Risposta Di Marisa

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras

Cara Anna, ho ricevuto la tua lettera, dopo tutto questo silenzio, sono rimasta stupita e sconvolta, da ciò che hai scritto e pertanto vissuto.

Sapevo che stavi attraversando un periodo buio, ma mai avrei immaginato fino a che punto.

Sai, ricordo noi due giovani donne, piene di belle speranze, di voglia di vivere, di amare, di essere amate, si ricordo bene Giulio, l’amico del mio futuro marito, Giorgio, ricordo i suoi riccioli neri, come li chiami tu, ricordo il suo sorriso affascinante, il suo sguardo, che in fondo mi inquietava sempre un po’; i suoi discorsi, strampalati, di filosofo mancato, ma te quei discorsi incantavano, lo vedevo bene!!

Peccato che tu non riuscivi a vedere quella parte malata che era in lui, per me così evidente!

E già tu ne eri innamorata pazza, eri incantata di questo ragazzo giovane e bello, pieno di sé e di parole …e pendevi dalle sue labbra.

Inutili i miei discorsi, per aprirti gli occhi, per farti vedere quello che tu non riuscivi a vedere, cioè che quei discorsi erano senza senso.

Ah l’amore, come li chiude gli occhi, cieca fino in fondo, da non riconoscere neanche l’evidenza, i pericoli a cui ti stavi lanciando.

Tu volevi Giulio e lo hai avuto, ma Francesca a che prezzo!

Ricordo bene anche quando comprasti l’abito da sposa, scelto non da te ma da tua suocera! Ma tu continuavi a non capire, mi sforzavo, ma niente, veramente cieca davanti a quest’amore per te così importante.

Ora con il senno del poi posso capire che ognuno di noi deve percorrere la propria strada, fare le proprie esperienze, anche se dolorose, ma più dolorose sono più ci rendono maturi, saggi e adulti.

Però se ripenso a quei tempi, ancora mi vengono i brividi…Lui aveva la casa che i suoi genitori gli avevano dato, ma era da ristrutturare…e tu pensasti bene di investire tutti i tuoi risparmi di una vita in quella casa, che giustamente pensavi il tuo nido d’amore.

Oh, Francesca, perchè non mi hai ascoltato almeno in quel momento! perchè non ti sei posta alcune domande, perchè non hai avuto nemmeno un piccolo dubbio?

Perchè non mi hai dato retto, perchè non hai dato retta ad una amica di sempre, quella che aveva condiviso con te le mille avventure di bimbe, di giochi, perchè non riconoscevi in me la persona che ti voleva bene e ti stava aprendo gli occhi?

Ma tu non volevi vedere, anzi mi avrai visto come un’invidiosa, una menagramo…ma io ti volevo e ti voglio bene.

Purtroppo per te, avevo ragione, i suoi parenti spocchiosi ti fecero da subito sentire come un’arrivista, come un’estranea.

E Giulio? cosa fece in quei frangenti per aiutarti? Nulla, riuscivi a vedere l’immaturo che era, il cocco di mamma, l’ozioso, ma forse era già troppo tardi, anzi era troppo tardi.

Vivevi nello stesso palazzo dei tuoi suoceri e cognate!!! Ahimè!

Che vita potevi aspettarti?

Sicuramente la fame e la solitudine!

Ricordo perfettamente, a quei tempi ancora ci frequentavamo, quando ti lamentasti di come ti trattavano e come non riuscivi a sbarcare il lunario.

Ma ancora cieca e sorda, hai fatto di testa tua, ancora una volta non ti sono servite le mie parole, i miei incoraggiamenti

Hai voluto provare a lavorare con lui, in un’impresa di commercio, questo ti fece onore, voler salvare il tuo matrimonio, era una nobile causa…ma avevi dimenticato che con la filosofia e le belle parole non si mangia.

Così anche quello fu un fallimento.

Ma la cosa peggiore fu il disprezzo dei suoi che avvaloravano così la tua inadeguatezza, senza mai supporre che il figliolo poteva sbagliare.

Tutte queste vicende le ricordo bene, così come ricordo la nascita del tuo bambino Gianni, ancora più bello del padre.

Ma i tuoi occhi invece di brillare per la gioia, erano tristi.

Poi ci siamo salutate, perse di vista, io sono partita, un’altra vita, altre avventure mi hanno portato lontano da te.

Ho sbagliato in quel momento, dovevo ascoltare la richiesta di aiuto muta dei tuoi occhi, però in quel momento non capii e mi allontanai da te.

Ora tu con questa lettera, mi hai fatto tornare nel nostro passato.

Mi hai sconvolta con il racconto di Giulio e della sua “malattia”, non immaginavo tanto, anche se capivo che qualcosa non andava!

Quello che mi ha sconvolto è la tua decisione di perdere la vita, la vita questo bene prezioso.

Sai devo confessarti, che anche io ho trascorso un periodo buio, ma questa è un’altra storia che ti racconterò in un altro momento. Quello che invece voglio trasmetterti è di come ne sono uscita dal tunnel della sofferenza, con quale forza e quali spinte hanno fatto di me la donna che ora sono!

Quella matura che guarda la vita con speranza, con gioia, e con tanta voglia di viverla.

Io non ho conosciuto un uomo che mi ha cambiato la vita ma una religione, ovvero una filosofia di vita “il Buddhismo”.

Ciò che mi ha dato forza sono le persone che lo praticano, le mie compagne di fede, la mia famiglia, perchè loro mi sono state vicine e mi hanno fatto vedere la preziosità della mia vita, la bellezza che è in ognuno di noi, per questo ora faccio parte di un’organizzazione di volontari, qui noi aiutiamo le persone che si trovano in difficoltà, specialmente donne maltrattate e picchiate dai loro mariti/compagni che giuravano di amarle per poi arrivare anche ad ucciderle.

Non tutte per fortuna, diventano vittime di femminicidio, molte di loro, anche grazie al nostro impegno e aiuto, riescono a trovare la forza di uscirne fuori, di rifarsi una vita, ritrovare sé stesse, la dignità distrutta.

Peccato cara, non aver ricevuto prima la tua lettera, sarei corsa da te per aiutarti con tutta la forza della nostra antica amicizia, che non è mai venuta meno, nonostante la lontananza.

Ho avuto comunque piacere di sapere alla fine della tua lettera, la speranza che alberga in te. Vorrei conoscere il tuo nuovo compagno, questa persona che ha saputo far tornare il tuo bel sorriso.

Ho ancora un po’ di dolore sapendo che hai tagliato i ponti con tuo figlio, ma non disperare, abbiamo tanti psicologi che potranno aiutarti a superare e tornare a ricongiungerti con lui, abbi fiducia.

Questa volta ti prego accetta il mio aiuto, percorreremo assieme questo ultimo tratto della nostra vita, che sarà piena di sorrisi e di amore…e poi ho tanto da raccontarti anche io, non lo farò in questa lettera, ma solo quando potrò riabbracciarti.

con grande affetto la tua sempre amica Marisa

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