Lo Specchio

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Maria Carmen Brandi.

Claudio si toglie la giacca, la ripone nell’armadio all’entrata. La casa è silenziosa, dà un’occhiata veloce nel salotto, è tutto in penombra.

Nel corridoio sente chiudersi una porta. È Luca, che con fare fiero e sicuro passa veloce davanti a lui, afferra la giacca di pelle, lo sguardo perso nei pensieri, fisso in avanti, sembra quasi non accorgersi del padre.

“Luca, esci?” “Luca!”

“Si, papà.”

“Hai letto il mio messaggio? Ti ho mandato un messaggio! Domani devi venire in ufficio, ti vorrei parlare di un lavoro, che penso, potrai seguire solo tu. Io dovrò partire e non sarò in città nei prossimi giorni. Ti aspetto!”

La voce di Claudio sembra amplificarsi nel corridoio. Luca si ferma sul portone, risponde dopo qualche minuto:

“Domani? Si verrò!”

Claudio va verso la cucina, continua a guardarsi intorno, getta lo sguardo sul Rolex al polso, è ancora presto, non c’è nessuno in casa, può riposare, la giornata è stata faticosa.

Si lascia cadere sul divano, allarga le braccia come per accogliere una chissà quale energia vitale che possa ridestarlo.

Respira profondamente, cerca nell’aria il profumo dei fiori nel vaso sul tavolo al centro del salone. Sono così belli che fanno pensare a essenze esotiche.

Vive in una villa fuori città. Anna, sua moglie aveva espresso il desiderio di abitare lontano dalla confusione.

“Troppa gente in centro!” Diceva.

In campagna avrebbero potuto godere della bellezza e delle comodità di una casa con un giardino, una fontana e magari di una piscina.

Lui aveva assecondato i suoi capricci, condividevano lo stesso amore per la natura e la vita appartata.

Claudio ripensa a Luca al suo carattere ribelle, quante volte lo aveva chiamato il preside, minacciando la sua espulsione da scuola, un istituto al centro della città frequentato dai rampolli dell’alta società.

Anna aveva riposto tante speranze in Luca e manifestato un’attenzione esagerata per quel figlio, il minore, l’altro, Federico aveva mostrato sin da piccolo di essere responsabile e sapere sempre cosa fare. Molte volte lui ed Anna si erano meravigliati di come riuscisse ad ordinare il suo zaino con i libri e i quaderni o come sedesse a tavola e non facesse storie per mangiare.

“Due ragazzi così diversi!”

Claudio, avvolto dal silenzio, chiude gli occhi, ha come l’impressione che ora i suoi pensieri prendano la forma di tele dipinte da un artista impressionista.

Proprio come quelli esposti nella pinacoteca del Musée d’Orsay, che aveva visitato una volta durante un viaggio a Parigi. La guida faceva notare la pittura singolare delle tele e i colori usati dagli artisti per suscitare in chi ammirasse le opere impressioni senza soffermarsi sui particolari.

In questa galleria di pensieri e ricordi, si ferma davanti ad un “pensiero-tela” ad un’impressione appunto.

Si rivede un anno prima, è con Anna per le vie del centro di Milano, sembrava un giorno come un altro, una passeggiata nelle vie addobbate per Natale, lei si ferma all’improvviso, è un po’ smarrita ed emozionata, lo guarda, fissandolo: “Luca e Giulia aspettano un bambino”.

Lui non appare sorpreso per la notizia, Anna distende il viso e lo abbraccia forte.

 Nella sua mente mille pensieri, ma uno domina sugli altri: “Sarò nonno!”.

Ricorda un brivido che gli attraversò la schiena e una strana emozione come un dejà vu.

 Continua la sua visita in questa galleria di “impressioni”: un altro “pensiero-tela” ritrae una macchina, un tramonto estivo. La strada è dritta, gli piace fare delle corse in auto, non c’è traffico e sfreccia veloce.

Da poco ha conosciuto Anna, una ragazza dai lineamenti latini e un corpo esile, ma perfetto.

Un bacio di sfuggita sulla spiaggia intorno ad un falò e da quel momento avevano deciso di frequentarsi.

Quella sera sta andando a prenderla, sono stati invitati ad una festa a casa di amici in comune.

 Nello stesso periodo aveva conosciuto anche un’altra ragazza, l’esatto contrario di Anna.

Lisa, bionda, chiara di carnagione e prosperosa, anche se molto giovane faceva pensare ad una femme fatale e ne era molto attratto.

Anna aveva un carattere dolce, sempre disponibile e non gli diceva mai di no, e quando lo chiamava e lo coinvolgeva nei tanti impegni mondani di quell’estate, non riusciva a rifiutare i suoi inviti e si ritrovava sempre accanto a lei a condividere ogni momento di quelle giornate calde e afose.

Ogni tanto vedeva anche Lisa, che invece era più aggressiva. Decideva sempre lei dove e quando si dovevano incontrare, questo comportamento lo indisponeva, ma non poteva fare a meno degli incontri furtivi, passionali e trasgressivi.

Proprio quella sera, la sera della festa, Anna salì in macchina, non riuscì a guardarlo negli occhi. Sembrò confusa, come indifesa. Questi atteggiamenti, a ripensarci dopo tanto tempo, avevano catturato Claudio e pensava che facessero di Anna una donna particolare, perché poi non era proprio così docile come appariva.

La vede lì, immobile, sul sedile. Lei gli prende la mano, abbassa lo sguardo, stringendo forte le sue dita, gli confessa di aspettare un bambino.

Claudio ritorna al “ricordo-tela” precedente. La notizia dell’arrivo di un nipotino aveva fatto riaffiorare emozioni contrastanti di gioia, paura e curiosità.

Come in uno specchio, rivede sé stesso venticinque anni prima, riaffiorano le stesse emozioni provate in quella macchina sportiva, la sua Giulietta rosso Ferrari, strappata al padre dopo tante insistenze, il simbolo della libertà, dei suoi viaggi e di quelle fughe, trasgressive con Lisa.

Si era accorto solo ora che il tempo trascorso assieme ad Anna aveva solo coperto, e non cancellato, la sensazione di stordimento e il brivido provati alla notizia della gravidanza. Proprio come l’onda, che riporta sulla battigia la sabbia che toglie e accumula continuamente, quelle impressioni di un tempo non erano state rimosse dalle onde degli anni, ma si erano accumulate ed ora erano lì, pronte a ritornare …

 Lui non si tirò indietro, si assunse tutte le responsabilità, rassicurò Anna, che sollevò il viso con gli occhi svuotati da quell’imbarazzo che li aveva oscurati pochi istanti prima, lo strinse forte, proprio come era accaduto all’annuncio dell’arrivo di un nipotino. Claudio ora provava lo stesso brivido di quando non sapeva cosa significasse diventare padre e cosa avrebbe dovuto insegnare a quel bambino.

 Si era rifugiato nel lavoro e poi nell’azienda di famiglia. Aveva viaggiato tanto, sentiva forte la responsabilità verso Anna, ma nel suo intino aveva lasciato uno spazio per qualcosa di sospeso, ma che non sapeva esattamente cosa fosse e come avrebbe dovuto colmarlo. Anna, lei invece, si era scoperta mamma.

 Gli anni erano passati, era arrivato l’altro figlio, ma solo adesso comprende cosa significhi essere padre, proprio quando si trova a dover sostenere Luca ad affrontare la nuova situazione. Luca con il suo carattere ribelle non vuole accettare la responsabilità di diventare padre. Giulia, come Anna allora, si ritrova a fare la mamma. In Giulia, Claudio, aveva notato gli stessi atteggiamenti e le stesse accortezze, che la moglie un tempo aveva mostrato nei suoi confronti.

Donne apparentemente indifese e loro pronti a dimostrare la forza dei maschi.

Claudio ha la sensazione che tutti questi pensieri lo portino a fluttuare in una dimensione di non tempo. Si sente smarrito e continua a dondolare e ad essere trasportato.

Un eco una voce: “Papà! Papà”

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