Fortuna

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras.

La Fortuna cos’è la fortuna? ti si chiede: sei una persona fortunata?

Ci rifletto un po’ e la risposta è sicuramente sì …perché?

Beh, per parlare della fortuna bisogna andare indietro nel tempo, ripassare la propria esistenza, analizzarla,

Intanto sono fortunata perchè esisto, poi perchè sono nata in Italia, questo paese bellissimo, con un clima invidiabile, con delle città favolose, ogni angolo d’Italia è un piccolo capolavoro, ma sono fortunata perchè oltretutto sono nata a Roma, questa città favolosa, incantatrice, antica e nuova allo stesso tempo, con tanta storia, tanto verde tanta umanità ma anche tanta modernità.

Immagino la mia vita in un altro paese, magari in quei luoghi dove le donne sono sottomesse e devono camminare ad un passo dietro i loro uomini, o sono costrette a portare il velo o addirittura il burka, non riesco a pensare a questa vita per me che sono così piena di vitalità di colore e indipendenza, questa è per me una grande grande fortuna.

Non sono romana di sette generazioni, infatti i miei genitori erano sardi, quindi emigranti, venuti nella grande città a trovare fortuna, quella fortuna che forse loro non hanno trovato.

Al principio quando mio padre era ancora vivo e lavorava, le cose per loro non erano poi catastrofiche, era in grado di provvedere al sostentamento della sua famiglia formata da ben cinque figli, io unica femmina ero la terzultima, cocca di papà sicuramente, peccato lo ricordo poco, infatti si ammala e muore quando io avevo nove anni.

Ho dei ricordi confusi di lui, ma secondo la mia visione di vita lo reputo ora con il senno del poi, un perdente, un debole, anche perchè mia madre era tutt’altra persona, con un carattere forte, una generalessa direi, si chiamava Anita come la compagna/moglie di Garibaldi, e rispecchiava in pieno il temperamento forte ed energico.

Non so se andassero d’accordo o meno, ricordo che mio padre beveva, fortuna che non era un violento, ma come ho appena detto era un debole, ricordo negli sprazzi di memoria che lo incitavo a non bere, ma…quando si è alcolisti è difficile senza aiuto uscirne fuori, e lui non ne uscì ma morì giovane, aveva solo 46 anni lasciando una moglie vedova, bella e giovane da sola a provvedere ad una famiglia numerosa, composta da 4 maschi da educare ed una bambina da crescere.

Forse è per questo che mia madre è diventata per me una generalessa, ora lo capisco, ma quando si è adolescenti …si pensa solo a sé stessi.

Questa donna Anita, mia madre si deve rimboccare le maniche, non avendo mai lavorato in vita sua, mai studiato, deve così trovare una soluzione a questa famiglia da sfamare, due dei miei fratelli, purtroppo per loro vanno in collegio, il più grande si spera provveda e faccia un po’ da capofamiglia, io sono solo una bambina, per questo non mi tocca il collegio né al fratello più piccolo che per me diventa il mio bambolotto, mio figlio, mio tutto.

Cresco in un ambiente di borgata, ci sono tanti pericoli, e già posso parlare della mia prima FORTUNA, di essere passata indenne ai mille pericoli che questo comporta. Comunque, non mi sentivo a mio agio in questo ambiente.

La seconda FORTUNA, come almeno io la reputo è di essere nata dopo la guerra, quindi di non aver vissuto quell’incubo, quella devastazione, quella paura delle bombe in ogni momento, di scappare appena ascolti il suono delle sirene.

Sono nata negli anni 50 quando appena appena la vita ritorna, le persone provano a ricostruire, pertanto ancora miseria ma non fame.

Questa è l’infanzia, non ricca ma serena fino a quando mio padre vive, poi gli stenti, ma da bambina non ti accorgi, in fondo intorno a te le persone comuni soffrono le stesse carenze, pertanto pensi che la vita sia questa, e ancora non nasce in me la ribellione.

Piccoli sentori di ribellione nascono appena compio 13 anni, sono una piccola donna, mia madre si vive a Roma da tanto tempo, ma la sua mentalità è rimasta in quel paese sperduto della Sardegna, e cosa pretende da me? sei una femmina devi sposarti presto e intanto servire i tuoi fratelli….

…Ecco questa frase sarà l’inizio di tutto…per prima cosa rimpiango di essere “femmina”, secondo inizio a provare invidia per “il pene”, lo voglio anche io come i miei fratelli, perchè sono diversa? non mi sembra giusto…e mi ribello…

Questa ribellione porterà a vari conflitti con mia madre e con i miei fratelli, ma cresco con la convinzione di fuggire da questa casa e da questa situazione che vuole imprigionarmi.

Lascio la scuola, perchè non amo studiare e stare ferma in un luogo, sono troppo frenetica, troppo indisciplinata, in casa si ha bisogno di denaro, inizia la consapevolezza della mia povertà.

Il mio primo lavoro è stato fare la commessa per la moglie del mio medico di casa, un incubo, percepivo 3000 lire a settimana che non mi bastavano nemmeno per comperarmi un paio di calze, la boutique era bella per persone ricche, ogni abito costava quanto la mia paga di un anno, tutto questo lusso mi intimidiva, la padrona senza scrupoli mi teneva nel negozio anche oltre l’orario di lavoro a volte nemmeno pranzavo.

INGIUSTIZIA

Sapevo di subire un’ingiustizia, ma non sapevo che fare come ribellarmi.

La mia voglia di scappare dalla borgata cresce assieme a me…sento che devo fare qualcosa, intanto inizio ad apprezzare la lettura, mi regalano un libro “Piccole donne”, sarà il mio inizio, da allora non ho mai smesso di leggere, di sognare assieme ai personaggi del libro, questa è stata la mia prima vera FORTUNA, leggere è ancora la mia vita, ma andiamo per ordine.

Con la disapprovazione di mia madre trovo un lavoro in “Fabbrica” come camiciaia. Lei non vuole perchè pensa che sia un luogo di perdizione per una ragazza di 18 anni, non mi interessa, voglio guadagnare di più, voglio comperarmi le calze se si rompono, questa la primaria motivazione, ma la verità è che voglio scappare dalla borgata, inizio a volere una vita più decente.

La mia passione dei libri diventa frenetica e questo mi porta a sognare in grande a voler volare più in alto, non posso accontentarmi…la vita non è questa i libri mi dicono altro.

Sarà proprio in fabbrica che si svilupperà in me la ribellione vera, quella che già stava sconvolgendo il mondo, negli anni 60 c’era stata una ripresa dell’economia un boom, che noi in casa nostra non abbiamo percepito, ma si arriva poi agli anni 70, sono già una donna, e la consapevolezza delle ingiustizie del mondo mi fanno aprire ancora di più gli occhi

La percepisco in casa, ma al lavoro è anche peggio, uomini e donne che svolgono lo stesso lavoro, vengono pagati in modo differente, perché???

Questa disparità mi farà fare le lotte sindacali e politiche e perchè no anche femministe…saranno anni di lotte per i diritti umani, per le pari opportunità delle donne. arriverò ad occupare una fabbrica, arriverò a vedere come un “padrone ” che si sente anche padrone delle nostre vite spararci per ostacolare la nostra lotta.

Vedrò l’arroganza di questa gente che gioca sulla pelle degli operai pur di guadagnare.

Ma poi anche le lotte sindacali finiscono quando sopraggiunge l’amore, poi il matrimonio, poi il figlio.

Si rientra nei ruoli donna, casa, massaia, madre.

La vita sembra scorrere tranquilla, ma non è così.

Ora sembra che la FORTUNA qui non c’entri più, invece è sempre presente, perchè ogni volta che la vita ti presenta una grande prova e pensi di non riuscire a superarla, ti presenta anche una grande opportunità o FORTUNA.

Il mio matrimonio fallisce, ho voglia di separarmi, sarà una dura lotta che durerà per tanti anni, forse succube di questo uomo che mi domina, non riesco a ribellarmi, fino a che non scopro aprendo questi occhi bendati il tradimento, è il momento di uscire fuori da questo incubo.

Ma …mentre decido di volermi separare la fabbrica ci mette tutte in Cassa integrazione” Oddio che disperazione…come fare? senza lavoro è impossibile uscire di casa, ho un figlio da mantenere.

Ma come dicevo prima le disgrazie peggiori diventano opportunità e FORTUNA a vederla con il senno del poi…

Infatti, con i soldi della cassa integrazione finalmente prendo la mia vita e cerco quel miglioramento che volevo, inizio a studiare veramente, prendo il diploma, mi iscrivo ad un corso di dattilografia, ad un corso di inglese ad un corso di computer, cerco lavoro e trovo “la segretaria volante”, vengo apprezzata, cresco, sto finalmente volando…. ma.

Mi arriva una proposta di lavoro dal Comune di Roma, mi devo presentare il tale giorno alla tale ora per iniziare un lavoro da “bidella ” presso la tale scuola.

Panico….è una bella proposta? è una FORTUNA? o non mi interessa? ho bisogno di lavoro, non posso rifiutare, panico ….

In famiglia felici, sei contenta? finalmente torni al lavoro, contenta? ma io ero contenta di fare “la segretaria volante” è questo che voglio anche se è precario, ci sto mettendo tutta la mia volontà perchè questo si avveri ed ora dovrei rinunciare a tutto? a tutti i miei sogni? non so che fare.

Mi spingono ad andare al colloquio, io resisto e poi chiamo Elena, lei sa tutto di me, le racconto quello che mi sta succedendo…le sue prime parole: ” ma sei matta ad accettare”?

Parole che entrano nel cuore, profondamente, e mi danno la consapevolezza di quello che voglio.

NON ACCETTO

Nuovo dramma in famiglia, nuovi litigi, ma questa volta ho alzato la testa, e da allora non l’ho più abbassata.

Decido io della mia vita

Intanto continuo ad essere in Cassa integrazione e a svolgere lavoretti in nero…se mi beccano sono dolori!!!! ma io devo farcela!

Questi lavori mi danno molto, imparo a comportarmi, a lavorare, a svolgere questo lavoro con passione, con amore.

Ecco l’altra FORTUNA, non avere accettato di lavorare per il comune di Roma. Mi chiamano a lavorare per i Lavori Socialmente Utili, per un solo periodo di tempo all’Università di Roma Tre appena Costituita, come “operatrice di computer”, ricordo che il Pc era uno strumento appena nato e in quell’ufficio ero la sola a saperlo usare, pertanto mi diedero il ruolo di “segretaria ” del capo della segreteria studenti.

Inizia qui la seconda FORTUNA e crescita della mia vita, il capo apprezza molto il mio lavoro, fino ad assegnarmi la responsabilità di un ufficio quello “degli studenti Stranieri”, ho un po’ di timore, troppi cambiamenti tutti assieme, ho paura di non farcela, parlo con il capo e cerco di rifiutare, ma lui è irremovibile, mi fa capire che sono perfettamente in grado di svolgere questo lavoro visto che già lo stavo facendo.

Si sono FORTUNATA, anche se dico sempre che un po’ di FORTUNA ce la dobbiamo cercare e guadagnare.

All’università mi assumono con contratto definitivo ma per fare questo devo rinunciare al mio ruolo di “operatrice di pc” e farmi assumere come “usciere” che ironia, però la responsabilità non me la tolgono anzi la mia carriera va avanti anche se il mio ruolo non lo rappresenta.

Intanto la mia voglia di conoscenza cresce assieme alla mia carriera, non mi basta più leggere libri fini a sé stessi ma voglio una conoscenza più concreta, mi iscrivo all’Università, mi sarebbe piaciuto fare archeologia, ma il mio lavoro mi impegnava molto, andare per musei o per scavi sarebbe stato troppo, così scendo a compromessi e mi iscrivo a Lettere e filosofia come storica “”Storia contemporanea”

Anche questo è stato un percorso difficile, tanto che spesso pensavo di rinunciare, ma tanta ormai la voglia di finire che arrivo anche alla sospirata Laurea

La FORTUNA mi arride, sono veramente fortunata.

Se mi guardo indietro mi accorgo di aver fatto dei passi da gigante.

È l’incontro con il Buddismo la mia PIU’ grande Fortuna dopo quella della nascita di mio figlio,

Il buddismo mi darà talmente tanta serenità pace, amore, amicizia, casa, che ancora oggi ringrazio le persone che per prime mi hanno parlato di questa pratica.

Ho raggiunto obiettivi che pensavo impossibile, anche se ho lottato e ottenuto comunque tante cose belle il buddhismo ha accelerato tutto ciò che oggi io posseggo.

Grazie alla pratica Buddhista ho ottenuto benefici grandi come la mia prima casa comperata a Setteville.

E cosa ancora più bella ho incontrato il mio nuovo marito, avevo come obiettivo di incontrare l’anima gemella, visto che anche se frequentavo qualcuno, nessuno aveva fatto battere il mio cuore tanto da desiderare di sposarmi di nuovo.

Infatti, ora sono sposata con un uomo di Milano abbiamo una famiglia allargata, lui ha tre figli, io ne ho uno che vive a Roma,

Il grande di Rino, mio marito, ci ha donato la gioia della prima nipote Asia che andiamo a trovare ogni tre mesi su a Milano, cresce che è una meraviglia, ora ha sette anni una donnina, e per coronare la mia FORTUNA anche mio figlio mi ha dato la gioia di un nipote Manuel

SONO UNA PERSONA FORTUNATA

Anche se la vita mi ha dato molti dolori, molte angosce e molte lotte da affrontare, trovo che tutte le mie sofferenze sono servite a fare di me quella che sono.

Ora sono una donna matura supero i 68 anni, ma la mia voglia di vivere non è ancora venuta meno.

Sono in pensione e godo ogni giorno di questa libertà dal lavoro e dagli impegni fissi, frequento la palestra, faccio volontariato in due luoghi, seguo le mie amiche/compagne di fede, nel buddismo che continua a regalarmi soddisfazioni, ed ora mi sono iscritta ad un corso di teatro.

La vita è bella, se la sai vedere dalla giusta prospettiva, se non ti lamenti delle prove che devi affrontare, ma le accetti come una crescita interiore.

Questa in breve, molto in breve è stata la mia vita, segnata si dai dolori, dai molti lutti, dalle sofferenze per amore, ma sempre visti come opportunità.

questa è la vita, gioie e dolori ci sono per tutti ma una forte fede e le amicizie giuste ti fanno dire la vita è bella ed io sono molto FORTUNATA

2 commenti su “Fortuna

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