevo arredato, ma lei è stata molto decisa nel negarmelo. A me avrebbe fatto comodo poter disporre di uno spazio mio per le mie faccende personali, soprattutto adesso che lei non è disponibile per il sesso che a me comincia a mancare.. non posso portarmi le donnine a casa dei miei vecchi che sono due bigotti del’accidente!

Non mi aspettavo la sua reazione  violenta, come se avesse capito lo scopo per il quale glielo stavo chiedendo. In fondo anch’ io ho partecipato a rifinire l’appartamento, non  gliel’ho mandato a dire e lei per tutta risposta :“ So che ci hai impiegato tempo e denaro, ma non ti devi preoccupare. Io farò fare una stima delle spese che hai sostenuto da un perito e ti risarcirò fino all’ultimo centesimo. Ma la casa è di mia proprietà e tale rimarrà. Credo anche che a questo punto possiamo considerare concluso in via definitiva  il nostro fidanzamento ..’’

Insomma mi ha dato il benservito, quando sarei stato io a doverla lasciare, ma io sono un gentiluomo, sono un uomo molto generoso e meglio che le cose siano andate in questa maniera…così la figura della persona meschina ce l’ha fatta lei ..

 Luglio anno 2000

ADA

Sono stata operata di nuovo, mi hanno tolto le vecchie protesi  e me  le hanno sostituite con due più grandi. Ero soddisfatta perché il seno aveva davvero un aspetto magnifico.

Però quasi subito dopo la dimissione la mammella destra ha cominciato a farmi di nuovo male, la ferita si è  riaperta in parte e perdeva del liquido giallastro in continuazione.

Sono tornata  dal professore che mi  ha detto un’altra volta  con la faccia seccata può succedere,  mi ha medicata,  ricucendomi  i lembi della ferita  senza anestesia e mi ha prescritto degli antibiotici più forti per iniezione.

Ha fatto ogni cosa in gran fretta e poi è uscito fuori dall’ambulatorio senza degnarmi di un saluto Era arrabbiato come se fosse stata colpa mia e non si è fermato a chiacchierare con me, come era solito fare.    

Anzi  sembrava che non vedesse l’ora    di liberarsi di un incomodo.

Nonostante il suo intervento d’emergenza il dolore è continuato, il gonfiore e l’arrossamento sotto il seno è aumentato e  dalla ferita, attraverso i punti continuava a uscire del sangue e del liquido, forse pus, non potevo muovere il braccio, la notte non dormivo e l’ansia mi divorava…

Non avevo il coraggio, né la voglia  di rifarmi viva con  quel medico che, dopo essersi comportato in maniera tanto scorbutica,  non rispondeva più alle mie telefonate sul suo cellulare privato, mentre prima, quando non lo chiamavo io, era lui stesso a cercarmi per avere notizie della mia salute. E io che mi ero detta che ero stata fortunata a trovarmi come chirurgo una persona amabile, affettuosa e disponibile! E mi ero detta pure meno male che ci sono medici che sanno far onore alla loro professione .

Date le mie condizioni che andavano peggiorando, mi era venuta anche la febbre, mia madre ha voluto che mi facessi visitare da un chirurgo ospedaliero, amico di una sua amica.

Quando questo mi ha visitata è trasecolato…mi ha trovato il seno in condizioni pessime. Per evitare il peggio dovrò  farmi  sostituire anche le protesi nuove che, non solo sono troppo grandi per la quantità di pelle  che le deve ricoprire, ma sono state inserite dal professore, non si capisce perché,  di nuovo sotto la pelle, esattamente come la prima volta.

Quindi adesso dovrò subire ancora un intervento e dopo  forse anche altri due o tre, e non è detto che  bastino, per fare in modo che la mia mammella riacquisti un aspetto decente. Sempre da quest’ultimo  chirurgo ho appreso che non né affatto vero che nelle strutture pubbliche non si effettuano ricostruzioni plastiche  del seno dopo mastectomia.

Lui mi ha consigliato di fare causa al professore che, non solo mi ha ingannata facendomi scegliere una clinica piuttosto che un ospedale, ma ha anche sbagliato i suoi interventi mettendomi le protesi nel posto sbagliato, pur sapendo che, in considerazione della natura e della malignità del tumore,  mi sarei dovuta sicuramente sottoporre a una terapia radiante che avrebbe rovinato maggiormente una pelle sottoposta a un’eccessiva tensione.

 L’avvocato non è stato difficile trovarlo, ma reperire un medico legale disposto a stendere una perizia obiettiva che dimostrasse i danni a me derivati dall’incapacità professionale di quell’eminenza, che nel mondo della sanità   viene considerata  potente e intoccabile,  sembrava un’impresa impossibile.

Ottobre  anno 2000

ADA

Un primo intervento di rimozione delle protesi troppo grandi e di pulizia del seno destro e di inserimento di altre protesi in sede sottopettorale me l’hanno fatto nei primi giorni di agosto.

Ma  la situazione locale della mammella destra, a causa delle infezioni ripetute, delle aderenze e della diminuzione della pelle utilizzabile, da un punto di vista meramente estetico,  si è fatta disastrosa. 

A settembre  e a ottobre ci hanno dovuto rimettere le mani per recuperare un po’ di pelle e di muscoli dalla schiena e l’effetto visivo è ancora orribile.

Mentre il seno sinistro è di aspetto discreto quella  destro ora è tutto storto, con la pelle che sembra una pergamena e  pieno di cicatrici e il capezzolo è deviato verso il basso e l’esterno.

Quando ormai avevo deciso di rivolgermi alla televisione per una denuncia pubblica contro l’omertà dei medici ho trovato, grazie a una cara conoscenza, un medico legale che ha preso a cuore la mia situazione  e preparerà una perizia che mi consentirà di citare per danni il disgraziato che mi ha rovinata.

Mi ha telefonato Massimiliano che verrà a ritirare l’assegno di ventimila euro secondo quanto abbiamo concordato tramite i nostri avvocati. Lui sta bene, non era molto soddisfatto della cifra ottenuta e me l’ha detto, ma a me dei suoi scontenti non me ne importa un fico!

Mi ha chiesto del mio seno e ho capito che  avrebbe voluto vederlo, ma io l’ho cacciato in malo modo e  la sua morbosità questa volta non è rimasta insoddisfatta. Non sarebbe stato, comunque, un  bel vedere anche per un porco suo pari…

MASSIMILIANO

Sono stato a casa dei genitori di Ada per ritirare il mio assegno. La cifra  che sono riuscito a ottenere non è molto alta, ma il mio avvocato mi ha consigliato di accettare, anche perché, a parte le ricevute   del    salotto, non disponevo    di altre    pezze di appoggio per    dimostrare   le mie spese.

La mia ex, dopo gli ultimi interventi, era pallidina e mogia mogia. 

Non mi piace la vita da single , ma anche se fermamente intenzionato a rifarmi una ragazza fissa fino ad ora non sono riuscito a battere un chiodo.

Così prima di andarmene ho dato un bacetto sulla guancia ad Ada e lo ho sussurrato “Che ne diresti di mostrarmi gli esiti delle operazioni? Io ho nostalgia del tuo seno e non mi dispiacerebbe fare ancora una volta l’amore con te. Perché non ci lasciamo con un bel ricordo?’’

Lei mi si è rivoltata contro come una iena e mi ha dato uno schiaffo in  piena faccia “Ma come ti permetti? Io sto male, non so se ce la farò a uscirne viva e tu mi chiedi di farti scopare? Ma vai al diavolo, prendi la porta e vattene, vattene a cercare una mignotta degna di te e dei tuoi volgari appetiti! Lurido verme approfittatore non sei capace di rispettare niente e nessuno! Ringrazio il cielo di non averti sposato, altrimenti, oltre alla mia croce, avrei dovuto sopportare anche quella che tu, con la tua sgradevole presenza,  mi avresti imposto di portare.’’

Me ne sono dovuto andare via di corsa, altrimenti mi avrebbe dato un altro schiaffo e io odio ogni forma di violenza.

A quanto pare una malattia così terribile come il cancro ha il potere di far cambiare le persone.

Chi l’avrebbe mai detto che una personcina quieta,  mite e accondiscendente come Ada potesse trasformarsi in una furia violenta e scatenata capace di farmi del male fisico ?…

Sono contento che le circostanze me l’abbiano fatta conoscere sul serio e mi abbiano impedito di sposarla, sarebbe stato un errore irrimediabile…

Dicembre  anno 2000

ADA

Sono riuscita a parlare a lungo con il medico legale che si è dichiarato disposto a scrivere al più presto la perizia necessaria per chiedere il risarcimento dei danni da me subiti a causa del cattivo operato del  chirurgo che ha rovinato il mio seno.

Questo verrà citato per imperizia e negligenza, perché l’intervento corretto sarebbe stato quello di effettuare una mastectomia totale al seno col tumore, inserendo un espansore che avrebbe allargato la pelle residua e poi inserire la protesi sotto il muscolo pettorale.

Max è scomparso, ma non ne sento affatto la mancanza, ho ben altro da pensare…

MASSIMILIANO

Sono rimasto molto male per la reazione incontrollata di Ada.

Io le facevo  un piacere a chiederle di fare l’amore, per farla sentire ancora donna e desiderata! E lei, invece di apprezzare, mi ha trattato come se fossi una bestia in calore!

Aspetterò che le passi il malumore e poi la richiamerò, certo che ha tirato fuori una grinta che fa paura! Le servirà per reagire alla malattia….buon per lei!

Gennaio anno 2001

ADA

Finalmente il mio avvocato, con in mano la perizia del mio medico-legale,  ha potuto citare per danni il medico che mi ha deturpata. Adesso bisogna solamente aspettare e i tempi degli iter legali, non lo ignoro, sono lunghi!

Io mi sento giù, che più giù non si può e, anche se ho ripreso a lavorare e molti amici mi stanno vicini, il mio umore non migliora. Non ho voglia né di sentire, né di vedere nessuno.

Preferisco rimanere a casa, e anche qui non mi sento di far niente, sto spesso a letto a pensare a un futuro nebuloso che forse nemmeno mi riguarderà. 

Non riesco nemmeno guardarmi nello specchio per quanto non mi piaccio e mi deprime anche l’idea di dover affrontare quanto prima le altre operazioni che saranno necessarie per un miglioramento del seno.

Sono stata davvero sfortunata a capitare in mano a uno sciacallo incapace!

Che ci può essere di peggio di ciò che mi è capitato?

MASSIMILIANO

Ho saputo che Ada sta per far causa al medico che l’ha operata. Secondo sprecherà tempo e denaro. Si sa che quei professoroni se la cavano sempre.

Però non oso ancora chiamarla  per darle un consiglio… se la dovrà vedere da sola, tanto peggio per lei !

Marzo anno 2001

ADA

Alla fine di questo mese mi avrebbero dovuto fare un altro intervento per migliorare l’estetica del seno sinistro, ma gli esami di controllo hanno messo in evidenza tante metastasi nel polmone, nel fegato e alle vertebre e bisogna dare la precedenza alle terapie antitumorali.

 Mi pareva di essermi chiesta solo pochi mesi fa che cosa poteva capitarmi di peggio di ciò che già mi era successo ….è mi è capitato…

 MASSIMILIANO

Sono stato informato da amici comuni che Ada  è invasa dal suo cancro e che molto probabilmente non vivrà  a lungo. Mi dispiace tanto tanto, io sono un uomo sensibile.

Mi sono trovato un’altra ragazza, non è il massimo, ma è meglio di niente.

 Tutti i miei tentativi con donne che mi sarebbero piaciute sono falliti e perciò, non potendomi rassegnare a rimanere senzaamore e sesso mi sono fidanzato con una collega di quarant’anni divorziata.

Non so se sarà una relazione duratura, perché lei è piena di fisime e mi si concede raramente.

Sono arrivato a rimpiangere Ada che, pure non essendo una femmina particolarmente focosa, non si negava mai alle mie richieste.

Settembre anno 2001

ADA

In questo periodo non ho fatto altro che sottopormi a cicli ripetuti di chemioterapia, che ho sopportato abbastanza bene.

Domani dovrò essere visitata dal medico che il giudice del tribunale ha scelto come suo consulente di fiducia. Alla visita mi ha accompagnata il dottore che ha steso la relazione medico legale a mio favore. Il medico del tribunale è stato abbastanza gentile, invece i medici che rappresentano il chirurghi e le assicurazioni della casa di cura nella quale sono state effettuati gli interventi sbagliati mi hanno trattata come se fossi stata una ladra che voleva arricchirsi a spese del loro assistito.

 Il mio dottore mi ha rassicurata dicendomi che è la prassi normale, i medici legali di parte o delle assicurazioni hanno sempre un atteggiamento aggressivo e disfattista per scoraggiare le richieste del danneggiato.

Comunque, fortunatamente, la prossima volta se la dovrà vedere lui da solo contro tutti quegli scatenati, ma  essendo  un uomo  combattivo non si farà mettere facilmente alle corde.

Gennaio anno 2002

ADA

Il C.T.U. , ossia il consulente tecnico d’ufficio  del tribunale ha depositato la, perizia che per certi versi è a mio favore e per certi altri no.

E’ stata riconosciuto l’errore della tecnica operatoria del chirurgo, ma il mio danno è stato valutato con una percentuale molto bassa, in quanto i danni estetici al seno se non sei una spogliarellista, una ballerina  o un’attrice, secondo i criteri di certe tabelle che devono essere per forza rispettate in medicina legale,  non hanno un gran valore.

In più il medico del tribunale rispondendo a uno dei quesiti del magistrato che gli chiedeva in che percentuale il danno fosse riparabile ha risposto l’80% .

Magari la rovina del mio seno si potesse ridurre dell’80% !

Non è così, tutti chirurghi plastici che ho interpellato con il  mio consulente mi hanno detto che, nel mio caso,  dovrei ritenermi fortunata se il mio danno fosse emendabile  al 30%.

In più sia il magistrato che il C.T.U. non hanno tenuto in nessun conto lo stato di profonda depressione che mi è derivato non solo dal tumore, ma anche dal vedermi ridotta in questo stato pietoso.

Con il tumore ci combatto in prima persona ogni giorno e spero di riuscire a uscirne vincitrice, ma contro le cicatrici, le aderenze e le deformazioni della mia mammella io non posso intervenire o lottare. In sintesi una donna come me ancora abbastanza giovane non vale quasi niente!

Ieri mi ha telefonato Massimiliano, voleva parlare con me per lamentarsi della sua nuova fidanzata, ma io dopo averlo ascoltato per  una buona mezz’ora l’ho mandato al diavolo.

Veramente mi chiedo come ho fatto a stare con lui tanti anni. Un fottutissimo egoista, superficiale,  prepotente, meschino, interessato…

Forse solo perché il mercato offre ben poco in tema di uomini liberi  e decenti e io desideravo tanto sposarmi e avere dei figli!

MASSIMILIANO

Ho chiamato Ada per puro dovere di cortesia , desideravo avere notizie sulla sua salute e sfogarmi un po’ per il comportamento di Tiziana.

Speravo che mi potesse dare qualche consiglio, e , invece, lei, invece di rassicurarmi,  mi ha detto” Ti sei trovato una donna degna di te.  Da una persona del genere che mi hai descritto non puoi e non devi aspettarti niente, come io non potevo e non dovevo aspettarmi niente da te … similia similibus , è giusto che sia andata in questa maniera, d’altra parte una persona altruista con te avrebbe avuto la peggio, come è successo a me…è quello che ti meritavi…’’

Non capisco il suo astio, io sono stato onesto con lei, non l’ho illusa, non l’ho ingannata e quando ho capito che se fossimo rimasti insieme ci saremmo fatti del male ho preferito lasciarla, ma a quanto pare lei non ha capito….

Vai a fare del bene !

Febbraio anno 2002

 ADA

Avevo deciso, in accordo con il medico legale mio consulente di parte, di cambiare avvocato per provare a sollecitare il magistrato a riformulare i suoi quesiti e a prendere in considerazione la diffusione del mio tumore che potrebbe essere ricollegato alla mancata asportazione totale del seno colpito dal tumore.

Il dottore ha compilato un’altra perizia in cui si rappresenta l’elevata possibilità che i primi interventi chirurgici , non eseguiti in maniera radicale in quanto hanno lasciato intatta tutta la pelle che copre la mammella, possano aver causato le metastasi che mi hanno invaso l’organismo.

 Giovanna, un mia amica e collega di lavoro, mi ha regalato un cucciolo di due mesi, un delizioso bastardino biondo  salvato da un canile, che ho chiamato Aris. 

Non immaginavo che un animaletto indifeso e mugolante potesse suscitare in me tanta tenerezza.

Mi sono fatta promettere dalla mia amica che , nel caso in cui dovessi morire si prenderà lei cura dell’animaletto, perché non sopporto l’idea che possa far ritorno in una gabbia del canile.

MASSIMILIANO

 Mò si è presa pure il cane, ma chi glielo ha fatto fare?

Come se non avesse altro a cui pensare. 

A parte che a me gli animali dentro casa  non piacciono, non riesco a capire qual è il motivo di prendersi un cucciolo quando sei ridotto come è ridotta lei.

Ma???

Marzo anno 2002

ADA

Continuo a non star bene, mi sento fiacchissima, mangio malvolentieri, spesso vomito, dormo poche ore per notte,  i capelli corti che mi stavano ricrescendo mi sono caduti tutti, la mia faccia è diventata ancora più gonfia e giallastra e  mi si è riempita di peli lunghissimi, i denti hanno cominciato dondolarmi…

Spero che le mie faccende legali si concludano presto. I soldi non mi interessano, vorrei soltanto che il mio caso fosse giudicato con equità , vorrei che il colpevole dei miei danni estetici e non estetici pagasse e riflettesse sui suoi gravi  errori, in modo tale da non ripeterli….

Un tempo quando sentivo parlare di malasanità mi inquietavo perché ritenevo che fosse diventata una moda il dare addosso ai medici.

Invece  adesso che io stessa sono stata una vittima della malasanità  chiedo solo giustizia…che, a quanto pare, è molto difficile ottenere… fra l’altro i miei datori di lavoro mi hanno licenziata in tronco e dovrò intentare contro di loro un’altra causa ..non ne posso più…

 La vicinanza di Aris mi consola, è un concentrato di tenerezza,  adesso dorme sul letto accanto a me e quando, piango mi guarda con gli occhioni tristi e mi lecca le mani per consolarmi…

Aprile anno 2002

ADA

E’ successo un avvenimento imprevisto che mi impedirà di procedere nelle mie rivendicazioni legali. E’morto il professore emerito che mi ha operata, quello che, fra le tante altre cose,  mi ha fatto credere che solo in privato avrei avuto un servizio di ricostruzione plastica ottimale. Ancora adesso se ci ripenso a come mi ha ingannata e raggirata mi sento ribollire di rabbia.

A quanto pare l’accaparramento di soldi a scapito di poveri pazienti spaventati e fiduciosi non l’ha preservato dalla morte. Tuttavia questo medico anche da defunto mi danneggerà, in quanto ormai non è più lui che bisogna chiamare i causa, bensì i suoi eredi.

Mi ha detto l’avvocato che, per questo motivo i tempi si prolungheranno,  per cui mi consiglia di accettare l’offerta che mi è stata fatta dai legali della controparte per chiudere il tutto.

 Fra l’altro il mio medico legale  ha appreso da uno dei medici difensori del  professore che lui e i suoi colleghi  delle assicurazioni sono intenzionati a chiamare in causa il povero chirurgo dell’ospedale, che mi ha operata per ultimo provando a riparare il malfatto del precedente, in quanto,  secondo loro, la mia mammella è stata rovinata soprattutto dalla sua operazione riparatrice.

Quindi il giudice dovrebbe nominare un altro perito e …i tempi  diventerebbero infiniti e io potrei morire prima di ottenere un qualsiasi risarcimento…quindi  mi tocca capitolare..D’altra parte io  mi sono stancata di questo tira  e molla e il mio male progredisce …forse un  po’ di soldi mi potrebbero far comodo ora che sono rimasta senza lavoro.

I miei genitori non devono dissanguarsi per me, ho saputo che hanno venduto una delle due villette di Santa Severa e iniziato a dar fondo ai loro sudati risparmi.

Mio padre  e mia madre incominciano a invecchiare e potrebbero aver bisogno di soldi in caso di necessità emergenti o malattie e io non permetterò che vadano in rovina per me.

 Il mio cagnolino Aris mi adora e io adoro lui, non ci separiamo mai e quando io esco per andare a fare la chemio passa tutto il tempo in attesa davanti alla porta. E quando torno mi fa tante feste facendomi capire quanto sono importante per lui . Per una come me nelle mie condizioni è meraviglioso essere importanti per qualcuno e un cane non é soltanto un cane, ma un essere speciale capace amarti senza secondi fini e  di contagiarti con la sua gioia di vivere.

MASSIMILIANO

Ho saputo che Ada è stata licenziata e che sta male. Non ho il coraggio di telefonarle, anche perché temo che possa reagire in malo modo, come ha fatto l’ultima volta. Io l’ho perdonata perché so che le persone sofferenti diventano spesso cattive e io sono un buono.

 Tiziana mi ha piantato e nelle serate, quasi tutte ormai, che trascorro da solo a casa  provo nostalgia per la donna che dovevo sposare, ma se le cose sono andate male non è dipeso né da lei né da me. Se lei non si fosse ammalata ci saremmo sposati e forse saremmo stati felici, chissà …ma ci si è messo di mezzo il destino …un brutto destino.

Ho quasi rinunciato a trovarmi una fidanzata, è molto più comodo ricorrere di quando in quando alle  prestazioni mercenarie di qualche  prostituta…che mi posso scegliere e che mi deve per forza accontentare!

Giugno anno 2002

CONCLUSIONE 

Ada è deceduta per un’emorragia  cerebrale  causata da una metastasi che ha provocato la rottura di un’arteria cerebrale.

Il  denaro di sua spettanza è andato ai genitori.

Ma se effettivamente le operazioni che Ada ha subito, soprattutto la prima, non sono state eseguite, come sembra,  in modo tale da eradicare in maniera totale il tumore che si è ripetuto in tutto il suo organismo devastandolo, chi la risarcirà mai delle sue sofferenze fisiche e morali e di una morte prematura che degli  interventi corretti  le avrebbero potuto quasi sicuramente evitare? …..

 35.000 euro di risarcimento, concordati con le assicurazioni sulla base dei punti corrispondenti all’invalidità assegnati  da  un qualsiasi medico legale dopo una vista sommaria , sulla disposizione di un qualsiasi magistrato, che non hanno mai conosciuto veramente Ada e non sapranno mai delle sue sofferenze e della sua morte,   costituiscono una cifra  sufficiente a risarcire una vita ?

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