EquilibrioCrazia

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Tommaso Bucciarelli.

Se guardo nel dietro, se guardo nel fu
C’è tanta tristezza, ma gioia ancor più
Non parlo dell’ora, ma parlo del prima
Non ero ancor nato, ma era già accesa la vita
E c’erano battute, e c’erano pianti
Si vive assai poco senza l’uno e pur gli altri

E vi fu quella Grecia, che teneva l’Atene
E fu quella che per tanti inventò il bene
Ma storicamente è noi lo vediamo
Quella crazia è un demo mancato
Ed i filosofi s’affiancano agli scienziati
Non è perfetta, è un tondo senza lati

Poi ci risulta il Napoleone, e la storia va avanti
Ma le guerre non terminano, e non terminano i pianti
E c’è la prima mondiale, quella con più cuori spenti
Ma l’Italia la vince, sì ma con i fari spenti
E c’è l’Avanti che lancia un giornalista
Di peso, spessore, non un qualunquista

Ma il ventennio ci guarda dal basso
Anche noi non siam perfetti, ma siamo più in alto
Seppur c’era orgoglio, i pianti eran tanti
Ed era l’uno che comandava, non certo la demo di non si sa quanti
Ed i pianti possono esser visti come atti romantici
Ma se togli la vita agli altri non son altro che atti patetici

Allor poi vedo la costrizione d’artificio
Che appar più bella, che ci accarezza con il beneficio
Ma il beneficio è la maschera effimera e sorridente del pianto perenne
Che ci dona meccanismi per non pensar, per scriver senza penne
E vedo che sempre c’è chi dice che scegli tu
Ma guardando questo sponsor vedo legami al tempo che fu

E più guardo il passato, più vedo il creato succinto
Non c’è che nulla del quale possa dir d’esser convinto
Poiché la storia che fu, fu scritta da chi dirigeva
E quella storia per me, non è cullata da Eva
Poi vedo il presente, e vedo lo schermo
Non c’è solo il vincente, ma c’è chi urla con l’elmo

E allora, mio caro lettore, se hai voglia con me di guardar il futuro
Guarda il dietro, il dietro che fu
Quello con quei raccolti che cibavano, e la musica che rallegrava   
Il passato remoto è il futuro anteriore, con la mente che rullava
E non sperare in quella rivoluzione che senti prossima, che non porta a nulla
L’unico accrescimento è quello dell’evoluzione, che non grida ma culla Rispetta la legge che frequenti, e continua a sperare
Questa crazia è un gradino importante, ed è di andare
Vivi questo tempo armonizzandoti, e concettualizzando un sol dovere
Il rispetto è l’unico che rimane l’obbligo morale da osservare
Sii pacifico, sii tollerante
L’amor che a tutti ha dato, equilibratamente

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