Al Semaforo

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Elena Dreoni.

Una sfoglia di luna e una stella vicina
quest’aria che bevo di già settembrina
ti guardo nel cielo spicchio d’oriente
e penso a una bella e lontana dormiente.

Le case di fronte panciute, col tetto
si fanno smerlate e cangianti ad un tratto
e il serio cipresso li fermo in attesa
diventa una palma pungente e odorosa.

Scompare l’asfalto come una magia
e sopra il cammello, percorro una via
solcando le dune di sabbia argentata
ti cerco soavissima donna velata.

Compagno di viaggio è un fitto mistero
che avvolge i tuoi occhi di ebano nero,
mi fermo al Castello con grane emozione
perché tra un momento ti avrò mia visione.

Ma quando una porta ormai ci separa
rimbomba alle orecchie orrenda fanfara,
la spada è sguainata, mi volto di scatto,
ma tutto è scomparso, mirabile effetto.

Io cerco il Castello, la sabbia, i predoni
ma sento soltanto del clacson i suoni
ed ecco lo sguardo tra le auto si perde
mentre il semaforo è di nuovo verde.

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