La Vita Ai Tempi Del Coronavirus

Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Nerina Piras

Mi hanno chiesto un racconto di questo periodo, ma più che un racconto le chiamerei “riflessioni”.

È un giorno come un altro, la mia vita scorre frenetica tra le mille incombenze, la mia agenda è sempre piena di impegni, sono più occupata ora che sono in pensione di quando lavoravo; eppure, il mio lavoro era molto interessante, mi occupavo di studenti stranieri all’Università statale di Roma tre sull’Ostiense. Ironia della sorte, ora sono iscritta all’Università della terza età di Civitavecchia, ma questa è un’altra storia.

Nel 2011, vado in pensione, la mia più grande preoccupazione era “cosa farò del mio tempo libero?” Presto detto, la mia vita diventa ancora più frenetica.

Mi iscrivo subito in palestra di mattina, prima potevo solo di sera, ed era una fatica immane;

Poi essendo una praticante buddista, aumento gli incontri con le mie/miei compagni di fede, ci vediamo spesso e condividiamo assieme le nostre esperienze e la “recitazione”, ed è una gioia compartire con loro.

Sono anche la curatrice di un libro scritto da Ivana Tersigni e Nene Croce e questo mi impegna molto ma ricevo anche tante soddisfazioni, conosco così tante persone, tanti modi di vedere la vita, tante occasioni, imparo a parlare in pubblico “sono un ex timida”, anzi mi diverto perchè mi ascoltano e ricevo complimenti…mentre presento il libro e le autrici, mie amiche.

Mi sono iscritta ad un Coro, anche se mi reputo stonata, la mia maestra “Meravigliosa” mi incoraggia con tanto amore.

Sono iscritta al Nucleo Sommozzatori di Santa Marinella, come volontaria, e sempre come volontaria presto la mia opera presso il Punto Blu della Asl di Santa Marinella. Il lavoro svolge alle persone che non possono recarsi per vari motivi alla Asl di Civitavecchia, così noi raccogliamo i documenti, li portiamo a Civitavecchia, dove subiscono il loro iter e poi noi li riportiamo a Santa Marinella per consegnarli ai rispettivi proprietari.

Per ultimo e non meno importante mi sono iscritta all’UniTre settore Teatro…

Ho interpretato con le mie “sorelle” una breve parte in una commedia scritta da noi stesse, che abbiamo portato al teatro Gassman di Civitavecchia…che esperienza! Entusiasmante, pronta a riprovarci con un’altra parte di Commedia….ma ahimè!

Ecco questa la mia vita prima di quel 21 gennaio 2020, che ignara del dramma che si sarebbe abbattuto su noi, continua a trascorrerla serenamente.

Come niente fosse, la mia agenda è sempre piena di impegni, di amicizie, antiche e nuove.

Premetto che mio marito (secondo) è di Milano, dove ha tre figli e una nipote.

Scoppia il “caso” in Lombardia, ci informiamo, come state? partiamo siamo preoccupati, poi è il compleanno della piccola, compie 7 anni, i genitori sono in crisi, si vogliono separare, oddio che tragedia…dobbiamo partire…essere vicino in questo momento difficile.

Ma …le notizie non sono buone, ho un po’ di timore. Non vorrei andare, ma quando si hanno figli e nipoti così vicino al “focolaio” temi per loro…alla fine si parte …il cuore ha il sopravvento sulla ragione.

Sono a Milano, qui tutto sembra normale, solo qualche accortezza “il metro di distanza e la mascherina solo nei negozi, parchi pieni di bimbi e di persone che fanno ginnastica mantenendo la distanza naturalmente. Ma se in strada tutto mi sembra normale così non è in famiglia, la tensione è alle stelle…che momento difficile per andare in crisi …

La bomba scoppia l’8 di marzo, noi siamo ancora a Milano pronti a ripartire il lunedì successivo, ma ora ho paura…mio figlio che vive a Roma mi chiede se sono bloccata qui, perchè chiedo e leggo il decreto che mi ha inviato per WhatsApp, oddio! il panico!! qui sono un ospite, non posso rimanere, devo tornare a casa mia…

ed ecco la decisione drammatica; stavamo giocando a Burraco con gli amici, erano le 2 di notte, quando è finita la partita, erano le 2,30 quando spaventata di nuovo, ormai con angustia decidiamo di fare le valigie e di tornare a casa.

Viaggio drammatico, stanchezza accumulata e sonno arretrato ci hanno accompagnato per tutto il viaggio, da Milano a Santa Marinella sono circa 550 chilometri, fatti di notte è stato un incubo.

Siamo arrivati alle 7 della mattina seguente.

Poi abbiamo saputo che quasi tutti gli abitanti del sud hanno avuto la mia stessa idea ed hanno preso d’assalto i treni per tornare al loro paese.

Incosciente?? forse si, ma la paura di rimanere bloccati in casa di altri è stata più forte.

Una volta a casa, ho allertato il mio medico, e provato a chiamare i numeri della regione e della Asl…invano…Fortuna che stavamo bene!! comunque da cittadini responsabili ci siamo autonomamente in quarantena, anche per tranquillizzare i nostri vicini.

Ora sono nella mia casa, ho un giardino e un portico, non posso dire di stare male qui rinchiusa, ma la mia agenda è desolatamente vuota.

che fare allora?

La Asl Punto Blu naturalmente è chiusa per noi volontari;

la palestra è chiusa;

gli incontri buddisti sono sospesi;

solo i volontari del Nucleo Sommozzatori di Santa Marinella lavorano instancabilmente, però i dirigenti ci hanno fatto intendere che noi essendo a “rischio” (io ho 67 anni, mio marito 72), non volevano la nostra presenza in questo frangente.

Ho apprezzato molto il loro gesto, e la loro correttezza infatti Rino, mio marito, fa parte del direttivo e avrebbe dovuto essere presente con loro…

loro che come sempre sono sul campo, ad aiutare la popolazione quando c’è bisogno, sono il nostro orgoglio, ed io sono fiera di farne parte, anche se in questo momento ne siamo esclusi.

Ora come ovviare a tutte queste mancanze? La palestra è diventata il mio terrazzo, corro in lungo e in largo per almeno 15 minuti, ho rispolverato il libro di yoga, e ogni mattina mi dedico al mio benessere.

Con le amiche del buddismo ci sentiamo telefonicamente ed organizziamo grandi recitazioni a distanza tutte assieme, ci diamo un orario ognuno presso la propria abitazione; questo ci fa sentire vicine ” Ichinen” “stessa mente, diverso corpo”

Sola con mio marito, abbiamo ripreso a giocare a “burraco”, che pratichiamo anche a distanza on-line con i nostri amici.

L’unico cruccio è non vedere mio figlio, ero abituata all’incontro una volta a settimana, ora invece solo cellulare, a volte videochiamate, però mi manca il contatto fisico, specialmente ora che la compagna aspetta un bambino, dopo che io lo avevo desiderato tanto…non posso vedere crescere la “pancetta ” e parlare con il piccolo come stavo iniziando a fare;

Così ho deciso di riprendere i lavori ai ferri di calza che avevo appeso al chiodo, mi sono cimentata in questa nuova avventura…peccato che la lana scarseggia, non si può uscire, bisogna accontentarsi di quello che si ha, ho anche provato a comperare la lana on-line, ma i tempi sono talmente lunghi che nel frattempo mio nipote nascerà!!!!

Fortuna che sono una grande lettrice e almeno i libri non mi mancano, ho ancora il box pieno, perchè avevo deciso che una volta letti li dovevo regalare, i libri devono girare, tutti hanno diritto alla lettura; inoltre, per non perdere i colpi leggo un libro in spagnolo, visto che avevo iniziato a studiarlo. il Libro è intitolato “Caballo de troya 1 Jerusalem di J.J. Benitez”. Invito tutti a leggerlo.

ti prende il “corazón”, perché parla di CRISTO, nel momento della sua morte e nonostante io sono di fede buddista, questa lettura mi commuove e mi cattura.

E poi che dire la mia “domenica Quiz”, immancabile in casa

Il tempo così passa velocemente senza noia anche perchè ho ritrovato la gioia della cucina, purtroppo anche quella di mangiare!!!…e di fare i dolci.

Anche se riesco a non annoiarmi ho il desiderio che tutto finisca in fretta;

voglio tornare al mio TEATRO, che mi aveva così entusiasmato;

voglio tornare ad incontrare le mie amiche, mi mancano i baci e gli abbracci (ora proibiti);

So che presto tutto finirà e questo periodo sarà solo un brutto ricordo, però mi chiedo:

quanto tutto questo ci avrà cambiato;

quanto amore di patria sarà nato in noi;

quanta consapevolezza del nostro ruolo di cittadini;

quanta umanità è scaturita in noi;

quanta generosità;

non solo quella dei nostri eroi in prima fila come medici, infermieri e volontari della protezione civile, ma anche della gente comune.

Siamo italiani, sempre più consapevole di questo ruolo, ora mi preoccupo delle persone che hanno perso il lavoro, non i grandi imprenditori, che avranno gli aiuti dallo stato, ma i lavoratori precari i sotterranei i sottopagati, quelli che lavoravano in nero, che ne sarà di loro?

Ma sono fiduciosa ci rialzeremo più forti di prima, sempre se continueremo i nostri sforzi e ad aiutarci gli uni con gli altri.

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