Dove Finisce La Musica Inizia Il Corpo, Dove Finisce Il Corpo Inizia La Musica

Carla Fracci

Gli artisti di “Mille piroette-I diversi volti dell’arte- “ricordano l’étoile Carla Fracci, che ci ha lasciato il 27 maggio 2021 a 84 anni.

Quale donna non si è sentita dire almeno una volta dalla propria mamma di ricordare nei suoi atteggiamenti l’eleganza di Carla Fracci?

Riguardando le foto della grande ballerina, che la ritraggono sul palco della Scala o con la compagnia del Royal Ballet, dello Stuttgart Ballet, del Royal Swedish Ballet e dell’American Ballet Theatre, l’eleganza, la dolcezza e la nobiltà, quella alla maniera degli antichi stilnovisti, sono le caratteristiche principali che la Fracci sottolinea nello sguardo, nelle movenze.

L’eleganza si è incarnata nella danzatrice, divenuta il simbolo del balletto classico in tutto il mondo.

Tante sue performance la vedono protagonista in ruoli romantici come Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini e in quelli tragici tra i più famosi nel Lago dei cigni e ne Lo schiaccianoci.

Si è esibita con i più grandi interpreti della storia del balletto: Rodolf Nureyev, Vladimir Vasiliev Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov, Erik Bruhn e con quelli italiani: Amedeo AmodioPaolo Bortoluzzi, o con i coreografi come CrankoDell’AraRodriguesNureyev, ButlerBéjartTetley. 

La passione, la dedizione e le estenuanti prove hanno portato Carla Fracci a collezionare tanti successi dai suoi esordi, appena dodicenne come comparsa in La bella addormentata con Margot Fonteyn, poi nel 1955 il debutto nella Cenerentola alla Scala e nel 1958 a 22 anni, viene promossa prima ballerina. Queste sono solo le prime soddisfazioni che la porteranno a raggiungere grandi traguardi, quelli che conosciamo tutti.

Carla sin dalla fine degli anni ’60 si impegna attivamente per trasferire la danza dal teatro in televisione, affinché il grande pubblico potesse conoscere il balletto e così in molti show del sabato sera i protagonisti sono le ballerine con il tutù e i ballerini in calzamaglia. Ricordiamo nel’67 Scarpette rosa, di Vito Molinari. Carla arriva anche sul set con l’interpretazione di Giuseppina Strepponi, nello sceneggiato per la tv su Giuseppe Verdi e al cinema nella Storia vera della signora delle Camelie di Bolognini.

L’INTERPRETAZIONE DI GISELLE FA DI CARLA FRACCI L’ICONA DELLA STORIA DEL BALLETTO

Carla Fracci interpreta il ruolo di Giselle per la prima volta nel 1959 a Londra al Royal Festival Hall, in seguito rivestirà lo stesso ruolo accanto a Erik Bruhn al Met e a Nureyev nel 1980 sul palcoscenico dell’Opera di Roma.

Il libretto è stato ideato nella prima metà dell’Ottocento da Théophile Gauthier e G. Saint-Georges, ispirandosi al libro di Heinrich Heine “Della Germania”.

Giselle è una giovanissima donna che vive in un piccolo villaggio della campagna tedesca in epoca medioevale. La ragazza è contesa da due uomini Hans e Albert, lei ama Albert, ma il suo amore puro viene deluso e ne muore. Carla Fracci appare sulla scena con i capelli raccolti in un lento tupè adorno di piccoli fiori e nastri colorati, le membra aggraziate e leggere di un’attraente fragilità. La danzatrice indossa un tutù con il corpetto stretto in vita e un’ampia gonna di tulle, le gambe sottili e le scarpette bianche.

Un’immagine indimenticabile che la stigmatizza in una figura botticelliana che dalla scena si trasferisce sulla tela o in una scultura di Strazza e diventa altro dalla realtà del palco scenico.

La Fracci ha la fisicità e il carattere adatti per interpretare Giselle che dopo l’amore deluso per Albert viene accolta dalle Villi, gli spiriti irrequieti delle fanciulle morte prima delle nozze, le cui anime sono destinate di notte a danzare nei cimiteri e se malauguratamente incontrano qualcuno lo spingono ad una danza sfrenata, portandolo alla morte.

Vogliamo ricordare Carla Fracci come Giselle, eterna fanciulla che danza in un’altra dimensione, una musica angelica fa vibrare il suo esile corpo e il dolce sorriso e lo sguardo sono un’emanazione di quella melodia.

Maria Carmela Brandi

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